Scopri come i costi nascosti delle compagnie aeree low cost trasformano tariffe iniziali convenienti in spese finali molto più alte per i viaggiatori.
Volare verso Barcellona con soli trentanove euro sembra un’occasione imperdibile! Tuttavia, quando si aggiungono i costi per la valigia da stiva, la prenotazione del sedile per evitare di viaggiare tra estranei e il trasferimento dall’aeroporto lontano verso il cuore della città, quei pochi 39 euro si trasformano magicamente in 120. Questo fenomeno, conosciuto come tariffa esca, rappresenta soltanto l’inizio di una spesa che il viaggiatore scoprirà gradualmente. Il sistema adottato dalle compagnie aeree prende il nome di unbundling: viene commercializzato esclusivamente il posto a sedere, mentre ogni altro elemento viene proposto a la carte. E come ben sappiamo, ordinare alla carta costa sempre più del menù completo.
Indice
Dove si celano i costi aggiuntivi
Il bagaglio costituisce indubbiamente la voce di spesa più rilevante. Una borsa da cabina che ecceda leggermente le dimensioni consentite dallo strumento di misurazione presente al gate può comportare un addebito particolarmente elevato proprio durante l’imbarco, quando ormai non esistono alternative. Successivamente troviamo la prenotazione del sedile: Ryanair, per fare un esempio, richiede da circa 5 fino a 40 euro per ogni tratta, quindi, considerando un nucleo familiare di quattro componenti, tra viaggio di andata e ritorno, si raggiungono facilmente diverse centinaia di euro. Ricordiamo che chi non effettua la scelta riceve un’assegnazione automatica dei posti, non necessariamente contigui.
Esistono poi spese che non vengono affatto indicate sul portale della compagnia, collegate all’ubicazione degli scali aeroportuali, raramente situati nelle aree centrali: un taxi da Beauvais, da Charleroi oppure da Gerona richiede tra i 30 e i 60 euro per ogni corsa. Non possiamo dimenticare le imposte turistiche, ormai diffusissime (Venezia, Barcellona, Amsterdam) che si sommano all’importo durante il pagamento, oppure direttamente in loco. Il risultato è sempre identico: considerato individualmente, ciascun supplemento appare ragionevole, ma cumulati modificano radicalmente la natura del viaggio.
La sanzione spagnola e la replica delle compagnie
Il caso che ha portato la controversia a livello istituzionale proviene dalla Spagna. Nel novembre 2024 il Ministero dei Diritti Sociali e dei Consumi ha sanzionato cinque vettori low cost (Ryanair, EasyJet, Vueling, Norwegian e Volotea) per un totale complessivo di 179 milioni di euro. A Ryanair è stata assegnata la penale più consistente, 107,7 milioni, mentre alle altre compagnie importi compresi fra i 39,2 milioni di Vueling e gli 1,1 milioni di Volotea. Come prevedibile, la reazione delle compagnie non si è fatta attendere ed è stata particolarmente ferma. La IATA, l’organizzazione internazionale del trasporto aereo, ha criticato duramente la decisione spagnola sin dal primo annuncio, affermando che la misura compromette la libertà tariffaria su cui si fondano concorrenza e possibilità di scelta del consumatore. Proibire il costo aggiuntivo sul bagaglio in cabina, secondo l’organizzazione, equivarrebbe a distribuirne il costo su tutti i biglietti. La tesi principale rimane invariata, ovvero che le tariffe separate rendono il volo più economico, poiché il cliente paga esclusivamente i servizi che utilizza. Lo scontro non si è concluso lì, dato che nel giugno 2025 l’Alta Corte di Giustizia di Madrid ha disposto la sospensione temporanea delle sanzioni a Ryanair e Norwegian, condizionando tuttavia la sospensione al versamento di una fideiussione bancaria equivalente all’ammontare della multa più gli interessi (110 milioni per la sola Ryanair).
Bruxelles sostiene i vettori
La svolta inattesa è giunta dalla Commissione europea. L’8 ottobre 2025, nel pacchetto mensile dedicato alle infrazioni, Bruxelles ha avviato una procedura d’infrazione contro la Spagna, dichiarando che le multe contravvengono al Regolamento (CE) 1008/2008 sui servizi aerei, quello che assicura ai vettori la libertà di stabilire i prezzi. La Commissione ha trasmesso a Madrid una lettera di messa in mora, accordandole due mesi per replicare, e qualora la risposta risultasse insoddisfacente, la fase successiva sarà il parere motivato e, come ultimo passaggio, il deferimento alla Corte di giustizia dell’UE.
Naturalmente le compagnie hanno celebrato ed Airlines for Europe, la principale organizzazione dei vettori europei, ha definito la decisione “una vittoria per la libertà di scelta del passeggero”, ricordando che tutti i suoi membri già comprendono un bagaglio a mano nella tariffa base e che lo scorso anno oltre 50 milioni di passeggeri diretti in Spagna si sono limitati a quell’unico pezzo gratuito.
Quali modifiche potrebbero arrivare
Il Parlamento europeo si orienta in direzione contraria rispetto alla Commissione. Il 21 gennaio 2026 l’assemblea ha approvato la propria posizione con 632 voti favorevoli, 15 contrari e 9 astensioni sulla revisione delle norme sui diritti dei passeggeri aerei. Gli eurodeputati richiedono che il passeggero abbia diritto a trasportare a bordo senza spese supplementari un oggetto personale (che sia una borsa, uno zaino oppure un laptop, con dimensioni massime di 40x30x15 cm) ed un piccolo bagaglio a mano (fino a 100 cm di somma delle tre dimensioni e 7 kg di peso). Desiderano inoltre eliminare i sovrapprezzi per la rettifica di errori nel nome del passeggero e per il check-in, e preservare la libertà di scelta fra carta d’imbarco cartacea e digitale. Il testo passa ora al Consiglio e se le posizioni non convergeranno (al momento sono distanti) si aprirà la fase di conciliazione. Nel frattempo il prezzo che appare sul comparatore continuerà ad essere quello che cattura l’attenzione, una tariffa esca per l’appunto, e non quello che si paga realmente.