Designer cambogiano crea sedute lignee dagli schizzi dei bambini: il progetto Chair for Kids unisce immaginazione e artigianato.
A Siem Reap, in Cambogia, un’iniziativa di progettazione collaborativa ha dato vita a sedute in legno partendo dagli schizzi dei più piccoli. L’artefice è Taekhan Yun, designer che ha deciso di affidare il ruolo principale del processo non alla propria esperienza, ma all’immaginazione dei giovani. Ne è emersa una serie di arredi vivaci, asimmetrici e inaspettati, testimonianza diretta della creatività infantile allo stato puro.
Indice
Uno spazio di espressione per i giovani creativi
L’iniziativa, denominata Chair for Kids, è nata dalla collaborazione con gli allievi di un istituto linguistico della zona. L’avvio è stato immediato: ai ragazzi è stato proposto di immaginare e tracciare su carta la seduta ideale. Senza vincoli prestabiliti, senza schemi da rispettare. Gli elaborati, spesso irregolari e istintivi, sono diventati la base per esplorare concetti come struttura, stabilità e utilità, trasformando la progettazione in mezzo espressivo piuttosto che in mero esercizio pratico.
Conclusa la fase grafica, i partecipanti hanno formato coppie per rilevare dimensioni corporee e statura. Una tappa cruciale per apprendere in modo pratico il principio dell’adattamento ergonomico, calibrato sulla loro quotidianità. Ciascuna seduta è stata realizzata per corrispondere alle caratteristiche fisiche individuali, consolidando il rapporto tra prodotto e utilizzatore. Il design è così diventato prolungamento naturale del corpo, non concetto distante.
Dalla carta ai modelli plastici
Per dare concretezza alle visioni, i giovani hanno costruito modelli in creta. Questo materiale, selezionato per maneggevolezza e disponibilità, ha consentito di testare liberamente spazi e configurazioni. I modelli plastici sono stati poi impiegati da Taekhan Yun come guida per assemblare le sedute definitive. Le forme iniziali sono rimaste fedeli, preservando sostegni obliqui, spigoli particolari e misure ludiche.
L’ultimo stadio ha visto i ragazzi impegnati nell’abbellimento delle sedute. Utilizzando pastelli cerosi, hanno applicato cromie direttamente sul legno, rendendo ogni esemplare un manufatto distintivo. Le superfici sono state poi fissate con pittura acrilica e rifinite con uno strato conclusivo di protettivo lucido, assicurando resistenza prolungata senza sacrificare l’immediatezza espressiva.
Un’esperienza formativa e riproducibile
Al di là del significato simbolico, Chair for Kids illustra come la progettazione possa essere anche praticabile, ripetibile ed economica. Le sedute possono essere agevolmente realizzate e trasferite in altri ambienti didattici, evidenziando come la fantasia collettiva possa trasformarsi in strumento di crescita, partecipazione e valorizzazione personale.