abbronzatura

L’abbronzatura integrale? Impossibile

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Abbronzati sì ma non integralmente. Nonostante si indossino bikini osé o talvolta, diciamo pure, inesistenti, resta sempre una zona, quella dei glutei, che rimane chiara.

La colpa è dello spesso strato di pelle di cui sono fatti. Lo affermano alcuni ricercatori dell’Università di Edimburgo, che, diretti dal professor Jonathan Rees, hanno intrapreso un esame per individuare un possibile legame tra la le differenti reazioni della pelle ai raggi solari sulle varie parti del corpo e i diversi tipi di tumore della pelle.

Per la ricerca, pubblicata su Experimental Dermatology, gli studiosi hanno sottoposto 100 volontari a 6 cicli di lampade abbronzanti, confrontando dopo una settimana l’abbronzatura raggiunta su schiena e glutei. La pelle è risultata arrossata in modo uniforme, con una minore abbronzatura delle natiche.

Ovviamente la scoperta è utile per capire il motivo per cui “la frequenza dei tumori differisce molto a seconda del luogo del corpo”, come spiega il professor Rees. “Il nostro lavoro mostra che siamo tutti composti da diverse unità di pelle che a loro volta rispondono in modo diverso al sole, e che ognuna ha un diverso grado di protezione contro gli effetti nocivi del sole”.

Allora, mettetevi al sole ricordandovi i nostri consigli sul tempo di esposizione e con le dovute precauzioni, senza incaponirvi se la tintarella non è uniforme.

D’altronde, mi par di ricordare un vecchio motivetto… Tutti al mare, tutti al mare, a mostrar le chiappe chiare!

Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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