Pedalando nel Delta del Po: natura, valli e un tramonto magico

Avventura ciclistica nel Delta del Po: da Porto Levante alla Sacca degli Scardovari tra paesaggi unici e un tramonto mozzafiato.

Certo, visitare centri storici, antichi villaggi e festività invernali è affascinante, ma nulla si confronta con una gita in bicicletta immersi nel verde, avvolti dalle acque. È esattamente ciò che abbiamo pensato quando abbiamo optato per una destinazione diversa, dirigendoci verso il Veneto, nella zona di Rovigo, per esplorare il Delta del Po pedalando. Un percorso perfetto per chi viaggia su due ruote, caratterizzato da estese piste ciclabili immerse nella vegetazione, ideale anche per gli appassionati di birdwatching grazie all’incredibile varietà di avifauna.

@Rebecca Manzi/GreenMe

Esplorare con calma tra canali e argini

Abbiamo scelto Porto Levante come punto di appoggio iniziale. Questa località, frazione di Porto Viro, è un piccolo borgo marinaro che mantiene intatto lo spirito genuino del Delta del Po, con abitazioni modeste, tonalità delicate e una quotidianità ancora legata all’attività ittica e ai ritmi delle acque. Qui il fenomeno turistico non ha stravolto l’identità locale, adattandosi invece a un ambiente dove la natura rimane elemento dominante. Il nostro camper si è rivelato il rifugio perfetto per scoprire l’area attraverso un percorso ciclistico, sicuramente tra i migliori modi per apprezzare la diversità del Delta.

@Rebecca Manzi/GreenMe

Muovendosi dal porticciolo, si procede lungo le sponde del Po di Levante, incontrando coltivazioni di riso, bacini ittici e stradine strette che sembrano galleggiare tra terra e acqua. La quiete viene interrotta solamente dalla brezza tra le canne palustri e dal repentino alzarsi in volo di garzette, germani, cigni e fenicotteri rosa. Si tratta di un tracciato completamente piano, adatto a ogni livello, che consente di calarsi in un contesto dove la presenza umana rimane sobria. Numerosi sono gli spazi verdi dove sostare per consumare un pasto all’aperto o riposare, con un’unica avvertenza: l’ombra scarseggia, quindi meglio prestare attenzione nelle giornate soleggiate.

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Le zone umide intorno a Porto Levante

Continuando a pedalare, siamo giunti nella parte più incontaminata e variabile del Delta. Le aree vallive nei pressi di Porto Levante rivelano un aspetto meno controllato rispetto ad altre località più conosciute: isolotti sabbiosi che resistono alle correnti, antiche costruzioni da pesca che punteggiano lo scenario e una ricchezza biologica che si svela ad ogni svolta. Questa sezione appartiene all’Ecomuseo Via delle Valli, un circuito ciclabile che narra il legame storico tra elemento acquatico, attività lavorative e territorio.

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La laguna degli Scardovari, superficie acquea e biodiversità

Volendo proseguire verso la costa (ammetto: abbiamo utilizzato il camper ma per i ciclisti più preparati è certamente possibile raggiungerla anche su due ruote, facendo attenzione ad alcuni tratti dove manca la pista dedicata), scendendo in direzione Comacchio, si incontra una destinazione da non perdere che a mio avviso giustifica l’intero viaggio: la Sacca degli Scardovari, un’ampia laguna racchiusa tra i rami del Po di Gnocca e del Po delle Tolle.

Qui la fusione tra acque fluviali e marine genera un habitat particolare, essenziale per la fauna e per l’economia del territorio. La laguna è rinomata per l’allevamento di molluschi, specialmente per la Cozza di Scardovari DOP, riconosciuta come uno dei prodotti emblematici del Delta. Dietro ogni abitazione si cela una vicenda di associazioni, nuclei familiari e impegno collettivo, che ha consentito a queste terre di trovare riscatto e prosperità.

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Un territorio da contemplare senza fretta

La laguna non rappresenta solo attività produttiva: è anche uno spettacolo da contemplare. Piattaforme di osservazione consentono di scrutare gli uccelli di passo, mentre gite in imbarcazione offrono una visione alternativa su questo bacino interno. Poco lontano, l’Oasi di Bacucco regala una costa selvaggia incorniciata da formazioni sabbiose e vegetazione palustre, dove la natura esprime il suo delicato ma vigoroso equilibrio.

Una nota per chi, come me, è appassionato di tramonti: se adorate il crepuscolo, la Sacca degli Scardovari è il posto che cercate. Nonostante sia orientata a est (e quindi generalmente da questa parte della penisola si osserva solo l’aurora sul mare), da qui si può godere di uno straordinario tramonto che colora di tonalità infuocate le abitazioni dei pescatori. Uno spettacolo che penetra nell’anima e di cui è impossibile non rimanere incantati.

Muoversi tra questi magnifici ambienti naturali, in sintesi, è un’esperienza di ritmo rilassato. Percorrere le alzaie, contemplare le lagune e fermarsi ad ascoltare lo scorrere delle acque significa connettersi profondamente con uno dei panorami più genuini del nostro Paese, dove ecosistema e intervento umano continuano a coesistere armoniosamente. Queste sono solo alcune delle meraviglie che il Delta del Po può regalare, ma c’è ancora molto da scoprire: non vediamo l’ora che arrivi la stagione favorevole per esplorare altri percorsi ed altre suggestioni.

@Rebecca Manzi/GreenMe

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