Uno street artist modifica i cartelli stradali sulle Dolomiti per denunciare il turismo eccessivo che minaccia l'ecosistema alpino.
Un piccolo intervento su un comune segnale stradale è bastato per riaccendere il dibattito estivo sulla gestione dei flussi turistici nelle vallate alpine. L’idea è nata dalla mente dello street artist milanese Biancoshock, che ha applicato un adesivo temporaneo sui cartelli indicanti le curve stradali nella zona di confine tra le province di Bolzano e Belluno, mutando la scritta “Tornante” nel perentorio “Tornatene” (a casa).
L’azione, concepita come un’operazione di arte pubblica effimera per evitare qualsiasi disagio alla circolazione, intende dare simbolicamente voce alle Dolomiti, un ecosistema delicato e ormai sfinito dall’eccessiva pressione umana. L’artista ha voluto precisare di non auspicare l’allontanamento dei turisti né di muovere un attacco personale verso chi sceglie di viaggiare, quanto piuttosto di mettere in luce quella tendenza che riduce il territorio a un semplice bene di consumo da sfruttare senza limiti.
La divisione sui social tra ambientalisti e operatori del turismo
La circolazione delle foto dell’installazione sulle piattaforme digitali ha generato una frattura netta nell’opinione pubblica, dividendo il dibattito in due schieramenti contrapposti. Da una parte c’è chi ha interpretato la provocazione come una critica sacrosanta contro strade intasate, parcheggi al collasso e sentieri di montagna presi d’assalto; dall’altra si sono alzate voci di dissenso da parte di chi ha fatto notare quanto l’economia del territorio, fatta di hotel, ristoranti e impianti di risalita, dipenda in modo essenziale dall’arrivo dei visitatori. Biancoshock ha ammesso di aspettarsi le polemiche e gli attacchi ricevuti in rete, precisando che lo scopo della sua opera è aprire una riflessione seria sulla reale capacità delle infrastrutture e dell’ambiente montano di reggere tale pressione, proponendo come soluzione la valorizzazione di valli meno frequentate.
Un percorso artistico che dura da vent’anni
L’operazione realizzata tra le vallate dolomitiche si inserisce coerentemente nel percorso artistico di Biancoshock, impegnato da oltre due decenni nello spazio urbano per scuotere l’attenzione di chi passa attraverso la reinterpretazione di simboli visivi già noti. Questa strategia di spiazzamento semantico, applicata qui alla segnaletica per svelare le contraddizioni della società odierna, sarà protagonista anche del finissage della mostra “Teatro umano, teatro della natura”, in programma presso lo Spazio C21 di Reggio Emilia, dove Biancoshock esporrà insieme a Francesco Garbelli e al collettivo Dott. Porka’s. L’installazione “Tornatene” si rivela dunque una provocazione efficace, capace di fermare lo sguardo del pubblico su una sola parola per far riflettere sul futuro del rapporto tra tutela dell’ambiente e sviluppo economico.