Neonati e burro a cucchiaiate: l’assurdo trend virale che preoccupa

Genitori somministrano burro ai neonati per farli dormire: il trend TikTok allarmante senza basi scientifiche che mette a rischio la salute.

Sulla piattaforma TikTok si moltiplicano filmati che mostrano genitori entusiasti mentre somministrano abbondanti porzioni di burro – talvolta blocchi interi – ai propri figli piccolissimi. La convinzione alla base è che l’elevata quantità di lipidi favorisca un riposo prolungato e stimoli lo sviluppo fisico. Questo fenomeno, denominato Butter Baby, sta ottenendo visualizzazioni da capogiro e, sfortunatamente, numerosi seguaci.

Come frequentemente succede con le mode virali riguardanti la salute, però, il clamore mediatico non trova riscontro nelle conoscenze mediche. Al contrario, in questa circostanza la direzione è completamente opposta.

A intervenire pubblicamente contro questa pratica rischiosa diffusasi anche nel nostro Paese, è attraverso i social Matteo Bassetti, specialista in malattie infettive e figura riconosciuta del panorama scientifico nazionale, che ha condiviso un messaggio di allarme:

Il medico evidenzia come tale abitudine sia priva di qualsiasi fondamento scientifico e sollecita i genitori a non affidarsi alle piattaforme digitali e alle mode online non validate per le decisioni nutrizionali riguardanti i bambini.

Il professionista raccomanda di evitare la somministrazione del burro come alimento isolato, suggerendo invece di incorporare modeste quantità di lipidi benefici – quali avocado, pesce azzurro o una piccola porzione di burro amalgamata alle verdure – all’interno di un regime alimentare diversificato.

Esiste davvero un’efficacia?

La teoria secondo cui un pasto ricco di calorie prima del riposo notturno favorisca un sonno più duraturo nei lattanti non rappresenta una novità. In passato circolava identica convinzione riguardo ai cereali di riso, successivamente confutata dalla scienza. Adesso è il turno del burro.

Secondo gli specialisti interpellati dalla CNN, come la nutrizionista Amy Reed e la pediatra Molly O’Shea, non esistono evidenze scientifiche che dimostrino come fornire elevate quantità di grassi o calorie ai neonati migliori effettivamente la qualità del sonno. Reed chiarisce che, nonostante i lipidi siano cruciali per la crescita e lo sviluppo cerebrale nei bambini tra i 6 mesi e i 2 anni, un’assunzione eccessiva di burro come pasto o merenda autonoma non rappresenta un’alimentazione bilanciata.

O’Shea precisa che i risvegli notturni nei bambini piccoli sono assolutamente fisiologici e correlati all’età, alla sazietà e allo sviluppo, non agli alimenti consumati, e che la maggioranza dei lattanti si sveglia almeno una volta, frequentemente anche tre volte durante la notte, nel corso del primo anno di esistenza.

@alexialarose71

We don’t do this every night, if she didn’t get much healthy fats or protein I’ll give her some and she has transitioned from 2 wakes to 1 (last 3 nights in a row; we started last week) We use grass fed butter and she loves this! Has this worked for anyone else? #butter #baby #hack #sleep #crunchymom #healthyfats #grassfedbutter

♬ Cute – Aurel Surya Lie

Le criticità

La questione fondamentale risiede nel fatto che il burro, sebbene estremamente concentrato dal punto di vista energetico, non fornisce l’intero spettro di nutrienti indispensabili. Somministrarlo in dosi consistenti comporta il rischio di ridurre lo spazio dedicato a quegli alimenti fondamentali che apportano ferro, proteine, zinco e vitamine, elementi essenziali per lo sviluppo cognitivo e corporeo del bambino nei primi anni di esistenza.

La condizione diventa ancor più allarmante per i lattanti al di sotto dei sei mesi, per i quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce l’alimentazione esclusiva con latte materno: inserire il burro in questa fase può modificare sostanzialmente il microbiota intestinale, esponendoli maggiormente alle patologie infettive proprio quando le difese immunitarie risultano ancora immature.

Oltrepassata la soglia dei sei mesi, i bambini necessitano di un’alimentazione diversificata e completa, che includa cibi ricchi di ferro, frutta, verdura, cereali integrali e fonti proteiche animali. Utilizzare il burro come merenda isolata significa semplicemente eliminare spazio a tutto questo, impoverendo l’alimentazione anziché arricchirla.

Sussiste inoltre una questione qualitativa oltre che quantitativa. I grassi sono necessari per i bambini, questo è innegabile, ma elevate porzioni di grassi saturi forniti senza alcun equilibrio nutrizionale non costituiscono una strategia alimentare.

Esiste però un elemento che sarebbe errato trascurare: dietro a questo fenomeno ci sono genitori esausti e privati del riposo. La ricerca indica che sono sufficienti due notti di sonno frammentato per far percepire alle persone un invecchiamento fisico accelerato.

È comprensibile la ricerca di una soluzione immediata, che sia una culla costosa o un cucchiaio di burro. Ma è proprio questa fragilità che le mode virali non verificate sfruttano, spesso in maniera irresponsabile.

La soluzione non risiede nel burro. Si trova nell’informazione accurata, nel sostegno ai genitori e – quando necessario – in specialisti del sonno pediatrico.

Fonte: CNN

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