Piccolo di cinque anni muore soffocato a Sestu. Un dramma che evidenzia l'urgenza di diffondere le tecniche di disostruzione e primo soccorso.
Una tragedia familiare si è verificata a Sestu, nell’area metropolitana di Cagliari, dove un piccolo di cinque anni ha perso la vita per soffocamento durante il pasto serale. L’episodio drammatico è avvenuto domenica 22 febbraio, trasformando quella che doveva essere una tranquilla cena domestica in un incubo.
L’emergenza è iniziata attorno alle 20.30, quando il bambino ha cominciato a mostrare gravi problemi respiratori: un frammento di würstel aveva bloccato completamente le sue vie aeree. I genitori, supportati via telefono dal personale del 118, hanno fatto tutto il possibile per rimuovere l’ostruzione dalla gola del figlio, ma invano. Un’ambulanza dell’emergenza sanitaria è giunta tempestivamente presso l’abitazione.
Gli operatori sanitari giunti sul luogo sono riusciti rapidamente a rimuovere l’ostruzione dalle vie respiratorie del piccolo, che tuttavia aveva già perso conoscenza ed era entrato in arresto cardiaco. Il personale medico ha proseguito con le manovre di rianimazione per oltre 40 minuti, ma purtroppo senza successo. Il decesso è stato constatato nell’abitazione, sotto gli occhi straziati dei familiari.
Le forze dell’ordine della Stazione di Sestu, appartenente alla Compagnia di Quartu, stanno conducendo le indagini necessarie, raccogliendo le dichiarazioni dei presenti e del personale medico per comprendere esattamente come si sono svolti i fatti.
Formazione salvavita: una necessità che non può più attendere
Esiste una realtà che non possiamo più trascurare: acquisire competenze nelle tecniche di disostruzione e nel primo soccorso dovrebbe essere un requisito fondamentale per tutti, non un’opzione facoltativa. Nel nostro Paese siamo ancora molto arretrati su questo fronte, e drammi come quello appena accaduto ce lo dimostrano nella maniera più straziante.
La maggioranza delle nazioni NON prevede un insegnamento sistematico e uniforme delle tecniche salvavita nei programmi educativi, ma la questione va ben oltre l’ambiente scolastico. Queste competenze dovrebbero essere obbligatorie in ogni ambito, non limitandosi ai contesti già identificati come pericolosi. Dovrebbero costituire parte integrante del percorso formativo per chi diventa genitore, inclusi i corsi preparto. Dovrebbero rappresentare un prerequisito per conseguire la licenza di guida, come già avviene in Germania, Francia e altre nazioni del continente. E le autorità sanitarie dovrebbero diffonderle attraverso iniziative pubbliche gratuite e alla portata di chiunque.
Ogni anno nel nostro territorio decine di individui — sia minori che adulti — perdono la vita per ostruzione delle vie aeree in circostanze dove un’azione immediata e appropriata avrebbe potuto fare la differenza. Non possiamo continuare ad affidarci esclusivamente ai servizi di emergenza, che spesso arrivano quando ormai non c’è più nulla da fare. I veri primi soccorritori siamo noi: chi si trova lì in quel preciso istante. E per poterlo essere realmente, dobbiamo possedere le conoscenze necessarie.