Scomparso a 58 anni Igor Protti, storico bomber di Bari e Livorno. Unico capocannoniere in tre categorie. Domani l'omaggio allo stadio Picchi
«Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale.»
Con queste parole toccanti Igor Protti ha voluto congedarsi dai suoi cari, un messaggio che la famiglia ha reso pubblico durante la notte per comunicare la sua scomparsa. L’ex attaccante aveva cinquantotto anni e da circa un anno combatteva contro una grave patologia oncologica che lui stesso aveva descritto sui social come «uno sgraditissimo ospite», affrontando operazione chirurgica, chemioterapia e radioterapia.
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Gli esordi tra Rimini e Messina
Nato a Rimini nel 1967, Protti mosse i primi passi calcistici nella formazione della sua terra natale prima di attirare l’attenzione del Messina, dove nel corso di tre campionati realizzò 31 marcature, raccogliendo il testimone di Totò Schillaci, trasferitosi alla Juventus. Successivamente arrivò il Bari, che lo acquistò nel 1992 e con cui, alla terza annata, ottenne la salita nella massima serie.
Il primato del capocannoniere retrocesso
L’annata 1995-1996 rappresenta il capitolo più paradossale della sua carriera: 24 marcature, titolo di miglior realizzatore a pari merito con Giuseppe Signori, ma anche la discesa in Serie B della sua squadra. Un record che nessun altro detiene, essendo l’unico bomber vincitore della classifica cannonieri del campionato maggiore a retrocedere con il proprio club. Quelle reti non furono sufficienti nemmeno a persuadere il commissario tecnico Sacchi a convocarlo per gli Europei del ’96.
Le esperienze con Lazio e Napoli
Seguì l’esperienza alla Lazio, dove segnò sette volte inclusa una rete nel derby capitolino, e il successivo prestito al Napoli, dove indossò la maglia numero 10 che era appartenuta a Maradona, in una compagine che però retrocesse. Il suo nome rimane indissolubilmente legato al Livorno. Rientrato in amaranto nel 1999, dopo una stagione in prestito alla Reggiana, conquistò il titolo di capocannoniere prima in Serie C1 e successivamente in Serie B, completando un’impresa che lo rese, assieme a Dario Hübner, l’unico giocatore italiano ad aver primeggiato nella classifica marcatori nelle tre principali divisioni nazionali.
Il ritiro sventato e il ritorno nella massima serie
Aveva addirittura comunicato l’intenzione di ritirarsi nel 2002-2003. Furono i suoi compagni di squadra e i sostenitori a convincerlo a proseguire: nella stagione seguente mise a segno 24 gol in Serie B che, uniti alle 29 reti di Cristiano Lucarelli, riportarono il Livorno in Serie A dopo cinquantaquattro anni di assenza. A trentasette anni disputò un’ulteriore stagione nella massima categoria, siglando sei reti, e nel 2005 concluse definitivamente la carriera agonistica. Non intraprese mai la carriera da allenatore e rimase nel club con incarichi dirigenziali.
L’ultima apparizione pubblica e il cordoglio
L’ultima immagine che lo ritrae pubblicamente risale a qualche settimana fa. Verso fine maggio aveva condiviso su Instagram uno scatto del matrimonio della figlia Noemi, che aveva accompagnato all’altare nonostante le condizioni di salute precarie. L’Unione Sportiva Livorno lo ha omaggiato con queste parole: «Non riusciamo a trovare le parole. Igor per sempre». Il Napoli ha voluto ricordare il suo «spirito coriaceo» e l’attaccamento profondo alla vita e agli affetti familiari.
Domani l’omaggio allo stadio Picchi
Domani alle ore 18 la salma verrà trasferita allo stadio Armando Picchi di Livorno, lo stesso impianto dove era stato tante volte protagonista indossando la casacca amaranto. Lo ha comunicato il sindaco Luca Salvetti, dopo essersi confrontato con i familiari; l’amministrazione comunale si appresta a proclamare il lutto cittadino. Chi desidera rendere l’ultimo omaggio può farlo a partire dalle 15 di oggi presso la stanza del commiato Frongillo, situata nel cimitero di Cecina.