No schiaffi e più dialogo: la campagna di Save the Children

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Oltre il 27% degli italiani usa il ceffone per educare i figli: un quarto dei genitori lo ritiene indispensabile per la corretta crescita del minore.

Da un'indagine svolta da Save the Children in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria e l'Associazione Nazionale dei Pedagogisti Italiani, emerge che almeno una volta al mese il 22% dei genitori intervistati ricorrono allo "scapaccione" a il 5% usa farlo tutti i giorni.

Il 25% degli intervistati rifiuta qualsiasi approccio di questo tipo e preferisce il solo dialogo, al quale, peraltro, anche i genitori che "usano le mani" non rinunciano: per almeno la metà di loro è essenziale nel rapporto con i bambini.

La campagna "A mani ferme" intende promuovere il dialogo e l'autorevolezza nell'educazione, evitando qualsiasi forma di violenza. Questo modello si chiama "genitorialità positiva" e si basa su modelli educativi di disciplina realizzati senza alcuna forma di approccio fisico. In generale, rispetto ai dati del 2009, la tendenza è quella di ricorrere sempre di meno alle mani, tanto che solo il 3% dei genitori ricorre allo schiaffo nei confronti dei bambini più piccoli dai tre ai cinque anni.

Inoltre, lo schiaffo arriva - da quello che emerge dal campione intervistato - solo dopo aver cercato con altri espedienti di far ragionare i figli. Spesso lo schiaffo vuole trasmettere il messaggio: "hai superato il limite, non so più che fare, uso la punizione estrema". Anche le conseguenze non sono considerate così negative: per il 57% degli intervistati uno schiaffo, quando "ci sta", aiuta a diventare adulti educati e consapevoli.

Sara Tagliente