Michele arbitra la sua prima partita a quindici anni in carrozzina

Ragazzo quindicenne con osteogenesi imperfetta dirige il suo primo match ufficiale in carrozzina elettrica per il campionato giovanile milanese.

Presso l’oratorio di San Silvestro e Martino a Milano, un fischietto ha segnato molto più dell’avvio di un incontro sportivo. Si è trattato della prima apparizione ufficiale di Michele Croce, quindicenne, nella veste di direttore di gara durante una sfida del torneo under 9 organizzato dal CSI Milano. Teso ma preparato, dopo ore di veglia notturna, Michele ha affrontato i giovani giocatori con determinazione, rispettando ogni protocollo. Era giunto il suo turno.

La patologia delle ossa fragili

Dalla nascita, Michele affronta l’osteogenesi imperfetta, denominata anche “patologia delle ossa fragili”. Questa condizione genetica rara provoca una fragilità estrema dello scheletro, con fratture che possono verificarsi anche senza traumi evidenti. La malattia interessa approssimativamente un individuo ogni 20.000 e, nelle forme più severe, compromette la capacità di deambulazione.

Durante la sua esistenza, Michele ha subito molteplici operazioni chirurgiche, necessarie per l’applicazione di supporti metallici e dispositivi di stabilizzazione ossea. Tuttavia, non considera la sua carrozzina motorizzata un impedimento, bensì un alleato indispensabile che gli permette di spostarsi e coltivare le sue aspirazioni.

Un interesse nato sui campi scolastici

La dedizione verso il mondo del pallone non ha mai conosciuto barriere. Sin dai primi anni scolastici, Michele dirigeva gli incontri dei suoi coetanei durante le lezioni di ginnastica, pur senza strumenti ufficiali ma con un’innata capacità di comando. Questa inclinazione spontanea è progressivamente maturata in un’ambizione vera e propria. Con l’aiuto di associazioni sportive e incontri significativi, ha iniziato il percorso formativo per diventare arbitro ufficiale, conseguendo la qualifica AIA attraverso un programma di preparazione impegnativo. Un risultato costruito con impegno, dedizione e una volontà straordinaria.

Un esempio che va oltre il campo

Il salto dalle partite amichevoli agli impegni ufficiali costituisce un passo significativo. Nell’incontro tra Vittoria Junior e 4 Evangelisti, Michele ha condotto la gara con padronanza, controllando tempi, infrazioni e situazioni di gioco con una maturità inaspettata per la sua età. L’incontro è stato combattuto, ma il vero successo risiede altrove: provare che le capacità non conoscono limiti.

Quella di Michele non rappresenta semplicemente una vicenda legata allo sport. È una testimonianza tangibile di come volontà, integrazione e possibilità possano ribaltare gli schemi. Il suo obiettivo non termina con questo traguardo: desidera proseguire nella carriera arbitrale, maturare esperienza e, in futuro, gestire competizioni di livello superiore. Il suo primo fischio non segna una conclusione, ma l’avvio di un cammino che ispira chiunque: le doti personali trovano sempre la via per esprimersi.

Fonte: COMITATO TERRITORIALE C.S.I. MILANO – APS.

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