Ganna e Longo Borghini guidano l'Italia al primo oro mondiale nella staffetta mista di ciclismo, battendo Francia e Svizzera.
Le vie di Montreal si sono colorate di un azzurro indimenticabile nel momento in cui il tempo finale ha sancito un’impresa senza precedenti: per la prima volta nella sua storia, la nazionale italiana sale sul trono mondiale nella staffetta mista a squadre, meglio conosciuta come Team Relay. Sui 40,6 chilometri del percorso canadese, il gruppo tricolore formato da Filippo Ganna, Matteo Sobrero, Mattia Cattaneo, Elisa Longo Borghini, Vittoria Guazzini e Monica Trinca Colonel ha messo in scena una prestazione di rara armonia tra forza fisica e sincronia di squadra. Con un crono finale di 51’32″28, corrispondente a una velocità media di 47,266 km/h, gli azzurri hanno dominato la scena internazionale, precedendo formazioni di altissimo livello come quella francese, arrivata seconda a 8″63, e quella svizzera guidata dalla campionessa del mondo Marlen Reusser, costretta al terzo posto con un ritardo di 19″90.
Una tattica perfetta ha caratterizzato la gara azzurra sin dai primi metri. Nella prima frazione, il terzetto maschile – Filippo Ganna, Matteo Sobrero e Mattia Cattaneo – ha imposto un ritmo travolgente, ottenendo il tempo più veloce in assoluto e scavando un solco importante rispetto ai rivali. Il cambio è poi passato al team femminile: Elisa Longo Borghini, Vittoria Guazzini e Monica Trinca Colonel hanno gestito con determinazione il vantaggio acquisito, respingendo il tentativo di rimonta delle francesi e consolidando un successo che segna una pagina memorabile per il ciclismo italiano.
L’emozione dei protagonisti e il significato di una vittoria di squadra
Oltre al risultato sportivo, questo successo racconta la rivincita di un gruppo che aveva già sfiorato il titolo mondiale in passato, con l’argento di Wollongong nel 2022 e il bronzo di Zurigo nel 2024. L’esultanza travolgente di Filippo Ganna, che al traguardo ha gridato “Come a Capodanno” coinvolgendo i compagni in un conto alla rovescia festoso, arriva appena due giorni dopo l’argento conquistato nella crono individuale, testimoniando l’intensità emotiva di una giornata storica.
Anche Elisa Longo Borghini ha vissuto un momento speciale: a 34 anni e con ben 27 presenze in maglia azzurra ai Campionati del Mondo (record assoluto tra gli atleti italiani, senza distinzione di genere), ha finalmente conquistato il suo primo titolo mondiale in carriera, evidenziando con fierezza il valore del lavoro corale che ha saputo unire atleti e atlete di percorsi diversi verso un traguardo comune.
Con tre medaglie ottenute in altrettante giornate di competizione sul suolo canadese, la spedizione italiana testimonia la vitalità di un movimento capace di produrre eccellenze in ogni disciplina. Questo trionfo non rappresenta solo un premio da esporre nella sede federale, ma è il simbolo del talento di una generazione che riporta il ciclismo tricolore al centro della scena internazionale, dopo anni in cui era rimasto un po’ in ombra. Ora l’attenzione si sposta sulle prossime gare su strada, con la speranza di confermare questo straordinario momento di forma anche in quel contesto.
Fonte: Federciclismo