I social game fanno bene alla salute

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Videogiochi e salute: un connubio apparentemente impossibile, vista l'immagine di sedentarietà solitamente associata al tempo dedicato ai videogiochi. Il mito viene ora sfatato da un nuovo studio condotto dalla USC School of Cinematic Arts, la Keck School of Medicine della US, la USC School Work e l'Università di Buffalo, SUNY, il quale afferma che i cosiddetti social game – ovvero i videogiochi di carattere sociale – possono favorire comportamenti più sani, stimolando le persone a fare più movimento ed esercizio fisico.

Per l'indagine, durata dieci settimane, è stato coinvolto un gruppo di volontari giovani e adulti di mezza età, sedentari o molto attivi, ai quali è stata offerta la possibilità di invitare un amico o un familiare a partecipare con loro alla sperimentazione. I ricercatori hanno poi diviso i volontari in due gruppi: quelli del primo gruppo sono stati invitati a tenere un diario online della propria attività fisica. Il diario apparteneva alla "Wellness Partners", un programma sviluppato dalla USC allo scopo di approfondire il ruolo dei giochi online di società nel favorire cambiamenti negli stili di vita.

I partecipanti del secondo gruppo sono stati, invece, invitati a mantenere una versione del diario online combinata con un social game che faceva guadagnare punti in base alla segnalazione dell'esercizio fisico svolto, un riscatto per le attività di animazione svolte dal loro personaggio virtuale, raccogliere memorie e guadagnare premi che hanno condiviso con gli altri partecipanti nella loro rete.
Trascorse cinque settimane, i due gruppi si sono scambiati i programmi.

Al termine dello studio è stato riscontrato come una combinazione di diario e social gaming abbia indotto i partecipanti a fare più attività fisica nel tempo libero. È stata infatti rilevata una riduzione del BMI – indice di massa corporea – considerato un indicatore di benessere. E gli effetti sono stati più evidenti nei volontari del secondo gruppo, i quali anche quando sono passati al programma del solo diario online, hanno mantenuto lo stile di vita promosso dal gioco.

«Gran parte del suo successo è che questo programma richiede l'impegno di amici e familiari nel monitoraggio degli obiettivi di salute a tempo indeterminato – ha spiegato nel comunicato USC, la ricercatrice Marientina Gotsis, direttore del Creative Media e Behavioral Health Center – Abbiamo voluto vedere come diverse persone avrebbero reagito a esso, e i risultati dimostrano che c'è un grande potenziale nell'utilizzare giochi digitali, anche occasionali, per promuovere stili di vita sani».

Il gioco è stato studiato in modo da favorire attività all'aria aperta, come andare sott'acqua, rastrellare un giardino zen, giocare nel parco ed altre attività che favoriscono l'attività fisica.

Insomma, anche i più pigri potrebbero trarne giovamento!

Silvia Bianchi


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