Pinze per capelli alla guida: un medico spiega perché possono essere pericolose in caso di incidente e come proteggersi.
Un medico di pronto soccorso lancia un appello su un’abitudine diffusissima: indossare la pinza per capelli mentre si è al volante. Secondo il suo racconto, in caso di scontro questo accessorio potrebbe causare ferite alla testa, specialmente quando è rigido o realizzato in metallo.
Esistono piccole azioni quotidiane che compiamo quasi automaticamente, senza soffermarci troppo a pensarci. Mettiamo la cintura, aggiustiamo lo specchietto retrovisore, avviamo il motore e ci mettiamo in marcia. Tuttavia esiste un particolare a cui difficilmente si presta attenzione prima di partire: come teniamo raccolti i capelli.
Le classiche claw clip, quelle pinze grandi con i dentini che permettono di realizzare uno chignon in un attimo, sono comodissime e molto utilizzate. Proprio questo oggetto, apparentemente del tutto innocuo, potrebbe però diventare un problema serio nel caso di un sinistro stradale.
A sollevare la questione è un medico del pronto soccorso, noto sui social con il nome Dr Joe, il quale ha raccontato di aver seguito personalmente casi in cui queste pinze sono rimaste incastrate nel cuoio capelluto delle pazienti, rendendo necessario un intervento medico per estrarle.
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Perché il mollettone può rappresentare un pericolo in macchina
La criticità riguarda principalmente le claw clip, ovvero quelle pinze a forma di mollettone usate per fermare i capelli nella parte posteriore della testa.
In caso di tamponamento o urto violento, la testa viene proiettata con forza contro il poggiatesta del sedile. Se tra la nuca e questo dispositivo è presente un accessorio rigido, l’impatto può generare lesioni anche serie.
In un filmato pubblicato sui social, il medico ha descritto quanto osservato in pronto soccorso:
«Mi sono trovato a dover rimuovere diverse pinze del genere dalla testa di donne coinvolte in incidenti d’auto. Questi oggetti, pur essendo di plastica e di piccole dimensioni, possono risultare estremamente complicati da estrarre una volta che si conficcano sotto la cute».
Una dichiarazione che ha lasciato sorpresi molti utenti, generalmente portati a vedere questo tipo di accessorio come un semplice dettaglio di stile.
«Ho visto una paziente con frattura al cranio ed emorragia cerebrale»
Il medico sottolinea come particolare cautela vada riservata ai modelli in metallo, di norma più duri rispetto alle versioni in plastica.
Dr Joe ha citato la vicenda di una donna giunta in pronto soccorso dopo un sinistro automobilistico. Indossava una pinza metallica tra i capelli e, a seguito della collisione, aveva subito una frattura cranica insieme a un’emorragia cerebrale.
Si tratta senza dubbio di un racconto forte, ma va precisato che si fonda sull’esperienza personale del professionista e non su una ricerca scientifica capace di stabilire con precisione la frequenza di questo tipo di lesioni o il reale peso dell’accessorio nella dinamica descritta.
Resta comunque sensato pensare che un oggetto rigido posizionato dietro la nuca possa peggiorare le conseguenze di un impatto.
Anche il poggiatesta gioca un ruolo fondamentale
Esiste un ulteriore fattore da non trascurare: la distanza tra la testa e il poggiatesta, un elemento di sicurezza pensato per contenere i movimenti bruschi del capo e limitare il rischio di traumi al collo, soprattutto nei tamponamenti.
Secondo quanto indicato dall’Insurance Institute for Highway Safety (IIHS), affinché il poggiatesta svolga correttamente la sua funzione protettiva, deve trovarsi a un’altezza adeguata e il più possibile vicino alla nuca. Uno spazio eccessivo tra i due riduce notevolmente la sua efficacia.
Un accessorio molto voluminoso, posizionato esattamente al centro della nuca, rischia di impedire un appoggio corretto della testa, creando una distanza indesiderata rispetto al dispositivo di protezione.
Questo non significa che ogni pinza comporti automaticamente un pericolo in caso di incidente, ma è comunque un aspetto da valutare, in particolare quando l’oggetto risulta duro, con punte o particolarmente ingombrante.
Soluzioni più sicure per legare i capelli alla guida
Il suggerimento del medico è piuttosto diretto: rimuovere le pinze rigide prima di mettersi alla guida, preferendo accessori più morbidi e meno voluminosi.
Per chi desidera comunque guidare con i capelli raccolti, esistono valide alternative: elastici morbidi privi di parti rigide o sporgenti, scrunchie in tessuto per fermare la chioma senza ricorrere a mollettoni, oppure trecce leggere, perfette per tenere in ordine i capelli senza bisogno di accessori ingombranti.
È fondamentale inoltre controllare che l’acconciatura scelta non obblighi a mantenere la testa eccessivamente proiettata in avanti rispetto al sedile, e verificare che il poggiatesta sia regolato nella posizione corretta.
Questi accorgimenti, va detto, non sostituiscono in alcun modo le regole fondamentali per la sicurezza alla guida, come l’uso costante della cintura e il mantenimento di una postura corretta al volante.
Il consiglio ha generato grande interesse sui social network. Diversi utenti hanno confessato di non aver mai pensato che un semplice mollettone potesse rappresentare un rischio concreto; altri invece hanno raccontato di toglierlo già abitualmente in auto, semplicemente perché risultava scomodo appoggiare la testa al sedile con quell’accessorio indosso.
Un’abitudine da cambiare in pochi secondi, che potrebbe evitare un pericolo del tutto evitabile. Perché quando si tratta di sicurezza stradale, anche i dettagli più piccoli e insospettabili meritano la giusta attenzione.