Slittino azzurro da leggenda: due medaglie d’oro in un’ora magica

Serata magica a Cortina: in un'ora lo slittino azzurro conquista due ori olimpici con prestazioni straordinarie che ricordano Tokyo 2021.

Alcuni lo hanno pensato, altri preferiscono non ammetterlo. Ricordate i Giochi Olimpici estivi di Tokyo, celebrati nel 2021 anziché nel 2020 per l’emergenza pandemica? Esiste una data che rimane scolpita nella memoria collettiva: il primo agosto. In quella giornata memorabile, con un intervallo di soli 16 minuti, Gianmarco Tamberi e Marcell Jacobs hanno cambiato per sempre il corso dell’atletica tricolore conquistando la medaglia più preziosa rispettivamente nella specialità del salto in alto e nella gara regina dei 100 metri piani.

Ebbene, sensazioni analoghe sono state vissute nella serata di ieri durante “la nostra” rassegna olimpica casalinga, Milano Cortina 2026, stavolta sul tracciato ghiacciato della pista Eugenio Monti. In soli 63 minuti, dalle 19.13 alle 20.16, lo slittino tricolore ha collezionato due trionfi olimpici destinati a entrare nella leggenda dei Giochi invernali. Un lasso temporale intensissimo, carico di tensione, durante il quale il tempo ha giocato a nostro favore. Inizialmente il doppio femminile, successivamente quello maschile. Due competizioni distinte, un’unica traccia comune: quella della velocità che supera i 100 chilometri orari e di una formazione guidata dall’icona Armin Zöggeler, vincitore di due titoli olimpici nella sua carriera e oggi commissario tecnico capace di infondere calma e determinazione.

Il trionfo italiano sulle curve cortinensi

A inaugurare i festeggiamenti sono state Andrea Voetter e Marion Oberhofer, perfette in entrambe le discese. Costantemente al comando, dall’inizio fino al traguardo, hanno fermato il cronometro a 1’46″284, relegando alle loro spalle le rappresentanti di Germania e Austria. Nessun errore, linee perfette, slitta aderente alla superficie gelata. Un trionfo costruito con precisione e padronanza, che ha infiammato gli spettatori del Cortina Sliding Center. Ed è un successo che entra nella storia, considerando che rappresenta il debutto olimpico del doppio femminile.

Non c’è nemmeno il tempo di realizzare che è il turno di Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner. In terza posizione dopo la prima discesa, obbligati a recuperare terreno o a consolidare una performance che avrebbe comunque garantito loro il bronzo olimpico. Ma nella seconda manche modificano l’approccio: avvio misurato, poi incremento graduale della velocità e un tratto conclusivo devastante. Il crono complessivo di 1’45″086 li proietta davanti agli austriaci Steu-Kindl per soli 68 millesimi e ai tedeschi Wendl-Arlt.

Gli statunitensi Mueller-Haugsjaa, leader a metà competizione, ci offrono l’occasione del sogno: scattano più rapidamente di noi, ma progressivamente perdono terreno rendendo rosso il display del cronometro e concludendo in sesta posizione: è trionfo per i nostri atleti! È una rimonta dal valore doppio. Perché riporta la nazione sul podio più alto nel doppio maschile a 32 anni dal trionfo di Lillehammer 1994 e vent’anni dopo il bronzo conquistato a Torino 2006. In competizione anche Nagler-Malleier, classificatisi settimi.

Una pagina che supera il valore di un trofeo

Quella vissuta a Cortina non rappresenta semplicemente una doppietta. È l’immagine di uno slittino tricolore maturo, competitivo, affidabile, in grado di trionfare davanti al pubblico amico. È la terza medaglia aurea per la nazionale in questa rassegna olimpica, la dodicesima totale e la terza in quattro competizioni di slittino (ma meritano menzione il quarto e il quinto piazzamento ottenuti rispettivamente da Verena Hofer e Sandra Robatscher nella gara femminile individuale), testimonianza di un settore straordinariamente vincente.

Stretti l’uno sull’altro, compressi dalla rapidità e dalla pressione emotiva, i quattro azzurri hanno trasformato un tracciato tecnico e pericoloso in uno scenario ideale. In quel periodo di tempo limitato, lo slittino ha vissuto la sua ora gloriosa. E proprio come a Tokyo, il tempo si è cristallizzato abbastanza a lungo da trasformarsi in storia e comporre una pagina memorabile dello sport nazionale.

Nazione al terzo posto nella classifica generale

Annotazione finale, tutt’altro che secondaria: grazie a questi esiti, la nazionale sale al terzo gradino della classifica generale preceduta unicamente dalla potente formazione norvegese da sempre regina degli sport invernali e dagli Stati Uniti, con 4 titoli olimpici, 2 argenti e 7 bronzi per un totale di 13 medaglie (alla pari con la Norvegia). Un avvio davvero straordinario (e speriamo di non risvegliarci!).

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin