L'EFSA fissa parametri ufficiali per la cereulide nelle formule infantili. Definiti i valori limite che impongono il ritiro immediato dei prodotti.
Dopo diverse settimane di emergenza internazionale causata dai ritiri di formule infantili contaminate di Nestlé e altre aziende, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha portato a termine, con una rapidità straordinaria, la propria analisi scientifica d’urgenza e ha definito per la prima volta parametri specifici per la presenza di cereulide nei prodotti destinati ai lattanti.
Si tratta di un’iniziativa cruciale che offrirà alle istituzioni europee parametri univoci e precisi per valutare quando un articolo necessita di essere eliminato dalla distribuzione.
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Gli eventi legati alla contaminazione del latte artificiale
Per chi non fosse al corrente della situazione, facciamo un breve riepilogo degli accadimenti. Dal dicembre 2025 sono partiti ritiri su vasta scala di formule infantili in numerosi Stati, interessando soprattutto articoli Nestlé (brand come Guigoz, Nidal, SMA, Beba, Alfamino), ma anche Lactalis (Picot) e, in misura inferiore, Danone. La responsabilità è stata attribuita a una contaminazione da cereulide, una sostanza tossica generata dal batterio Bacillus cereus.
La questione ha raggiunto livelli particolarmente gravi in Francia, dove si sono verificati due decessi di neonati che avevano assunto formula del brand Guigoz (realizzata da Nestlé). Entrambi i piccoli avevano mostrato severi problemi gastrointestinali prima della morte. Le istituzioni giudiziarie francesi hanno avviato due indagini per stabilire se ci sia una correlazione diretta tra l’assunzione del prodotto contaminato e i decessi, ma attualmente questa connessione non è stata confermata in modo definitivo.
Alla base della contaminazione vi sarebbe un produttore cinese di olio ARA (acido arachidonico), un componente impiegato nelle formule avanzate per imitare la struttura del latte materno. Il fatto che questo produttore fornisse simultaneamente diversi grandi marchi chiarisce perché il fenomeno si sia esteso rapidamente a livello mondiale.
La sollecitazione urgente della Commissione europea
Davanti a questa crisi sanitaria che coinvolgeva diversi Stati e milioni di bambini potenzialmente a rischio, la Commissione europea ha sollecitato all’EFSA di elaborare un parere scientifico urgente.
La questione fondamentale era che fino a quel momento non era stata definita alcuna soglia tossicologica ufficiale per la cereulide nei neonati. Senza valori di riferimento stabiliti, i ritiri si basavano sul criterio della massima precauzione, ma mancavano parametri oggettivi e uniformi per determinare quando un articolo dovesse essere realmente eliminato.
La Commissione ha sottoposto all’EFSA due quesiti specifici: definire una dose acuta di riferimento per la cereulide nei lattanti e identificare i livelli di assunzione standard di formula infantile, indispensabili per quantificare l’esposizione reale alla sostanza tossica.
E i nuovi parametri sono stati definiti con una velocità eccezionale.
I nuovi parametri definiti dall’EFSA
Nella loro analisi rapida del rischio, resa pubblica il 2 febbraio 2026, i ricercatori dell’EFSA hanno finalmente offerto indicazioni concrete.
Gli specialisti hanno proposto una “DAR (dose acuta di riferimento, ARfD) di 0,014 μg/kg di peso corporeo per la cereulide nei lattanti”. In parole più comprensibili: questa rappresenta la quantità massima di sostanza tossica che un neonato può assumere in un’unica esposizione senza manifestare conseguenze dannose rilevabili.
Per determinare questo valore, i ricercatori hanno individuato il vomito come “l’effetto negativo acuto più significativo” e hanno impiegato modelli matematici avanzati. Inoltre, hanno adottato un metodo estremamente cauto:
Poiché i neonati molto piccoli (al di sotto delle 16 settimane) metabolizzano le sostanze in modo diverso dagli adulti, l’EFSA ha adottato un approccio prudenziale e ha aggiunto un ulteriore fattore di sicurezza nella definizione della DAR – si legge nel comunicato.
Ciò implica che i bambini più piccoli, quelli sotto i quattro mesi, sono stati tutelati con un margine di sicurezza ancora superiore, proprio perché il loro sistema è più delicato e meno efficiente nel metabolizzare le sostanze tossiche.
Per quantificare l’esposizione reale alla sostanza tossica, l’EFSA ha dovuto determinare quanto prodotto artificiale consumano abitualmente i neonati. L’autorità ha confermato valori prudenziali basati sui consumi massimi:
- Per la formula per lattanti (quella destinata ai neonati più piccoli): 260 ml per chilogrammo di peso corporeo nelle 24 ore
- Per la formula di proseguimento (non utilizzata da bambini sotto le 16 settimane): 140 ml per chilogrammo di peso corporeo
Questi dati rappresentano le quantità più alte che i lattanti assumono normalmente, assicurando così che l’analisi rimanga cautelativa e protettiva.
Combinando la dose acuta di riferimento con i livelli di assunzione, l’EFSA ha raggiunto le soglie concrete che i responsabili del rischio cercavano. L’autorità ha stabilito che le concentrazioni di cereulide nel prodotto ricostituito (quello pronto per l’uso) superiori a 0,054 μg/L per la formula artificiale (per i neonati più piccoli) e a 0,1 μg/L per la formula di proseguimento possono determinare il superamento dei livelli di sicurezza.
Questi valori costituiscono ora i parametri di riferimento ufficiali per l’Unione Europea. Articoli che oltrepassano queste concentrazioni devono essere eliminati dal mercato come misura precauzionale di tutela della salute pubblica.
Con questo parere scientifico, l’EFSA ha fornito agli Stati membri dell’Unione Europea gli strumenti per affrontare in modo più efficiente e coordinato le future emergenze collegate alla cereulide. Non si tratta solamente di risolvere questa particolare crisi, ma di edificare un sistema di prevenzione più robusto.
I nuovi parametri consentiranno di individuare tempestivamente i prodotti rischiosi attraverso test di laboratorio, stabilire criteri oggettivi e uniformi per i ritiri in tutta Europa, evitare sia ritiri eccessivamente prudenziali che ritardi pericolosi e di conseguenza tutelare meglio i neonati.
Fonte: Efsa