San Valentino, apparecchiamo la tavola

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Quest’anno è la volta buona? Avete finalmente trovato il vero amore? Arriva San Valentino per fargli/le una sorpresina.

Che vi piaccia o no, il 14 febbraio è la festa degli innamorati. Enunciamo quella verità che nessuno ha il coraggio di ammettere: quelle frasi che sentite spesso dalla vostra dolce metà, del tipo “è una festa inutile”, “è solo un modo per far spendere soldi alla gente”, “non preoccuparti, non voglio nessun regalo” sono solo e soltanto fandonie! A chi non piace ricevere una sorpresa romantica ma soprattutto pensata e realizzata col cuore?

Se, com’è probabile, anche il vostro portafogli sta risentendo della crisi economica mondiale, tranquillizzatevi, perché per stupire il vostro/la vostra partner non è necessario affittare una limousine, comprare champagne francese, prenotare nel ristorante della Tour Eiffel o noleggiare Gigi d’Alessio con pianoforte annesso: basta poco, pochissimo. Per esempio, cogliete l’occasione per risparmiare organizzando una sorpresa home-made: non solo spenderete meno, ma avrete il calore di casa vostra, e il post-sorpresa sarà ancora più comodo!

E siccome la tavola è il fulcro del convivio amoroso, dove i vostri sguardi si incroceranno, dove pregusterete la dolcezza reciproca e dove vi concederete dialoghi complici, non possiamo non consigliarvi alcuni semplici trucchetti per apparecchiare al meglio il vostro nido, ma senza trascurare la moda, senza spendere una fortuna e soprattutto senza scadere nel patetico! Perciò prendete tutti gli oggetti a forma di cuore che avete in casa, e scortateli fino alla pattumiera: non vi serviranno!

  • Privilegiate la semplicità: paga sempre. Un piatto, un bicchiere, una forchetta e un coltello per ciascuno sono sufficienti; l’importante è che siano abbinati! Scegliete un colore, o un contrasto di colori, che potrebbe piacere a lui/lei, e giocateci su. Niente rosso fuoco, perfavore!
  • Date fondo ai bauli della nonna: quelle tazze e piattini coi fiorellini, quei bicchieri e coppette di cristallo mai usati, perfino quei centrini lì, dimenticati dal mondo intero, potrebbero tornarvi utili: perché, per esempio, non usate le tazze come bicchieri e i centrini come sottobicchieri? C’est très chic!
  • Fate una gita tra le bancarelle: a meno che non siate dei sultani e vogliate ospitare a cena tutto un harem, è innegabile che a tavola sarete solo in due, quindi la tovaglia non dovrà essere quella delle cene di Natale, di cui riuscite a vedere l’inizio ma non la fine. Basterà qualche scampolo di stoffa colorata, anche di varie forme, da sovrapporre uno all’altro per creare giochi geometrici… sbizzarritevi!
  • Procuratevi dei petali o dei fiorellini di campo: visto che l’erba del vicino è sempre più verde, e dato che (sempre il vicino) è così bravo a curare il giardino, potreste approfittare per fare una bella scampagnata notturna nella sua proprietà; due o 3 margheritine basteranno come segnaposto, qualche rosellina vi servirà per spargere i petali a tavola…
  • Sono obbligatorie le candele: ma occhio a quelle troppo profumate, potrebbero fare contrasto con l’odore dell’abbacchio che avete preparato, con l’unico risultato di disgustare il vostro amore dal nasino delicato. E non esagerate troppo con la quantità di fiammelle, o lui/lei penserà che avete organizzato una seduta spiritica per richiamare il fantasma di Giacomo Casanova!
  • Se siete bravi con la penna, perché non lasciate sotto il suo piatto un messaggino d’amore? Fa sempre piacere, e rinfranca lo spirito. Va bene anche il retro di uno scontrino, basta che sia scritto col cuore!

Se infine proprio volete essere controcorrente, perché è più forte di voi, non siete costretti a organizzare un pranzo o una cena: perché, per esempio, non vi sfiziate con una succulenta colazione per regalare un dolce risveglio a chi amate? Dite basta ai soliti trend, per cui siete romantici solo se regalate una stella che porta il suo nome, o un peluche che ha fatto indigestione di cioccolatini, o un mazzo di rose che finirà nel cestino nel giro di pochi giorni! Il vero regalo, miei cari, siete voi.

Marina Piconese