Niente più amniocentesi: un esame del sangue la sostituirà

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Sono molte le donne che ricorrono all’amniocentesi (o alla villocentesi) nel corso della propria gravidanza.

Si tratta di esami abbastanza invasivi e pericolosi, spesso però necessari perché consentono di capire se al feto è stata trasmessa oppure no una determinata malattia genetica.

Ebbene, d’ora in poi sarà possibile raggiungere gli stessi risultati con un semplice test del sangue che separerà il dna materno da quello del figlio, grazie alla scoperta di un gruppo di ricercatori dell’Università di Hong Kong che ha pubblicato il lavoro su Science Translational Medicine.

I ricercatori cinesi hanno reclutato per i propri esperimenti una coppia che correva il rischio di dare alla luce un bimbo con la beta-talassemia, una malattia ereditaria del sangue che provoca anemia. Hanno poi mappato il dna dei genitori e, considerando che il dna del bambino è presente per il 10% nel sangue della mamma, hanno separato i filamenti di dna di madre e figlio da un campione di plasma. Hanno così ricostruito il corredo genetico del nascituro e hanno effettivamente visto che il bambino era portatore della beta-talassemia.

Ora, gli studiosi si augurano che questo test possa essere impiegato per riconoscere altre malattie genetiche, come la sindrome di Down, la sindrome di Edwards, la distrofia, l’emofilia e altre patologie derivanti da mutazioni cromosomiche.

Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.