Seychelles selvagge: natura autentica tra sentieri e fondali marini

Scopri le Seychelles autentiche: sentieri di Mahé, Vallée de Mai a Praslin e tartarughe giganti di La Digue, oltre le spiagge da cartolina.

Nell’isola di Praslin, in mezzo alle palme della Vallée de Mai, abita un pappagallo dal piumaggio scuro (Coracopsis barklyi) che praticamente nessuno riesce ad avvistare. A tradirne la presenza è il richiamo, acuto e martellante, che dopo un paio d’ore di marcia si comincia a distinguere; il problema è che individuarlo tra il fogliame resta un’impresa ardua. Questo piccolo dettaglio basta a far capire che le Seychelles da cartolina, quelle fatte di sabbia candida e granito levigato dalle onde, mostrano solo una parte della realtà. L’altra metà si nasconde nell’entroterra delle isole e sotto il pelo dell’acqua, e per scoprirla serve camminare.

L’arcipelago è formato da 115 isole disseminate nell’Oceano Indiano. Le tre maggiori, Mahé, Praslin e La Digue, sono di origine granitica, ricoperte da foresta e attraversate da sentieri che si inerpicano verso l’interno. Milioni di anni di separazione geografica hanno generato piante e animali che non esistono in nessun altro angolo del pianeta.

Attorno a questo tesoro naturale, l’operatore turistico Seychelles Trekking ha ideato due percorsi, Seychelles Trekking e Seychelles Avventura, che toccano le tre isole principali alternando cammini nel bosco, baie isolate e immersioni con maschera e boccaglio. Le creature descritte in queste righe sono quelle che si possono incrociare lungo tali itinerari, con una precisazione doverosa: la fauna selvatica non rispetta calendari, e nessun incontro può essere garantito in anticipo.

Mahé, dove crescono le piante carnivore

Mahé seychelles

Mahé rappresenta l’isola più estesa dell’arcipelago, e gran parte del suo territorio interno rientra nel Morne Seychellois National Park, un’area tutelata fatta di rilievi montuosi, foresta pluviale e affioramenti di granito. Il percorso Seychelles Trekking vi si addentra attraverso il Copolia Trail, circa tre chilometri e due ore di camminata nella vegetazione densa, fino a raggiungere una piattaforma rocciosa affacciata sulla costa orientale.

Proprio su queste lastre granitiche, oltre i 350 metri d’altitudine, prospera la Nepenthes pervillei, pianta carnivora esclusiva delle Seychelles. Intrappola gli insetti in piccole coppe colme di liquido digestivo, e lungo il Copolia è relativamente semplice da osservare. Poco distante, la Verschaffeltia splendida si sostiene su radici simili a trampoli: è una delle sei palme endemiche dell’arcipelago e qui spunta direttamente a ridosso del sentiero.

Durante il cammino si avverte il canto del bulbul delle Seychelles, tra gli uccelli più diffusi e chiassosi della foresta. L’uccello del sole (Cinnyris dussumieri) svolazza da un fiore all’altro cercando nettare, e i maschi, quando colpiti dalla luce, riflettono tonalità verdi metalliche. Nelle zone più elevate dell’isola vive anche il gheppio delle Seychelles, uno dei rapaci più piccoli esistenti al mondo. Scendendo di quota si trovano gechi arrampicati sui tronchi, scinchi che si dileguano tra le rocce e, nel sottobosco umido, minuscole rane che si fanno sentire molto prima di farsi vedere.

L’itinerario Seychelles Avventura si inoltra ancora più a fondo, con l’attraversamento della foresta fino a Port Glaud: dodici chilometri circa e sei ore di cammino tra torrenti, vasche naturali e la cascata di Sauzier. Entrambi i programmi, trekking e avventura, includono la tappa ad Anse Major, una baia nascosta raggiungibile attraverso un sentiero costiero di circa sei chilometri tra massi granitici e vegetazione rigogliosa.

Praslin, la Vallée de Mai e il pappagallo scuro

coco de mer seychelles

Coco de mer

La Vallée de Mai è una foresta di palme che si estende per appena 19,5 ettari, conservata quasi intatta sin dai tempi preistorici e inserita nel Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1983. A dominarla è il coco de mer (Lodoicea maldivica), la palma che produce il seme più voluminoso dell’intero regno vegetale, insieme alla quale crescono anche le altre cinque palme endemiche delle Seychelles. Secondo l’UNESCO, questo è l’unico luogo dell’arcipelago dove si possono trovare tutte e sei riunite insieme.

Il pappagallo dal piumaggio nero dipende interamente da questa foresta per alimentarsi e nidificare, motivo per cui la visita guidata, prevista in entrambi gli itinerari di Seychelles Trekking, si svolge tendendo l’orecchio prima ancora che aguzzando lo sguardo.

Tra le palme prolifera molta altra vita. La scheda UNESCO dedicata alla riserva elenca tre specie endemiche di geco bronzeo, il piccione blu delle Seychelles, bulbul, uccelli del sole, salangane, cecilie (anfibi privi di zampe che vivono nel terreno) e raganelle. Non manca il camaleonte tigre, di piccole dimensioni e talmente mimetizzato tra i rami bassi che imbattersi in lui è più questione di fortuna che di abilità.

