Ferro in gravidanza: i consigli utili

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La carenza di ferro è un disturbo molto diffuso nelle donne in gravidanza. I sintomi sono semplici da identificare: pallore, diminuzione della concentrazione, tachicardia, stanchezza.

In loro presenza si può quindi dire di essere affetti da anemia sideropenica: cioè una mancanza di ferro che non permette un'ottimale sintesi dell'emoglobina e che arreca danni anche alla respirazione cellulare e al metabolismo degli acidi nucleici.

Durante la gravidanza, e soprattutto negli ultimi mesi di gestazione, il fabbisogno di ferro aumenta. Ma bisogna fare attenzione a cosa mangiare perché non tutti gli alimenti contenenti ferro possono essere adatti per una donna incinta. Per esempio la carne rossa va assunta con molta cautela anche se ricca di ferro perché, soprattutto se cruda, potrebbe contenere microrganismi nocivi per il feto che possono portare alla toxoplasmosi

Ma non c'è solo la carne rossa tra le cose da cancellare dalla dieta: da evitare anche le uova crude, i formaggi molli con crosta e muffe, il pesce crudo ed il latte crudo non pastorizzato. Bisogna inoltre consumare poco pesce di grossa taglia per non accumulare troppi metalli come il mercurio.

Uno dei consigli sempre utili è quello di integrare la propria dieta con del ferro in associazione alla lattoferrina che facilita l'ingresso del ferro nella circolazione sistemica.

Durante la gravidanza è consigliabile anche l'integrazione di acido folico per un buon sviluppo del feto. Da alcuni esami è emerso che l'assunzione combinata di ferro, acido folico e lattoferrina rappresenta una formula molto efficace per migliorare i parametri del sangue e correggere completamente l'anemia.

La mancanza di ferro non può essere presa sottogamba perché potrebbe portare alla nascita prematura del bambino e al fatto di essere sottopeso alla nascita, ma ci potrebbero essere anche conseguenze più serie come un deficit a livello neurologico e comportamentale in età scolare o l'essere più soggetto a sviluppare malattie cardiovascolari. E proprio per evitare questi rischi che è fondamentale assumere ferro soprattutto nell'ultimo trimestre di gestazione.

È importante anche spiegare l'abbinamento dei cibi per favorire l'assorbimento del ferro: quindi i cereali integrali, la carne magra, il pesce, i crostacei, la frutta a guscio e gli ortaggi verdi devono essere consumati in abbinamento con fonti di acido ascorbico (vitamina C). Altri alimenti invece devono essere evitati perché fungono da ostacolo all'assorbimento del ferro: tra questi c'è il tè e cereali integrali ricchi di acido fitico.

L'assunzione di ferro però comporta anche fastidi alle donne che possono essere soggette ad irritabilità gastrica, che può provocare crampi, nausea e vomito; inoltre ci sono anche casi di stipsi, diarrea, dolore e variazioni della popolazione batterica.

Bisogna ovviamente essere seguiti da un medico per regolare la giusta integrazione del ferro nella propria dieta e per gestire gli eventuali effetti collaterali. Evitate quindi il fai da te per evitare complicazioni molto peggiori.

Lazzaro Langellotti