Diciottenne italiana trionfa nel Big Air con ginocchio lesionato: storica medaglia di bronzo per il freestyle azzurro a Milano-Cortina
Appena maggiorenne. In gara con una rottura del legamento crociato anteriore al ginocchio destro, mai sottoposta a intervento chirurgico proprio per essere presente alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Eppure ha conquistato il podio olimpico. Non si tratta di fantasia, ma della straordinaria impresa firmata da Flora Tabanelli sulle nevi di Livigno, dove ha ottenuto uno splendido terzo posto nel Big Air.
Un risultato dal valore immenso. Perché giunge a soli 102 giorni dal trauma, perché rappresenta il suo debutto nella stagione e soprattutto perché segna la prima medaglia olimpica nella storia del freestyle tricolore. Una disciplina di nicchia, spesso nell’ombra, che improvvisamente si illumina davanti al mondo intero e ribadisce ancora una volta, dopo i trionfi di Federica Brignone, Francesca Lollobrigida e Lisa Vitozzi, quanto questi Giochi siano un’Olimpiade dominata dalle atlete azzurre.
E come se non bastassero tutti questi primati, con questo terzo posto, Flora entra nel ristretto gruppo della sesta azzurra a centrare il doppio podio Giochi Olimpici Giovanili-Giochi Olimpici Invernali, dopo Elia Barp, Simon Kainzwaldner, Amos Mosaner, Thomas Nadalini e Marion Oberhofer. Un tesoro prezioso per lei e per la squadra italiana che tocca quota 23 medaglie, distribuite in ben 10 discipline diverse, mantenendo saldamente la seconda posizione nella classifica generale.
La discesa decisiva che riscrive la storia
Tabanelli ha realizzato la sua impresa nella run conclusiva. Una prova da 94.25 punti, il punteggio più alto dell’intera competizione, che le ha consentito di terminare con 178.25 punti totali. Sopra di lei soltanto la canadese Megan Oldham (180.75) e la campionessa cinese Eileen Gu (179). Ma le cifre non restituiscono l’intera storia. Non descrivono il dolore controllato in ogni atterraggio, della sicurezza ritrovata su un’articolazione ancora compromessa, della lucidità con cui una giovane appena uscita dall’adolescenza ha convertito la tensione olimpica in pura determinazione.
Il coraggio oltre l’ostacolo
A novembre, il verdetto medico: lesione del legamento crociato. Per la maggior parte degli atleti equivarrebbe a annata conclusa, obiettivo posticipato. Per lei invece no. Ha deciso di proseguire, di allenarsi, di resistere e di seguire il percorso riabilitativo conservativo. Qualsiasi cosa pur di arrivare ai Giochi. A 18 anni è lecito commettere errori, per maturare e progredire, ma Flora non ne ha commessi e ha impresso il suo nome nella storia dello sport italiano.
Mai in precedenza l’Italia aveva raggiunto un podio olimpico nel freeski. Il miglior piazzamento rimaneva un quinto posto a Pechino 2022. Oggi quel confine è infranto. Il bronzo di Tabanelli inaugura un percorso inedito per una disciplina molto distante dalle tradizioni alpine più celebrate. È un messaggio forte: il freestyle tricolore c’è, gareggia, trionfa. E mentre lei sorride con la medaglia al collo, rimane impressa un’immagine indelebile: una diciottenne con il ginocchio lesionato che si eleva oltre ogni timore. Chapeau per Flora Tabanelli!