La filosofia coreana della gioia quotidiana: scopri la sohwakhaeng

Scopri la sohwakhaeng, filosofia coreana che trova gioia nei piccoli gesti quotidiani per vivere con più leggerezza e consapevolezza.

Esiste un termine che nella cultura coreana racchiude il concetto di gioia autentica e quotidiana, quella che non necessita di grandi conquiste o momenti eccezionali. Si tratta di “소확행”, pronunciato sohwakhaeng, che tradotto significa “felicità piccola ma garantita”. Questa filosofia, emersa in Corea del Sud durante gli anni Ottanta, ha ritrovato popolarità recentemente come antidoto alla frenesia contemporanea caratterizzata da stress, aspettative e connessione costante.

In sostanza, rappresenta la gioia che sperimenti bevendo una tisana calda dopo una lunga giornata, quando riordini uno spazio della tua abitazione che ti trasmette serenità oppure ti fermi ad ascoltare lo scroscio della pioggia attraverso i vetri. Sono azioni apparentemente insignificanti, ma che – se valorizzate consapevolmente – possono riportarci nel presente e alleggerire le tensioni accumulate.

Dal continente asiatico all’Europa: come un piccolo rito può trasformare la tua giornata

La sohwakhaeng non ha connotazioni mistiche o esoteriche. Si tratta di un approccio pragmatico: individuare la gioia in ciò che è realmente sotto il tuo controllo. Se la mentalità occidentale spesso associa il benessere al raggiungimento di traguardi ambiziosi, quella coreana riconosce che la tranquillità nasce dalla costanza dei gesti semplici, non dai grandi successi.

Numerose ricerche, inclusi studi pubblicati dalla Korean Psychological Association, evidenziano che coloro che integrano regolarmente questi “istanti garantiti di gioia” manifestano maggiore equilibrio emotivo, sicurezza interiore e autostima elevata. E no, non è necessario volare in Asia per sperimentarlo.

Puoi iniziare immediatamente, nel comfort della tua dimora, attraverso un rituale intimo e personale. Ecco alcune idee pratiche:

  • Stabilisci una sequenza serale rilassante: prepara un infuso caldo, abbassa le luci, ascolta una melodia che ti distende.
  • Spalanca una finestra e inspira profondamente: contempla il panorama, i suoni urbani o il silenzio della natura.
  • Disponi con cura un elemento che ami: una pianta verde, un ricordo fotografico, una candela profumata.
  • Trasformalo in abitudine sicura: praticalo quotidianamente, fino a renderlo il tuo rifugio di calma.

Lo scopo non è “disconnettersi” dalla realtà, ma educarsi a riconoscere il piacere di viverla con maggiore leggerezza. È un piccolo gesto di resistenza dolce contro l’ossessione del “produrre sempre di più”.

La bellezza di una gioia ordinaria

C’è qualcosa di profondamente liberatorio nella sohwakhaeng: non richiede che tu sia costantemente felice, ma ti incoraggia a cogliere quei momenti in cui lo sei, anche brevemente. Non serve partire per destinazioni esotiche o ottenere riconoscimenti lavorativi per provare benessere. È sufficiente imparare a decelerare, anche solo per la durata di un’inspirazione.

In definitiva, la gioia autentica non è clamorosa. Si manifesta in una serata comune, quando disconnetti lo smartphone, espiri profondamente e comprendi che stai bene senza una ragione specifica.

E probabilmente è proprio questa la magia della sohwakhaeng: ci riappropria del diritto di sentirci felici senza dover fornire spiegazioni.

Fonte: KOAJ

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