Relazioni tossiche: i tre tratti di personalità che trasformano l’amore in controllo

Narcisismo, psicopatia e machiavellismo legati a violenza e manipolazione di coppia: cosa rivela la ricerca sui rapporti tossici.

Esistono legami affettivi dove l’affetto si trasforma gradualmente in qualcosa di diverso. Inizia con un commento apparentemente innocuo per mantenere l’equilibrio di potere, prosegue con richieste mascherate da necessità urgenti, poi arriva quel modo impercettibile di convertire il desiderio in obbligo, la vicinanza in possesso, il rapporto in un territorio da controllare giorno dopo giorno. Nel linguaggio quotidiano questo fenomeno viene spesso racchiuso in un’espressione diretta: legame tossico. Appare chiara, quasi da talk show. Nella scienza psicologica, tuttavia, questi termini vengono scomposti, analizzati, inseriti in test specifici, messi in relazione con azioni concrete. È in quel contesto che l’immagine diventa più nitida.

Una ricerca apparsa sul Journal of Sex & Marital Therapy ha cercato di comprendere in che misura determinati caratteri antagonisti della personalità si colleghino a violenza, predominio, aspettative sessuali pericolose e condotte coercitive all’interno della coppia. L’indagine, condotta da Judith Antonia Iffland, Lara Katharina Albrecht e Urszula Martyniuk, è stata pubblicata nel 2025 nel volume 51 della rivista scientifica, con identificativo DOI 10.1080/0092623X.2025.2557475.

Il concetto centrale è la triade oscura. Al suo interno si trovano tre caratteristiche distinte, ma correlate: psicopatia, narcisismo e machiavellismo. La psicopatia, in questo ambito, riguarda elevata impulsività, ridotta empatia, incapacità di creare connessioni emotive genuine e maggiore propensione verso comportamenti antisociali. Il narcisismo comporta senso di grandezza, necessità costante di essere ammirati, reazioni aggressive quando si riceve un rifiuto o un attacco alla propria immagine. Il machiavellismo, denominato così in onore di Niccolò Machiavelli, si concentra sulla manipolazione pianificata: vedere gli altri come strumenti, pianificare mosse, mentire, utilizzare il legame come una sfida da conquistare.

Quando il rapporto diventa campo di battaglia

Per interpretare certe dinamiche sentimentali difficili, la psicologia esamina anche i modelli di attaccamento nell’età adulta. Il principio fondamentale è chiaro, sebbene spesso doloroso: durante i primi anni di esistenza assimiliamo una sintassi dei rapporti, una sorta di schema interno che poi ci segue nelle relazioni da adulti. Chi possiede un attaccamento sicuro riesce a muoversi con maggiore armonia tra vicinanza e indipendenza. Chi ha un attaccamento insicuro può aggrapparsi ansiosamente al compagno, oppure mantenere le distanze per proteggersi dalla fragilità. Nelle indagini precedenti, i valori elevati nella triade oscura risultano frequentemente associati a modelli evitanti, dove la lontananza serve a preservare il controllo e a evitare l’esposizione emotiva.

A questo si affianca un elemento meno conosciuto, ma molto significativo: la personalità relazionale. Indica che numerose persone manifestano con il compagno un insieme relativamente costante di atteggiamenti e azioni differente da quello adottato con amici, colleghi o semplici conoscenti. Nel rapporto di coppia possono affiorare schemi riservati all’intimità: richiesta di fusione totale, predominio, distacco emotivo, ricerca continua di conferme, violenza, gelosia patologica, bisogno di scatenare reazioni. Spesso, senza piena consapevolezza, si scelgono compagni in grado di alimentare proprio quello schema. Così si ripetono situazioni analoghe, anche dopo esperienze dolorose già vissute.

Il team di ricerca della Medical School Hamburg ha tentato di dare consistenza empirica a questo territorio complesso. Il gruppo esaminato comprendeva 624 adulti, 481 donne e 143 uomini, con età media situata nella seconda metà dei vent’anni. I partecipanti hanno completato un questionario online utilizzando strumenti standardizzati: una scala per valutare psicopatia, narcisismo e machiavellismo, un inventario dedicato alla personalità relazionale e all’attaccamento, poi una scala su violenza sessuale e vittimizzazione. Il campione, come specificato nell’abstract indicizzato, apparteneva alla popolazione generale e ha completato Short Dark Triad, Relationship and Attachment Personality Inventory e Sexual Aggression & Victimization Scale.

Le domande affrontavano aspetti molto pratici. I partecipanti dovevano esprimere il proprio livello di accordo con affermazioni legate ad atteggiamenti manipolatori o emotivamente distaccati. Successivamente venivano esaminate tendenze di coppia più precise: necessità di vicinanza, desiderio di predominio, violenza, inclinazione a rispondere a una provocazione anche fisicamente, preferenze per esperienze sessuali avventurose, rischiose o considerate devianti. Nell’ultima sezione, le domande entravano nel campo della coercizione sessuale: impiego di forza fisica, pressione verbale o sfruttamento dell’incapacità del compagno di opporsi per ottenere un atto sessuale. Le medesime tattiche venivano investigate anche dal punto di vista della vittimizzazione subita.

I risultati mostrano un collegamento solido tra triade oscura e approccio violento alla relazione. Le persone con valutazioni più elevate in questi caratteri tendevano a descrivere uno stile di coppia caratterizzato da violenza fisica, durezza, necessità di provocare scontri e dominanza. Tra i tre caratteri, la psicopatia è emersa come il predittore più forte dello stile relazionale combattivo e dominante. Ha senso, osservano gli studiosi, perché impulsività e scarso controllo del comportamento sono elementi centrali di quel profilo.

