Sale con potassio al posto di quello classico: milioni di vite salvate

Scopri cosa dice lo studio di Nature Health sul sale arricchito di potassio, i benefici stimati per cuore e reni e le precauzioni da conoscere prima di usarlo.

Se bastasse un piccolo cambiamento in cucina per proteggere cuore e reni? Una nuova ricerca sostiene che sostituire il sale comune con una versione arricchita di potassio potrebbe evitare ogni anno, a livello mondiale, quasi 3 milioni di decessi e più di 10 milioni di nuovi casi di patologie cardiovascolari e renali.

I dati provengono da uno studio uscito il 4 novembre 2026 su Nature Health. Il lavoro è stato svolto da un team internazionale guidato dal George Institute for Global Health, che ha simulato l’impatto del cambio di sale in 193 Paesi.

Va chiarito un punto: sostituire il sale in casa propria non basta, da solo, a ottenere questi risultati. Le stime nascono da modelli matematici che ipotizzano un uso molto diffuso del prodotto, anche negli alimenti industriali e nei ristoranti.

Che cos’è il sale con potassio e quali vantaggi offre

Il sale tradizionale è formato soprattutto da cloruro di sodio. In quello arricchito, una quota di sodio lascia il posto al cloruro di potassio. Nello scenario principale lo studio considera una miscela con il 75% di cloruro di sodio e il 25% di cloruro di potassio.

Il beneficio è doppio: si riduce il sodio, che in eccesso favorisce l’ipertensione, e cresce l’apporto di potassio, minerale che aiuta a regolare la pressione. Poiché l’ipertensione è tra le cause principali di ictus, infarto e malattie renali, abbassarla attraverso la dieta può avere un impatto notevole.

I risultati: quasi 3 milioni di morti in meno ogni anno

Gli autori hanno confrontato cinque scenari, dal solo sale usato a tavola e in cucina fino a quello presente nei cibi confezionati e nei piatti dei locali. Con la sostituzione totale, ogni anno si potrebbero evitare:

  • 2,96 milioni di decessi per malattie cardiovascolari e renali;
  • 10,17 milioni di nuovi casi delle stesse patologie;
  • 69,43 milioni di anni di vita persi o vissuti con disabilità, secondo l’indicatore adottato.

I decessi diminuirebbero del 14,6% rispetto al totale annuo attribuito a queste malattie.

Anche interventi parziali sarebbero rilevanti: cambiare solo il sale aggiunto nelle preparazioni domestiche eviterebbe circa 1,85 milioni di morti l’anno, mentre agire soltanto su prodotti confezionati e ristorazione ne eviterebbe circa 1,56 milioni. Si tratta comunque di proiezioni, che dipendono da reali cambiamenti nelle abitudini e nella produzione alimentare.

Perché la saliera da sola non è sufficiente

Gran parte del sodio che consumiamo è già presente negli alimenti che compriamo: pane, formaggi, salumi, prodotti confezionati e piatti pronti. Secondo il George Institute for Global Health, in Europa e Nord America oltre il 70% del sale assunto deriva da cibi industriali e pasti fuori casa.

Per questo, secondo i ricercatori, il coinvolgimento dell’industria alimentare sarebbe decisivo. Cambiare sale in cucina è utile, ma i benefici ipotizzati richiedono azioni molto più ampie.

La raccomandazione dell’OMS e chi deve fare attenzione

Nel 2025 l’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato linee guida dedicate ai sostituti del sale a basso contenuto di sodio. Agli adulti suggerisce di preferire, quando usano sale, prodotti con meno sodio e con potassio, all’interno di una dieta che riduca il consumo totale di sale.

Esiste però una cautela importante: il sale arricchito di potassio non è adatto a tutti. Chi ha problemi ai reni o condizioni che ostacolano l’eliminazione del potassio rischia l’iperkaliemia, cioè un eccesso del minerale nel sangue, che può causare gravi alterazioni del ritmo cardiaco.

Anche chi prende farmaci che aumentano il potassio nel sangue dovrebbe sentire prima il medico. Le indicazioni dell’OMS, inoltre, non riguardano bambini e donne in gravidanza. Chi soffre di malattie renali o segue terapie specifiche non deve quindi sostituire il sale di sua iniziativa.

Costi e diffusione: gli ostacoli da superare

Se i vantaggi sono così grandi, perché non è già usato ovunque? Pesa il prezzo, oggi più alto di quello del sale tradizionale, e serve adeguare produzione e distribuzione del cloruro di potassio, soprattutto per un impiego industriale su larga scala.

Gli autori ricordano il precedente del sale iodato, la cui diffusione ha aiutato a prevenire i disturbi da carenza di iodio.

Lo studio indica dunque una strada concreta per alleggerire il peso delle malattie cardiovascolari e renali, ma restano da risolvere costi, applicazione nell’industria e tutele per chi non può assumere molto potassio.

Una regola resta valida: anche con un sale povero di sodio, ridurre la quantità totale di sale nella dieta è una delle principali raccomandazioni per tutelare il cuore.

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