SOS il bimbo mangia da solo

guida svezzamento

Bambini: quando arriva il momento di mangiare da soli? Quando fare la prima conoscenza diretta con le posate? A che età smetteranno di sbrodolarsi?

Beh, care mamme e papà, almeno per quest’ultima domanda non c’è rimedio… uomini e donne decisamente adulti si sbrodolano con lo yogurt o la pizza. Quindi se al problema dello “sbrodolio” non c’è soluzione, per le questioni bimbo a tavola sì! Educare i bimbi a mangiare è un’impresa non troppo semplice, che richiede tanta pazienza e impegno ma che dà anche molte soddisfazioni.

Tutte le attività che intraprende la vostra adorata creatura nei prime 3 anni di vita non sempre al primo colpo riescono perfettamente e i racconti delle molte scenette comiche che ne escono lo accompagneranno a vita.

La prima regola con i bambini è ricordare sempre che ogni bambino ha i suoi tempi, sono tutti diversi e non esistono bambini che seguono alla lettera la griglia dello svezzamento. Farlo sedere al tavolo con mamma e papà durante i pasti lo abituerà a vivere quel momento come un’occasione di riunione della famiglia e non solo come il soddisfacimento di un bisogno.

Potete iniziare quando riesce a stare seduto (intorno ai sei mesi), inseritelo nel seggiolone accanto al tavolo mentre mangiate e fatelo giocare con un pezzetto di pane. Il risultato sarà un tappeto di briciole sul pavimento, nel seggiolone, sulla tutina e, quello che un tempo era pane ora si presenta come una cosa bagnatticcia e molle, ma lui sarà proprio soddisfatto e vi sorriderà a sette gengive! In questa fase i pargoli sono molto curiosi e iniziano ad esplorare il mondo attorno a loro proprio con la bocca.

Incoraggiatelo ad assaggiare i vostri piatti che, per il suo gusto abituato alla tapioca e alla crema di riso, sembreranno molto più saporiti e buoni e contemporaneamente imparerà a mangiare di tutto.

Verso l’anno, appiccicati sul seggiolone e sui pantaloni troverete dei piselli, dei pezzi di pasta e di carne. È in questa fase che gli proponiamo dei cibi tagliati a pezzettini che può masticare con le gengive anche per intere mezzore. Si fionda nel piattino a quattro mani e cerca invano di centrare la bocca. Incoraggiatelo e fategli dei grandi complimenti, arrivate pure ad esaltarlo, quando ci riesce. La mira migliorerà con il tempo!

A due anni il bambino ha ormai capito che stare a tavola a mangiare non è poi così noioso. Sbizzaritevi nell’acquisto di set da pranzo dedicati ai bambini, piatti e posate comprese. Gli sembreranno un gioco nuovo e lo faranno sentire più importante a tavola!

È il momento di fissare degli orari, sia per il pranzo che per la cena. Se non cogliete il momento giusto, cioè quando il pargolo ha fame, potrebbe mangiare di meno o innervosirsi! Se è possibile, fate coincidere i vostri orari con i sui e non il contrario!

Banditi gli spaghetti! Sarebbe meglio la pasta corta se non volete vedere il cucciolo in preda a una crisi isterica da fame! Gli spaghetti potrebbero scomodi da mangiare anche se tagliati a pezzetti! Non sono facile da gestire per un adulto con la forchetta, figuriamoci per chi usa solo il cucchiaino e neanche troppo bene!

Alla ormai veneranda età di 3 anni il pupo dovrebbe aver imparato che l’uso delle posate a tavola non è un optional. La mira è certamente migliorata e nel seggiolone si trovano solo cibi che non ha gradito. Ma se è ancora un disastro, riprendetelo in maniera ferma ma gentile, altrimenti continuerà per chissà quanto tempo a mangiare con le mani e ricordate che ormai l’asilo è alle porte!

Silvia Bellucci