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Pubertà: scoperti i 30 geni che la regolano

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Donne o bambine? A segnare uno dei momenti più importanti nella vita di una donna, ossia il passaggio dall’infanzia alla pubertà, sarebbero 30 geni.

Lo ha dimostrato uno studio condotto dal consorzio ReproGen, composto da 175 scienziati provenienti dai più importanti istituti di ricerca del mondo, tra cui la Boston University School of Medicine, la Boston University School of Public Health, l’Istituto di Neurogenetica e Neurofarmacologia, il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Cagliari, l’Istituto San Raffaele di Milano e l’IRCCS di Roma.

Dalla collaborazione è nata una mappa genetica che riguarda soprattutto i primi segni della pubertà nelle bambine. In particolare, gli studiosi della Boston University guidati dalla dottoressa Joanne Morabito partendo dal menarca, ossia la prima mestruazione, hanno considerato le variabili ad esso correlate.

Dall’unione di differenti studi è scaturito l’insieme dei 30 geni deputati alla maturazione sessuale delle donne. È stato scoperto inoltre che 4 di essi sono legati anche all’indice di massa corporea, all’omeostasi energetica, cioè all’equilibrio energetico, cui tende naturalmente il nostro organismo, e alla regolazione ormonale.

Spiega la dottoressa Morabito: “Molti dei geni responsabili del menarca sono stati associati al peso corporeo e all’obesità in altri studi, i quali suggeriscono che alcune donne possono avere una suscettibilità genetica all’aumento di peso e alla pubertà precoce. È importante capire che questi ‘fattori genetici’ possono essere modificati con cambiamenti dello stile di vita. Gli sforzi per ridurre o prevenire l’obesità infantile, dovrebbe a loro volta contribuire a ridurre l’insorgenza della pubertà precoce nelle ragazze”.

Gli esiti della ricerca sono stati pubblicati su Nature Genetics.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.