Ryanair anticipa chiusura check-in a sessanta minuti: novità e impatti

Nuove tempistiche Ryanair dal 10 novembre: sportelli chiusi 60 minuti prima. Dettagli su passeggeri coinvolti, chioschi automatici e sistema EES europeo

Venti minuti possono fare la differenza. A partire dal 10 novembre prossimo, chi vola con Ryanair dovrà adeguarsi a una nuova tempistica: gli sportelli per il check-in in aeroporto e la consegna dei bagagli verranno chiusi un’ora prima del decollo, non più quaranta minuti come accade attualmente. L’annuncio ufficiale è arrivato mercoledì 22 aprile attraverso il portale della compagnia irlandese, e merita un’analisi approfondita: dietro questa variazione procedurale si cela una questione ben più ampia, legata all’introduzione del nuovo sistema di controllo delle frontiere in Europa.

A chi si applica realmente il cambiamento

È importante chiarire subito un aspetto fondamentale che la società tiene a sottolineare. La modifica interessa esclusivamente il 20% della clientela: coloro che devono imbarcare un bagaglio da stiva oppure che, per vari motivi, necessitano ancora di effettuare il check-in allo sportello fisico una volta arrivati in aeroporto. Il restante 80% — ossia chi si muove solo con bagaglio a mano e ha già completato la registrazione online — non subirà alcuna variazione. Questi viaggiatori continueranno ad accedere all’aeroporto, superare i controlli di sicurezza e dirigersi al gate esattamente come hanno sempre fatto.

Dara Brady, responsabile marketing della compagnia, ha illustrato la motivazione dietro questa decisione in modo diretto:

Da martedì 10 novembre, i clienti Ryanair beneficeranno della chiusura anticipata dei servizi di check-in e consegna bagagli in aeroporto a 60 minuti prima dell’orario di decollo programmato, rispetto ai 40 minuti attuali. Questo consentirà al 20% dei nostri passeggeri (coloro che imbarcano bagaglio) di disporre di maggior tempo per attraversare i controlli di sicurezza e le file ai controlli passaporti, raggiungendo il gate d’imbarco puntualmente, specialmente nei periodi di picco, quando le attese in aeroporto possono prolungarsi. Inoltre, entro ottobre installeremo postazioni self-service in oltre il 95% degli scali serviti da Ryanair. Questo garantirà una consegna bagagli più veloce, code ridotte agli sportelli del check-in e un servizio ancora più puntuale per il 20% dei nostri clienti che preferiscono comunque imbarcare un bagaglio, mentre l’80% (senza bagaglio da stiva) non risentirà di questa piccola variazione di 20 minuti, poiché continuerà a registrarsi online prima di arrivare in aeroporto e si dirigerà direttamente al gate d’imbarco dopo i controlli di sicurezza.

Il sistema EES: la causa delle attese più lunghe

Che le attese siano effettivamente aumentate è evidente a chiunque sia passato per uno scalo europeo negli ultimi mesi. Dal 10 aprile 2026, l’Entry/Exit System (EES) è attivo a pieno regime in tutti i 29 Stati dell’area Schengen. Si tratta di un sistema informatico dell’Unione Europea che registra, ad ogni passaggio di frontiera, le informazioni dei cittadini non comunitari in transito per permanenze di breve durata: nome, documento di viaggio, impronte digitali, fotografia del volto. Ha rimpiazzato il tradizionale timbro sul passaporto — che forse qualcuno già rimpiange — con una procedura biometrica automatizzata.

Il sistema era stato introdotto gradualmente a partire dal 12 ottobre 2025, da aprile è obbligatorio su tutti i punti di ingresso esterni Schengen. I dati diffusi dalla Commissione Europea parlano di oltre 52 milioni di registrazioni già effettuate e più di 27.000 respingimenti, di cui circa 700 riguardanti persone identificate come minaccia per la sicurezza. Sul fronte della sicurezza, i risultati sono tangibili. Sul fronte dei tempi di transito, le criticità anche.

L’EES non riguarda i cittadini dell’Unione Europea — che continuano ad attraversare le frontiere come in precedenza — ma per i viaggiatori provenienti da Paesi terzi, anche quelli con passaporto biometrico, la procedura di prima registrazione richiede più tempo rispetto a un semplice timbro.

Ryanair, nella comunicazione ufficiale, non menziona esplicitamente il sistema europeo. Parla di «file ai controlli passaporti», senza indicarne la causa. Un’omissione che difficilmente appare casuale, ma che non modifica la realtà: l’anticipo della chiusura degli sportelli rappresenta anche una risposta indiretta a un rallentamento strutturale che, almeno per questa stagione estiva, non sembra destinato a risolversi.

Postazioni self-service: meno attese, più autonomia

Come evidenziato nella comunicazione precedente, Ryanair non si è limitata a modificare gli orari e, contestualmente all’annuncio, ha comunicato che entro ottobre 2026 installerà postazioni automatiche per il bag drop in oltre il 95% degli aeroporti della propria rete. I chioschi sono collegati con l’applicazione della compagnia: il passeggero registra il bagaglio, stampa l’etichetta autonomamente e si avvicina al nastro senza passare dallo sportello tradizionale.

Meno attese agli sportelli, tempi più rapidi nella fase di accettazione. Ma anche, ed è opportuno dirlo chiaramente, la completa responsabilità sui tempi trasferita al viaggiatore. Chi non si presenterà con il bagaglio pronto, etichettato e nei tempi previsti, non avrà un operatore con cui confrontarsi, e troverà il sistema chiuso.

Per chi viaggia con bagagli da stiva, la nuova regola pratica è chiara: arrivare al terminal almeno due ore prima del decollo. Quel margine, fino a pochi mesi fa considerato abbondante, oggi è diventato il minimo indispensabile.

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