Ginocchio da scrivania: sindrome di chi sta troppo tempo al pc

ginocchio da scrivania

Chi trascorre la maggior parte della propria giornata seduto alla scrivania, per studio o per lavoro, senza mai distogliere lo sguardo dallo schermo del pc per sgranchirsi le gambe, potrebbe andare incontro ad un disturbo dell'articolazione del ginocchio, denominato "Sindrome del ginocchio da scrivania".

Le persone che sanno di rientrare in tale categoria non dovrebbero sottovalutare i dolori che ogni tanto potrebbero sentire alle ginocchia. Potrebbero rappresentare l'inizio di un'infiammazione. Successivamente l'articolazione potrebbe iniziare a muoversi con difficoltà e infine giungere a bloccarsi, con conseguenze davvero spiacevoli.

Le ginocchia hanno bisogno di essere trattate con rispetto ed è di conseguenza necessario porre attenzione a non condurre una vita eccessivamente sedentaria. Chi trascorre molte ore seduto alla scrivania deve ricordarsi di alzarsi ogni tanto per sgranchirsi le gambe.

Una posizione seduta e statica troppo prolungata può inibire la produzione del liquido sinoviale, fondamentale per lubrificare l'articolazione del ginocchio, così come spiegato da parte del dottor Sandro Rossetti, primario della Divisione di ortopedia e Traumatologia dell'Ospedale San Camillo di Roma.

I consigli dell'esperto riguardano lo svolgimento di un'attività fisica frequente e corretta che coinvolga il movimento delle articolazioni del ginocchio. La condizione può essere aggravata dai chili di troppo, anch'essi connessi alla sedentarietà e in merito ai quali dedicarsi maggiormente al movimento può essere d'aiuto.

In alcuni casi è possibile ricorrere ad un intervento chirurgico per la rimozione della piega sinoviale, ispessita ed irrigidita a causa della sedentarietà. Prima di giungere al punto di doversi affidare ad un chirurgo, è possibile prendersi cura delle proprie ginocchia scegliendo un'attività fisica da compiere con regolarità e ricordandosi di sgranchirsi spesso le gambe durante le ore di lavoro o di studio trascorse alla scrivania.

Marta Albè