Ora solare e bambini: 6 consigli di un’esperta del sonno

Scopri come aiutare i bambini ad adattarsi all'ora solare senza stress: i consigli pratici di un'educatrice del sonno infantile.

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torna l’ora solare: le lancette andranno spostate indietro di sessanta minuti e, almeno sulla carta, questo dovrebbe regalarci un’ora di sonno in più. Per le famiglie con bambini piccoli, però, le cose spesso vanno diversamente. Un piccolo che normalmente si sveglia alle 6.30 potrebbe infatti aprire gli occhi già alle 5.30, scombinando gli equilibri di tutta la casa. La causa va ricercata nel ritmo circadiano, quell’orologio interno che regola l’alternanza tra sonno e veglia e che ogni giorno si regola grazie alla luce, agli orari dei pasti e alle abitudini quotidiane. Mentre modificare l’orario sulla sveglia richiede un attimo, il corpo umano necessita invece di diversi giorni per adeguarsi al nuovo assetto.

Anche l’American Academy of Pediatrics conferma questo fenomeno, sottolineando come il passaggio all’ora solare in autunno possa causare nei più piccoli una sonnolenza anticipata e risvegli mattutini più precoci del solito. Una ricerca condotta in Finlandia ha inoltre dimostrato che pure negli adulti il ciclo sonno-veglia può risultare non perfettamente allineato anche a quattro giorni di distanza dal cambiamento.

Perché il sonno dei bambini soffre il cambio d’ora

Con l’arrivo anticipato del buio, molti bambini cominciano a manifestare segnali di stanchezza già nel primo pomeriggio. I genitori sono spesso tentati di farli restare svegli fino all’orario abituale della nanna, nella convinzione di preservare la routine consolidata. Si tratta però di una scelta che rischia di complicare ulteriormente l’addormentamento, come chiarisce Chiara Baiguini, Life & Family Coach ed educatrice del sonno gentile, prima professionista in Italia ad aver applicato il concetto dei profili sensoriali al riposo infantile, dando vita al metodo C.A.R.E.®.

“Quando il buio arriva con un’ora di anticipo, tanti bambini alle sette di sera appaiono già esausti, perché per il loro organismo è come se fossero le otto. La tentazione più comune è quella di tenerli svegli fino all’orario consueto, per non perdere la routine. Tuttavia un bambino che oltrepassa la sua finestra naturale del sonno non riposa meglio: l’organismo produce cortisolo per restare in attività, e di conseguenza l’addormentamento risulta più lungo e agitato. Il sonno richiama altro sonno, anche durante questa fase di transizione” spiega l’esperta.

Come preparare i più piccoli al passaggio all’ora solare

Chiara Baiguini propone due approcci distinti per facilitare questa transizione. Il primo prevede di iniziare qualche giorno in anticipo, anticipando gradualmente di circa un quarto d’ora gli orari di sveglia, pasti, riposini e nanna, ogni giorno oppure ogni due giorni. Procedendo così, quando arriva la domenica il bambino si trova già vicino alla nuova routine da adottare.

La seconda strada consiste nell’accompagnare il cambiamento nei giorni che seguono il passaggio dell’ora. In questo caso si rispettano inizialmente i ritmi naturali del piccolo, anche se ciò significa mettere a letto prima rispetto al nuovo orario, per poi modificare gradualmente le abitudini di 10-15 minuti ogni uno o due giorni. In entrambe le modalità, l’esperta raccomanda di concedere almeno sette giorni all’organismo per completare l’adattamento.

Un supporto fondamentale arriva dalla luce del sole. Al mattino conviene mantenere l’ambiente in penombra fino all’orario in cui si desidera il risveglio, per poi favorire subito dopo l’esposizione alla luce naturale. Anche trascorrere tempo all’aperto durante le ore diurne può contribuire a riallineare il ciclo sonno-veglia.

Qualora il bambino si svegli alle 5.30, è meglio evitare di accendere immediatamente le luci o iniziare attività ludiche. Mantenere un clima tranquillo, parlando a voce bassa e limitando gli stimoli, aiuta a evitare che questo risveglio precoce diventi un’abitudine consolidata, pur rispondendo comunque alle necessità del bambino.

