Calzature espandibili: l’invenzione che tutela infanzia e istruzione

Calzature regolabili che si adattano alla crescita dei bambini, proteggono la salute e facilitano l'accesso all'istruzione nei Paesi vulnerabili.

Le calzature infantili tendono a diventare inadeguate nel giro di poche settimane. La parte anteriore inizia a stringere, il calcagno non trova più la giusta posizione, eppure la struttura esterna appare ancora integra. L’oggetto viene accantonato in un cassetto o destinato alla beneficenza. Per numerose famiglie si tratta di un inconveniente ricorrente, una voce di bilancio prevista. In altri contesti geografici, tuttavia, questo fenomeno assume dimensioni ben più drammatiche: calzature eccessivamente anguste, modelli tagliati frontalmente per consentire alle dita di fuoriuscire, minori obbligati a spostarsi a piedi nudi su terreni aridi, fangosi, rocciosi o inquinati.

Da questa osservazione diretta è nato il progetto The Shoe That Grows, ovvero la “calzatura espandibile”: un modello adattabile progettato per seguire lo sviluppo del piede infantile nel corso di diversi anni, estendendosi e ampliandosi fino a coprire cinque misure consecutive. L’intuizione proviene da Kenton Lee, che nel 2007, durante un’esperienza lavorativa presso un piccolo istituto per orfani nei pressi di Nairobi, in Kenya, osservò una bambina con calzature ormai inadeguate, aperte nella zona delle dita per consentire maggiore spazio. Il piede si sviluppava, la calzatura rimaneva immutata. Nacque così un interrogativo molto concreto: per quale motivo una calzatura destinata all’infanzia dovrebbe rimanere fissa su un’unica taglia?

Meccanismo di funzionamento

Il meccanismo è elementare. La calzatura si adatta in diversi punti attraverso fibbie, bottoni e chiusure che consentono di modificarne dimensioni longitudinali e trasversali. In questo modo può accompagnare lo sviluppo del piede senza necessitare di sostituzioni frequenti. Secondo Because International, l’ente che coordina il progetto, il modello può espandersi fino a cinque taglie ed è realizzato con materiali durevoli, idonei all’utilizzo quotidiano anche in ambienti difficili.

Il punto di forza dell’iniziativa risiede proprio nella sua semplicità. Si tratta di una calzatura che svolge la propria funzione, ma tenta di prolungarne l’efficacia nel tempo. In numerose zone vulnerabili, ricevere un paio di calzature una sola volta offre benefici limitati: i minori crescono rapidamente, le misure cambiano, ciò che risultava adeguato all’inizio dell’anno può diventare inadatto dopo poche settimane. Con una calzatura adattabile, la protezione si prolunga e la donazione acquisisce maggiore efficacia.

Attualmente The Shoe That Grows è stata distribuita in oltre 120 nazioni, con più di 500.000 paia consegnate a minori e comunità in condizioni di indigenza o emergenza. Si tratta di cifre rilevanti, soprattutto considerando che riguardano un oggetto apparentemente modesto, eppure capace di influire sulla quotidianità.

Benessere fisico, mobilità e istruzione

scarpe bambini

Spostarsi senza calzature o con modelli danneggiati espone i minori a lesioni, escoriazioni, parassiti e patologie infettive. L’Organizzazione Mondiale della Sanità calcola che le infezioni da elminti trasmessi attraverso il terreno colpiscano circa 1,5 miliardi di individui a livello globale, prevalentemente nelle comunità più svantaggiate, dove l’accesso ad acqua potabile, strutture igieniche e condizioni sanitarie adeguate rimane insufficiente.

Anche il CDC, l’organismo sanitario statunitense, sottolinea che determinate infezioni possono propagarsi mediante il contatto diretto con suolo contaminato, incluso il camminare a piedi nudi. Una calzatura, in questa circostanza, rappresenta una barriera fisica elementare: una suola interposta tra il piede e il terreno.

Vi è poi la questione scolastica. Un minore ferito, malato o privo di calzature adeguate può perdere lezioni e opportunità formative. In alcune comunità rurali raggiungere l’edificio scolastico comporta lunghi spostamenti a piedi, su percorsi polverosi o fangosi. Per questo motivo The Shoe That Grows viene presentata anche come strumento per eliminare un ostacolo all’istruzione: protegge i piedi, riduce un onere economico familiare e facilita la frequenza scolastica regolare.

Realizzazione in Kenya

Dal 2019 tutte le unità di The Shoe That Grows vengono realizzate a Mombasa, in Kenya, presso Umoja Shoe Company. Si tratta di una scelta rilevante, poiché avvicina una parte della produzione a uno dei territori in cui le calzature vengono distribuite. Secondo la documentazione ufficiale dell’organizzazione, ogni 10.000 paia prodotte sostengono nove posizioni lavorative a tempo pieno per un anno.

Il programma di donazione prevede una soglia molto accessibile: con 10 dollari si finanzia un paio di calzature destinato a un minore in Kenya, sostenendo anche le operazioni di distribuzione. Per molti individui rappresenta una spesa contenuta. Per chi riceve quelle calzature può significare camminare in sicurezza, proteggersi meglio, frequentare la scuola con minori difficoltà.

Nel 2018 anche le Nazioni Unite hanno documentato il progetto in un approfondimento collegato agli Obiettivi di sviluppo sostenibile. La cornice è vasta, tuttavia l’oggetto rimane piccolo e molto pratico: un sandalo adattabile, concepito per durare, proteggere e limitare sprechi.

Una calzatura dalla durata prolungata può ridurre sostituzioni, spedizioni, rifiuti e accumulo di prodotti utilizzati brevemente. Il valore principale rimane sociale: parte dal piede di un minore, dal percorso che deve compiere, dalla famiglia che deve decidere come allocare le risorse, dalla scuola che diventa leggermente più accessibile. Una fibbia spostata, una suola resistente, qualche taglia in più. Talvolta basta davvero un oggetto progettato meglio.

Fonte: Because International

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