Cortina stringe le maglie: vietati bivacchi, picnic e look sciatti

Nuova ordinanza a Cortina d’Ampezzo: stop a campeggi abusivi, pranzi sui monumenti e abbigliamento fuori luogo in centro.

Sacchi a pelo abbandonati sulle panchine, tende spuntate in luoghi inopportuni, camper trasformati in veri e propri accampamenti e pranzi improvvisati proprio sotto i palazzi storici. Cortina d’Ampezzo prova ora a porre un freno a quelle abitudini che, nelle settimane scorse, hanno riportato al centro dell’attenzione il tema del cosiddetto “turismo maleducato”.

L’amministrazione comunale sta mettendo a punto una nuova ordinanza sul decoro urbano, con diversi divieti concentrati principalmente nel cuore della cittadina dolomitica. A illustrare l’orientamento del Comune è stato Stefano Ghezze, assessore alla Polizia locale e alla Protezione civile: secondo quanto riferito dal Comune, il vero problema non risiede nella presenza dei visitatori, quanto piuttosto in alcune condotte giudicate incompatibili con il rispetto dovuto alla città e a chi vi risiede.

Esistono situazioni imbarazzanti per la comunità, per gli abitanti e per i nostri ospiti, campanelli d’allarme di un sovraffollamento turistico che non possiamo più accettare», ha dichiarato Ghezze, come riportato dai media nazionali. L’obiettivo dell’amministrazione sarebbe dunque quello di agire con norme più precise, senza però imporre un tetto generale agli arrivi turistici.

Basta accampamenti improvvisati nel centro cittadino

La disposizione più severa tra quelle annunciate riguarda il divieto assoluto di campeggio all’interno del centro urbano. Il provvedimento trae origine anche dalle numerose segnalazioni riguardanti persone sorprese a dormire sulle panchine, tende allestite in aree pubbliche e veicoli utilizzati non semplicemente per la sosta, ma come vere basi campeggistiche.

La questione dei camper e dei van resta comunque quella più delicata sul piano giuridico. L’amministrazione ha riconosciuto che le norme attualmente vigenti non sempre consentono alla Polizia municipale di agire con l’efficacia desiderata. Ecco perché l’ordinanza rappresenterebbe solo il primo tassello, a cui dovrebbe seguire una revisione del regolamento comunale di Polizia locale.

La differenza è sostanziale: parcheggiare un mezzo nel rispetto del Codice della strada non significa automaticamente accamparsi. Il Comune concentra dunque l’attenzione su quei comportamenti che trasformano di fatto le aree di sosta in vere zone attrezzate, complete di tende, tavolini, stendibiancheria e altre strutture improvvisate.

Vietato il pranzo al sacco sui gradini della basilica

Il giro di vite dovrebbe estendersi anche al consumo di cibo in alcuni luoghi simbolo della località. Nello specifico, secondo le prime indiscrezioni, sarà proibito mangiare pasti portati da casa sugli edifici storici e sulle scalinate della basilica dei Santi Filippo e Giacomo.

Non si tratta quindi di un divieto esteso a tutta Cortina per chi consuma un panino o un pasto preparato in casa, come potrebbe far pensare un’interpretazione troppo ampia della norma. Il provvedimento riguarderebbe specifici luoghi del centro storico, con l’intento di evitare che monumenti, gradinate e spazi di particolare valore vengano trasformati in aree per bivacchi e picnic improvvisati.

La questione dell’abbigliamento su Corso Italia

Tra gli aspetti destinati ad alimentare maggiore dibattito figura quello relativo al modo di vestire durante le passeggiate lungo Corso Italia, il fulcro dello shopping e della vita sociale cittadina.

Le prime informazioni parlano di indicazioni contro abbigliamenti ritenuti “inadeguati” al contesto urbano. Tuttavia, non essendo ancora disponibile il testo definitivo dell’ordinanza sul sito ufficiale del Comune, risulta impossibile stabilire con certezza quali capi o atteggiamenti saranno effettivamente sanzionati, né quale sarà l’entità delle eventuali multe.

Si tratta di un particolare tutt’altro che trascurabile: c’è una differenza notevole tra un generico appello al decoro e un vero e proprio divieto amministrativo. Solo con la pubblicazione ufficiale del provvedimento sarà possibile comprendere i confini esatti della regola e le modalità con cui gli agenti potranno farla rispettare.

La pressione turistica dopo le Olimpiadi

Questa decisione non nasce dal nulla. Già nei mesi scorsi Cortina aveva iniziato a intensificare i controlli sul proprio territorio, per far fronte all’aumento dei flussi turistici registrato dopo i Giochi olimpici e paralimpici invernali.

Lo scorso luglio, Comune, Provincia di Belluno e Regione Veneto hanno lanciato un progetto sperimentale contro le conseguenze del sovraffollamento turistico, prevedendo l’impiego della Polizia provinciale lungo i sentieri, nelle zone prative e nelle aree di alta montagna. L’iniziativa unisce attività di sorveglianza, informazione rivolta ai visitatori e prevenzione dei comportamenti dannosi per l’ambiente.

La linea seguita dalle istituzioni punta a evitare, almeno in questa fase, soluzioni più drastiche come tornelli o numero chiuso, privilegiando invece la presenza sul campo degli agenti e la sensibilizzazione dei turisti. Il comandante della Polizia locale, Luis Caranfa, aveva descritto l’iniziativa come «un passo concreto» per contrastare il sovraffollamento turistico, tutelando allo stesso tempo il territorio e la qualità della vita di chi vi abita.

Dal Sorapiss ai bivacchi: gli episodi all’origine delle polemiche

Nei mesi recenti le segnalazioni di comportamenti fuori luogo si sono moltiplicate. Tra i casi che hanno fatto più discutere, quello di un turista che avrebbe portato un sup fino al lago del Sorapiss per poi utilizzarlo nonostante i divieti locali, oltre a numerose segnalazioni di tende, rifiuti e attrezzature da campeggio in aree solitamente frequentate da camper e van.

Si tratta di episodi diversi tra loro, ma che hanno alimentato lo stesso interrogativo: come si può mantenere accessibile e aperta una delle mete alpine più celebri al mondo, senza che il successo turistico si trasformi in un danno per l’ambiente e per chi vive quei luoghi tutto l’anno?

La strada scelta da Cortina sembra orientarsi verso un approccio più rigoroso sul fronte del decoro urbano, accompagnato da una maggiore presenza delle forze dell’ordine nelle zone naturali circostanti.

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