L'amore è semplice

immagine

Parlare d'amore ci piace. Confrontarci con le amiche o gli amici sulle questioni del cuore, trascorrere ore al telefono, sollecitare risposte da tutti coloro che ci sembrano esperti, sono azioni che occupano una parte importante del nostro tempo.

Soprattutto, le domande d'amore pervadono i nostri pensieri, fino a diventare, a volte, delle vere e proprie ossessioni. Mi starà pensando? Cosa sono per lui/lei? Come si comporterà con me?

Siamo talmente smaniosi di conoscere il pensiero dell'altro su di noi, che in mancanza di una possibilità reale di confronto ci mettiamo a cercare risposte con qualunque mezzo. Amiche che ci diranno che è chiaramente innamorato, anche se non lo dimostra, cartomanti, segni del destino che appariranno a illuminare le giornate tristi… tutto, purché si parli del nostro sentimento, si ragioni sulle possibilità e si possano formulare pensieri più o meno complessi sulle strategie da adottare per conquistare l'essere dei nostri sogni.

La cosa che più sembra essere importante, quando siamo invischiati in questioni di cuore è il Capire. Capire se lui/lei ci corrisponde, se lui/lei è qualcosa di significativo per noi, se lui/lei uscirà mai da una situazione per venirci a cercare, se lui/lei si comporta così per un dato motivo o se è semplicemente crudele. Abbiamo bisogno di pensare, riflettere, rimuginare e comprendere.

Niente di più sbagliato. L'amore, quello vero, è semplice ed è espresso dal desiderio. È una forza prorompente, calda e intensa che ci spinge verso l'altro e verso la nostra realizzazione profonda.

È ciò che ci fa sperimentare le nostre qualità migliori, ciò che ci porta ad esprimerci, a diventare creativi e a vivere nuove parti di noi stessi. È l'energia che salva, che unisce, che ci aiuta a rivelarci per ciò che siamo.

Se l'amore non ci aiuta ad espanderci, non è amore. Quando cominciamo ad usare la parola "complesso" per definire il nostro sentimento, possiamo essere sicuri che ciò di cui stiamo parlando siano le nostre costruzioni mentali, con cui abbiamo ricoperto e deviato l'essenza dell'amore.

"L'amore non va capito. Non ci sono domande giuste o sbagliate, perché più domande facciamo, più stanchiamo la nostra anima", dice lo psicoterapeuta Raffaele Morelli. Bisognerebbe, dunque, smettere di farsi domande incessanti, finirla con le questioni del tipo "sarà l'uomo giusto o la donna migliore?". Quando un amore entra nella nostra vita, vuol dire che è arrivato il momento di vivere qualcosa di magico, unico e irripetibile. Vuol dire che siamo pronti ad accenderci e ad andare a esplorare nuovi percorsi che ci porteranno in un altrove, il luogo che ci sta aspettando e che ci farà sentire finalmente bene.

Se la relazione si complica, se diventa un amore "impossibile", è una cosa sbagliata per noi, ed è un sentimento che ci farà del male. Mentre il compito dell'amore, di Eros, è quello di trasformare la nostra vita in qualcosa di meraviglioso ed evolutivo per la nostra anima.

Riconoscere l'amore è semplice. Non è questione di incastri, accordi, cose in comune o modi di fare.

Non contano l'intelligenza, la cultura, la diversità o la somiglianza: l'amore c'è dove c'è il desiderio. Quando Eros unisce due persone, anche nelle situazioni più improbabili, allora bisognerebbe abbandonarsi a questa forza salvifica, che compare nella nostra vita per un motivo preciso e importante.

Come nella favola di Amore e Psiche, uniti dal desiderio e felici finché Psiche - dopo un consulto con le sorelle (un antesignano perfetto di Sex and the City) - non desidera conoscere il volto dell'amato. Inizia, fuor di metafora, a ragionare su chi egli sia e sul fatto che sia la persona giusta per lei o meno. Allora perde la felicità e dovrà superare dure prove per riavere l'uomo che ama. Finché è limitata dalla razionalità dovrà soffrire, proprio come succede alla nostra anima quando rifiutiamo una passione.

Abbandonarsi alla forza di Eros può sembrare "sconveniente" e spaventoso. Si rischia di perdersi. Ma vivere una travolgente passione vuol dire accendersi alla vita e lasciare, infine, che il destino ci porti là, dove siamo esseri completi e felici.

Fiammetta Scharf