La triade oscura risultava connessa anche alle aspettative sessuali. Chi otteneva valutazioni più elevate mostrava una preferenza maggiore per attività passionali, avventurose e talvolta pericolose. Anche qui la psicopatia aveva un peso rilevante. L’ipotesi proposta è che il distacco emotivo possa spingere verso una sessualità più superficiale, fisica, meno orientata alla tenerezza e alla reciprocità affettiva. Un corpo vicino, un legame tenuto a distanza.

Frammenti di potere

Sul bisogno di dipendenza emotiva, però, i tre caratteri hanno seguito percorsi differenti. Il machiavellismo risultava positivamente correlato a una richiesta ansiosa di vicinanza. Le persone con valutazioni più alte in questo carattere riferivano maggiore disagio da separazione e desiderio più intenso di fondersi con il compagno. Formulata così potrebbe sembrare fame d’amore. Nell’interpretazione dei ricercatori, quella prossimità può diventare anche una strategia di sorveglianza: stare vicino per controllare, monitorare, ridurre l’incertezza, tenere l’altro dentro un perimetro più gestibile. Qui la diffidenza pesa più dell’affetto.

La sezione più delicata riguarda la coercizione sessuale. I dati mostrano che i caratteri della triade oscura sono associati a una maggiore probabilità di dichiarare comportamenti di violenza sessuale verso un compagno intimo. Il machiavellismo, in particolare, è risultato il carattere più stabilmente legato all’attuazione di coercizione sessuale. La componente strategica, unita alla ridotta empatia, può favorire forme meno visibili di pressione: promesse false, senso di colpa, uso della posizione di potere, parole costruite per spostare il confine dell’altro. L’abuso, dentro una relazione, spesso arriva vestito da insistenza.

Lo studio ha trovato anche una sovrapposizione tra chi dichiarava di aver usato tattiche coercitive e chi riferiva di averle subite. Gran parte delle persone che ammettevano comportamenti di coercizione sessuale diceva anche di essere stata bersaglio di violenza sessuale da parte di un compagno. I ricercatori propongono una lettura prudente: chi ha caratteri manipolativi può percepire prima certe situazioni come coercitive, oppure può sentirsi psicologicamente manipolato quando avverte di perdere controllo. È una zona complessa, dove vittimizzazione, percezione, difesa e dominio si intrecciano senza offrirsi a una spiegazione semplice.

Nel campione, gli uomini hanno registrato valutazioni più alte nelle scale della triade oscura rispetto alle donne, un dato in linea con una parte della letteratura psicologica. Gli uomini hanno riferito anche desideri sessuali più avventurosi. Le analisi statistiche, però, indicano che il collegamento di fondo tra caratteri oscuri e comportamenti violenti nella relazione appare sostanzialmente simile nei due sessi. La dinamica cambia faccia, conserva struttura.

Serve cautela, molta. Lo studio è trasversale, quindi fotografa un momento preciso e permette di parlare di associazioni, senza stabilire una causalità diretta. In altre parole: i dati collegano triade oscura, aspettative relazionali aggressive e coercizione sessuale, però da soli evitano la formula secca del “questo causa quello”. Gli stessi autori indicano che ulteriori indagini potrebbero aiutare la valutazione del rischio di violenza sessuale nelle relazioni intime.

C’è poi un possibile problema di selezione. Il reclutamento usava il riferimento alle relazioni tossiche, e questo può aver attratto persone con storie sentimentali particolarmente conflittuali. Tra le donne partecipanti, la quota di esperienze di vittimizzazione sessuale riferita era molto alta, tanto da spingere i ricercatori a considerarla poco rappresentativa della popolazione generale. Chi risponde a un questionario del genere spesso porta già addosso una storia, una ferita, un sospetto, oppure la necessità di dare un nome a qualcosa.

Anche l’autovalutazione ha i suoi limiti. Ammettere comportamenti socialmente riprovati, e in alcuni casi potenzialmente illegali, è difficile. Chi presenta caratteri elevati della triade oscura può avere anche maggiore tendenza all’inganno e alla gestione strategica della propria immagine. Questo significa che alcune condotte manipolative o coercitive potrebbero essere state ridimensionate. La sincerità, in uno studio sulla manipolazione, è già una variabile nervosa.

Per il futuro, il gruppo di ricerca suggerisce di studiare entrambi i membri della coppia nello stesso momento. Guardare solo una persona offre una metà del meccanismo. Osservare due compagni insieme aiuterebbe a capire come i caratteri oscuri di uno interagiscano con le caratteristiche dell’altro, influenzando stabilità, conflitto, controllo, rotture e ritorni. Il rapporto è un sistema, anche quando funziona male. A volte malissimo.

Resta una cosa concreta: certi legami tossici possono sembrare misteriosi solo finché vengono raccontati come destino, passione, incompatibilità caratteriale o “sono fatto così”. Quando entrano nei dati, prendono un’altra forma. Dominio. Violenza. Manipolazione. Pressione. Paura della distanza. Bisogno di vincere. Parole meno romantiche, molto più utili. E spesso bastano quelle per togliere l’amore dal piedistallo e rimetterlo sul tavolo, dove si vedono meglio le mani di chi sta giocando.

Fonte: Journal of Sex & Marital Therapy

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