Sviluppata tecnica innovativa per trasformare cellule gliali in neuroni parvalbuminici. Speranza per disturbi neuropsichiatrici.
Uno studio condotto in ambiente controllato rappresenta oggi una promettente prospettiva per numerose patologie neuropsichiatriche: ricercatori coordinati dall’Università di Lund in Svezia hanno sviluppato una tecnica per convertire cellule gliali di supporto cerebrale in neuroni ricchi di parvalbumina, essenziali per garantire stabilità e regolazione dell’attività neuronale.
Indice
Il ruolo cruciale dei neuroni con parvalbumina
I neuroni ricchi di parvalbumina funzionano come un meccanismo di controllo rapido nell’encefalo e risultano implicati in patologie quali schizofrenia, epilessia e altri disturbi del sistema nervoso.
Queste strutture cellulari rivestono una funzione essenziale nel preservare l’omeostasi dell’attività neurale, regolando la trasmissione dei segnali tra neuroni, limitando l’eccesso di stimolazione e garantendo che il cervello operi in modo coordinato. Gli studiosi spesso le definiscono come le cellule che “permettono al cervello di funzionare armoniosamente”.
Quando il loro funzionamento risulta compromesso o la loro quantità si riduce, l’equilibrio cerebrale subisce alterazioni. Ricerche precedenti indicano che il danneggiamento dei neuroni contenenti parvalbumina possa essere correlato a patologie neuropsichiatriche: basti pensare che uno studio pubblicato a maggio 2024 su European Neuropsychopharmacology ha mostrato come la loro carenza sia frequentemente riscontrata in pazienti affetti da schizofrenia.
Il risultato ottenuto dal team scientifico

©Science Advances
Gli studiosi sono ora riusciti a modificare l’identità cellulare, “convertendo” determinate cellule in altre tipologie, sviluppando specificamente una metodologia per riprogrammare direttamente le cellule gliali, elementi di sostegno del cervello, trasformandole in neuroni con parvalbumina senza transitare attraverso lo stato di cellula staminale.
Il risultato è particolarmente significativo poiché i neuroni parvalbuminici si originano durante una fase tardiva dello sviluppo cerebrale fetale, rendendo sempre estremamente difficoltosa la loro produzione in laboratorio, ad esempio partendo da cellule staminali.
Nel nostro esperimento, per la prima volta abbiamo ottenuto la riprogrammazione di cellule gliali umane in neuroni parvalbuminici, che presentano caratteristiche simili a quelli presenti naturalmente nel cervello – afferma Daniella Rylander Ottosson, coordinatrice dello studio – Siamo inoltre riusciti a individuare diversi geni fondamentali che sembrano avere un ruolo determinante nella conversione
In questa ricerca gli scienziati hanno evitato l’utilizzo di cellule staminali: è stata messa a punto una tecnica “diretta”.
L’innovazione consiste nell’indurre le cellule gliali a convertirsi in neuroni attraverso un processo notevolmente più veloce – prosegue la ricercatrice – Attivando i geni appropriati, induciamo le cellule gliali a trasformarsi in cellule parvalbuminiche, senza dover ricorrere alle cellule staminali. Auspichiamo che sia possibile perfezionare la tecnica utilizzando i nuovi geni che abbiamo individuato
Le possibili applicazioni future della scoperta
Nel breve periodo, questa scoperta fornisce agli scienziati una nuova modalità per generare queste cellule (prelevate dai pazienti) in ambiente controllato, per analizzare i processi patologici di schizofrenia ed epilessia. Questo rappresenterà un primo fondamentale passo verso gli obiettivi a lungo termine.
I risultati potrebbero infatti rivelarsi utili nello sviluppo di trattamenti capaci di rimpiazzare le cellule cerebrali compromesse o perdute direttamente nel tessuto cerebrale.
Lo studio è stato pubblicato su Science Advances.
Fonti: Università di Lund / Science Advances