Quattro profili sensoriali: ogni bambino reagisce a modo suo

Non esiste una reazione uniforme al cambio dell’ora tra tutti i bambini. Secondo il metodo C.A.R.E.® ideato da Baiguini, le differenze individuali possono dipendere anche dalla modalità con cui ciascun bambino percepisce e processa gli stimoli provenienti dall’ambiente circostante.

L’approccio identifica quattro profili sensoriali distinti, che possono talvolta manifestarsi anche in combinazione tra loro:

  1. L’Evitante: predilige routine prevedibili e può manifestare maggiore disagio di fronte ai cambiamenti. Per questo profilo è preferibile modificare gli orari in modo graduale, conservando inalterati i rituali serali.
  2. Il Percettivo: risulta particolarmente sensibile a luci, suoni e variazioni dell’ambiente. Una stanza buia e silenziosa, eventualmente con un sottofondo di rumore bianco a volume contenuto, può favorire il riposo.
  3. Il Ricercatore: è molto dinamico e tende a svegliarsi carico di energia. Risulta utile garantirgli movimento e attività fisica nel corso della giornata, mantenendo invece un clima rilassato nelle prime ore mattutine.
  4. Il Distratto: fatica maggiormente a riconoscere i propri segnali di stanchezza. Diventa quindi fondamentale monitorare gli orari e verificare che temperatura della camera e abbigliamento notturno siano adeguati.

È importante precisare che questi profili appartengono al metodo sviluppato dall’esperta e non rappresentano categorie cliniche o diagnostiche.

Il cestino magico: una soluzione per i risvegli troppo anticipati

Per bambini dai 12 mesi in poi, Baiguini consiglia anche un espediente pratico: allestire una cesta speciale riservata esclusivamente al mattino presto, contenente pochi oggetti silenziosi e adeguati all’età, come libri sensoriali e peluche morbidi. Questa attività può rivelarsi utile per gestire i risvegli anticipati senza sovraccaricare il bambino di stimoli, concedendo nel frattempo qualche minuto di pace anche ai genitori. È essenziale comunque selezionare oggetti sicuri, privi di componenti piccole che potrebbero essere ingerite o di lacci, mantenendo sempre un’adeguata supervisione.

Sei strategie pratiche per affrontare il cambio dell’ora

Per semplificare la transizione verso il nuovo orario, Chiara Baiguini sintetizza il suo approccio in sei indicazioni fondamentali:

  1. Osserva attentamente le caratteristiche di tuo figlio. Ogni bambino risponde in modo differente ai cambiamenti: conoscerne abitudini e sensibilità permette di scegliere la strategia più efficace.
  2. Anticipa il cambiamento oppure gestiscilo in seguito. Sposta progressivamente gli orari di 10-15 minuti, prima o dopo il passaggio all’ora solare.
  3. Approfitta della luce naturale. Mantieni la penombra durante i risvegli eccessivamente mattutini e favorisci l’esposizione alla luce nelle ore diurne.
  4. Considera i risvegli anticipati come normali risvegli notturni. Evita luci forti, giochi e rumori quando è ancora troppo presto per avviare la giornata.
  5. Non forzare il bambino a rimanere sveglio. Se manifesta chiari segnali di stanchezza, è meglio assecondare il suo bisogno di riposo.
  6. Concedi il tempo necessario per l’adattamento. Non pretendere che tutto si normalizzi in una sola notte: potrebbero servire diversi giorni.

Il passaggio all’ora solare può dunque rappresentare una sfida per il sonno dei più piccoli e per la pazienza dei genitori, ma nella maggioranza dei casi si tratta semplicemente di una fase passeggera. L’aspetto più rilevante è non forzare i ritmi, conservare abitudini costanti e guidare progressivamente il bambino verso il nuovo assetto orario. Con alcuni piccoli accorgimenti e un pizzico di pazienza, anche il suo orologio biologico tornerà a sincronizzarsi con quello della famiglia.

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin