Scopri le località balneari italiane più economiche del 2026: Lignano Sabbiadoro guida la classifica con 157 euro a settimana secondo Altroconsumo.
Per chi desidera godersi le vacanze estive al mare senza svuotare il portafoglio, esistono ancora soluzioni vantaggiose. Un’analisi realizzata da Altroconsumo, che ha coinvolto 222 lidi distribuiti su dieci destinazioni balneari, rivela come le tariffe degli stabilimenti costieri italiani abbiano registrato nel 2026 un incremento medio del 6% rispetto all’anno precedente, con un aumento complessivo del 24% nell’arco degli ultimi cinque anni. Tuttavia, non tutte le località presentano costi equivalenti.
Indice
Lignano Sabbiadoro al primo posto per convenienza
Per chi cerca una vacanza al mare in Italia all’insegna del risparmio, la destinazione ideale è Lignano Sabbiadoro, situata in Friuli-Venezia Giulia. Con un costo medio settimanale di 157 euro per una postazione nelle prime quattro file, rappresenta la località più conveniente tra quelle esaminate. Un valore particolarmente interessante se messo a confronto con i 340 euro richiesti ad Alassio, che si conferma la meta più dispendiosa del Paese.
Come è stata condotta la ricerca
L’indagine è stata effettuata nel periodo compreso tra il 20 aprile e il 20 maggio 2026, attraverso chiamate telefoniche anonime a 222 strutture balneari sparse in dieci diverse località. Per ciascuna destinazione è stato monitorato almeno il 20% degli stabilimenti esistenti, con un numero minimo di dieci strutture per zona. Il criterio utilizzato come riferimento è stato la tariffa media per una settimana nelle prime quattro file di ombrelloni.
Tutte le località in ordine di prezzo
- Lignano Sabbiadoro (Friuli-Venezia Giulia) — 157 €
- Rimini (Emilia-Romagna) — 158 €
- Senigallia (Marche) — 159 €
- Anzio (Lazio) — 179 €
- Palinuro (Campania) — 188 €
- Viareggio (Toscana) — 232 €
- Taormina e Giardini Naxos (Sicilia) — 237 €
- Alghero (Sardegna) — 274 €
- Gallipoli (Puglia) — 324 €
- Alassio (Liguria) — 340 €
Per quanto riguarda le singole file, la prima ha un costo medio di 238 euro a settimana, la seconda 229, la terza 219, mentre dalla quarta in poi si attestano sui 210 euro.
Arenili liberi: pochi ma con qualche novità positiva
Per numerose famiglie il costo dello stabilimento attrezzato risulta ormai proibitivo, ma l’alternativa della spiaggia libera non sempre è facilmente accessibile: gli spazi gratuiti diminuiscono costantemente a vantaggio delle zone in concessione. Un’eccezione virtuosa è rappresentata dal comune ligure di Spotorno, che ha incrementato la quota di arenili liberi offrendo servizi di pulizia, sorveglianza bagnanti, docce e bagni pubblici senza alcun costo per gli utenti.
Le preferenze dei vacanzieri italiani
Un’indagine svolta tra il 27 e il 30 aprile 2026 su un campione di 1.058 persone ha evidenziato opinioni diversificate: il 37% predilige gli stabilimenti dotati di servizi, il 35% opta per le spiagge libere, mentre oltre un quarto si dichiara favorevole a entrambe le opzioni. Chi sceglie il lido privato lo fa prevalentemente per la comodità (80% dei casi). Chi invece preferisce la spiaggia libera è motivato principalmente da ragioni economiche (79%) o dal desiderio di libertà nel cambiare postazione ogni giorno (63%).
La questione delle concessioni balneari
Il contesto politico rimane quello legato alle concessioni degli arenili. Tra coloro che seguono il dibattito, il 63% ritiene che una riforma dovrebbe comportare una diminuzione delle tariffe, e un consumatore su due considera urgente un rinnovamento periodico nella gestione degli stabilimenti. Altroconsumo segnala uno squilibrio evidente: i canoni corrisposti allo Stato dai gestori sono spesso modesti, mentre le tariffe applicate ai turisti continuano ad aumentare. L’associazione ha promosso una petizione nazionale — che ha già raccolto oltre 91.000 adesioni — che richiede gare trasparenti e regolari, un limite al numero di concessioni rilasciabili e un ampliamento delle spiagge ad accesso gratuito.
Fonte: Altroconsumo