La Digue, fra massi granitici e tartarughe colossali

seychelles tartarughe

A La Digue, il programma Seychelles Trekking percorre circa quattro chilometri di sentieri tra Grand Anse, Petit Anse e Anse Cocos, immersi nella vegetazione tropicale e accanto alle piscine naturali formatesi tra le rocce. Sui massi si crogiolano al sole i gechi diurni, dal colore verde smeraldo punteggiato di rosso, mentre gli scinchi attraversano il cammino a una velocità che scoraggia qualunque tentativo fotografico.

Seychelles Avventura include anche Anse Marron, sulla costa meridionale. Nessuna strada vi conduce, e il tragitto si snoda tra rocce, vegetazione e tratti a contatto diretto con l’acqua; l’ente turistico delle Seychelles raccomanda di affrontarlo esclusivamente accompagnati da una guida, perché qui la conoscenza del territorio conta quanto la resistenza fisica.

La Digue è anche uno dei luoghi più accessibili per osservare da vicino la tartaruga gigante di Aldabra (Aldabrachelys gigantea), sebbene il contesto migliore per vederla allo stato selvatico sia l’isola disabitata di Curieuse, l’isola dei lebbrosi, escursione in barca presente in entrambi i tour.

La popolazione naturale, tuttavia, abita altrove: sull’atollo di Aldabra, decisamente più vicino al Madagascar che a Mahé. Una ricerca dell’Università di Exeter condotta con la Seychelles Islands Foundation, pubblicata su Ecology and Evolution, stima che vi vivano circa 180.000 tartarughe, cifra basata sui censimenti effettuati tra il 2018 e il 2022. Il dato precedentemente diffuso, 100.000, risaliva alla fine degli anni Novanta. Gli studiosi precisano che non si tratta affatto di un raddoppio: i conteggi passati non tenevano conto degli esemplari nascosti nella macchia o all’ombra, che il nuovo modello statistico invece include. Resta comunque il fatto che nell’Ottocento, dopo anni di sfruttamento intensivo, ne erano sopravvissute meno di mille.

Sott’acqua, tra coralli e praterie marine

Attorno alle isole di origine granitica il fondale muta continuamente, alternando barriere coralline, distese sabbiose e praterie di fanerogame marine. Nelle acque basse nuotano pesci pappagallo, pesci farfalla e pesci chirurgo, sulla sabbia capita di scorgere razze, e nei pressi degli scogli può apparire qualche piccolo squalo di barriera.

L’incontro più desiderato rimane quello con una tartaruga marina. Le specie più comuni sono due: l’embricata (Eretmochelys imbricata), che si sposta tra i coralli alla ricerca di spugne, e la tartaruga verde (Chelonia mydas), che da adulta si nutre esclusivamente di vegetali e pascola nelle praterie sottomarine.

Seychelles Avventura conduce a praticare snorkeling alle Sister Islands, al largo di La Digue. Poco lontano si trova il Parco Nazionale Marino di Île Coco, composto da tre isolotti granitici circondati da acque cristalline, raggiungibile in barca da La Digue o da Praslin. Gli avvistamenti dipendono dalle condizioni del mare, dalla trasparenza dell’acqua, dalla stagione e dall’umore degli animali stessi, fattori che nessun programma può controllare.

Le regole per rispettare l’ambiente

Quando una specie esiste soltanto su un’isola, persino il comportamento di un singolo escursionista acquista peso. Lungo i sentieri occorre restare sul tracciato, perché uscirne significa calpestare radici superficiali e habitat fragili. Fiori, semi e pietre devono rimanere dove si trovano, anche perché la legislazione seychellese li tutela. Gli animali non vanno toccati né nutriti, tartarughe giganti comprese, per quanto possano apparire mansuete.

In mare le tartarughe marine non vanno inseguite e i coralli non devono essere usati come appoggio, trattandosi di organismi viventi che pochi contatti bastano a danneggiare irreparabilmente. La crema solare va scelta tra quelle formulate per non nuocere alla barriera corallina.

Anche per questo conviene muoversi in compagnia di una guida esperta. Conosce i punti dove cercare la Nepenthes, distingue il verso del pappagallo nero da quello del bulbul e sa quali passaggi evitare quando il mare si fa agitato.

Due percorsi tra cui orientarsi

I due programmi di viaggio toccano le medesime tre isole ma con ritmi differenti. Seychelles Trekking risulta adatto anche a chi possiede poca esperienza escursionistica, alternando camminate nelle riserve naturali a momenti di relax in spiaggia, sessioni di snorkeling e soste nei villaggi, dove la cucina creola diventa parte integrante del racconto.

Seychelles Avventura dura due giorni in più e innalza il livello di difficoltà, con l’attraversamento di Mahé fino a Port Glaud, il sentiero di Anse Marron e lo snorkeling alle Sister Islands. In entrambi i casi i gruppi restano piccoli e le guide sono italiane, forti di decenni di esperienza nell’arcipelago.

Le differenze tra i due programmi sono approfondite in questo articolo.

Tutte le informazioni su programmi e date di partenza sono disponibili sul sito ufficiale di Seychelles Trekking. Il pappagallo nero citato in apertura, invece, non possiede alcun sito web: per incontrarlo bisogna recarsi a Praslin, pazientare, fare silenzio e sperare nella buona sorte.

 

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