Cobolli si ritira tra le lacrime, l’abbraccio di Berrettini commuove tutti

Infortunio per Cobolli a Vienna: il gesto di Berrettini che ha emozionato il mondo del tennis diventa virale sui social.

Il palazzetto indoor dell’Erste Bank Open di Vienna avrebbe dovuto celebrare una giornata di gloria per il tennis azzurro, ma si è invece trasformato in un palcoscenico di profonda umanità sportiva. Nel corso degli ottavi di finale dell’ATP 500, Flavio Cobolli, numero 6 al mondo, ha dovuto arrendersi a causa di un problema alla gamba sinistra dopo soli 40 minuti di partita, mentre il punteggio recitava 5-2 per Matteo Berrettini.

Nel momento in cui ha realizzato di non poter proseguire, il giocatore romano si è lasciato andare, crollando sulla sedia tra le lacrime incontenibili. Invece di festeggiare l’accesso ai quarti di finale contro Alex De Minaur, Berrettini ha preferito raggiungere l’amico in difficoltà, abbracciandolo a lungo e cercando di confortarlo con parole di incoraggiamento: “Lo so che adesso è tutto nero, però aspetta un attimo. C’è tempo ancora“.

Quando lo sport mostra il suo volto migliore

In una disciplina individuale dove la solitudine in campo può essere spietata, la scena di Matteo Berrettini che stringe a sé Flavio Cobolli in un abbraccio quasi fraterno ha commosso il pubblico internazionale. I due atleti, cresciuti insieme nei campi romani dove da bambini sognavano le grandi vittorie, hanno condiviso quel momento carico di emozione davanti a un intero stadio. Hanno dimostrato come il vero valore dello sport risieda in qualcosa di più profondo della semplice competizione: l’amicizia autentica e la solidarietà umana. Un gesto che resterà impresso nella memoria di tutti gli appassionati.

Cosa c’è dietro le lacrime di Cobolli: le prospettive per Parigi e Torino

Il pianto di Flavio Cobolli ha subito acceso l’allarme tra i tifosi riguardo alla sua presenza alle prossime ATP Finals di Torino, in programma dal 15 novembre. Il tennista capitolino giocava già con una fasciatura alla coscia, retaggio del fastidio accusato nel match precedente contro Grigor Dimitrov. A tarda sera, Cobolli ha voluto chiarire la situazione attraverso un messaggio sui social:

Vienna, mi dispiace salutarti così. Amo questo torneo e avevo tantissima voglia di sfidare Matteo, con tutti voi sugli spalti. Ho sentito qualcosa nel match dell’altra sera, ma ho voluto provarci fino in fondo. Oggi però ho capito che continuare avrebbe significato forzare troppo e mi sono dovuto fermare. Quelle lacrime non erano di dolore. Erano emozione, forse un po’ di stress e la delusione di dover lasciare il campo quando avrei voluto solo restarci. Domani farò tutti gli esami e vi aggiornerò appena possibile. Non preoccupatevi, conto di esserci a Parigi. Grazie per tutto l’affetto.

Dichiarazioni Cobolli

@flavio_cobbo/Instagram

I legami d’infanzia e le riflessioni di Matteo Berrettini

Al termine dell’incontro Matteo Berrettini ha manifestato tutta la sua solidarietà verso il collega con dichiarazioni toccanti. Una condizione che, del resto, lui conosce fin troppo bene avendola sperimentata numerose volte in una carriera segnata da diversi infortuni:

Mi dispiace davvero tanto per lui. Ci sono passato tante volte, forse troppe. È per questo che mi sono emozionato. So quanto possa essere difficile e so quanto desideri essere a Torino. E l’ultima cosa che vorresti è infortunarti poche settimane prima. Ma speriamo che non sia nulla di troppo serio.

Matteo ha inoltre voluto sottolineare come tra lui e Flavio prevalga un legame di amicizia più che di rivalità, essendosi conosciuti fin da piccoli:

L’idea di oggi era semplicemente scendere in campo e celebrare il percorso che stiamo facendo entrambi. Siamo partiti da Roma, eravamo due ragazzini che giocavano a tennis nei fine settimana. Ricordo il giorno in cui scelse il tennis al posto del calcio. Mi ricordo i suoi occhi: sono gli stessi che ha ancora oggi, quelli di quel bambino che sognava di giocare sui palcoscenici più importanti. E penso che meriti di essere lì. Penso che meriti la carriera che sta costruendo. Gli auguro davvero il meglio e cercherò di aiutarlo in ogni modo possibile. Gli ho appena detto di vivere il momento, di non andare troppo avanti con la mente e con i pensieri. È quello che facevo io in passato, ma non mi aiutava affatto. Bisogna vivere un giorno alla volta. Sono sicuro che abbia a disposizione un ottimo team di medici che lo seguirà nel percorso di recupero.

Perché le ATP Finals contano così tanto nella carriera di un tennista

Rievocando la sua personale amarezza vissuta nel 2021, Matteo Berrettini ha voluto spiegare l’importanza di questo traguardo per un tennista professionista:

Le Nitto Atp Finals rivestono un’importanza particolare per ogni tennista di vertice. Anche solo esserci, dopo una grande stagione, è quasi come vincere un trofeo. Non essere riuscito a concludere il girone nel 2021 è probabilmente ancora la cosa che mi fa più male in tutta la mia carriera. Ricordo l’energia di Torino, l’orgoglio di essermi qualificato e di aver sentito il calore della mia gente sugli spalti. Ma, per fortuna, dopo quell’esperienza ho sentito tanto affetto da parte delle persone di tutto il mondo. Quindi, forse è un brutto ricordo, ma in fondo è anche bello, se penso a tutto l’impegno che ho messo per arrivare fin lì. Adesso, naturalmente, sono felice che ci siano tanti giocatori italiani e che anche Sinner sia riuscito a vincerlo. Magari un giorno tornerò anch’io. Non lo so. Ma auguro a Flavio il meglio.

Ora non resta che attendere gli accertamenti medici per capire se Flavio Cobolli potrà prendere parte al Masters 1000 di Parigi e raggiungere la finale di Torino. Qualunque sia l’esito, questi due ragazzi hanno regalato a tutti noi una lezione indimenticabile di sport e autentica amicizia.

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