Una università israeliana e una americana hanno scoperto che l'odore dei predatori potrebbe essere un rimedio contro le zanzare tigre
Le zanzare tigre sono ormai una presenza abituale durante la bella stagione in gran parte dell’Italia. Oltre a essere particolarmente aggressive e fastidiose, possono rappresentare un problema sanitario perché, in alcune aree del mondo e in determinate condizioni, sono in grado di trasmettere virus come Dengue, Chikungunya e Zika. Per questo motivo la ricerca scientifica è costantemente impegnata nello sviluppo di nuovi sistemi per limitarne la diffusione, privilegiando metodi sostenibili e rispettosi dell’ambiente.
Negli anni abbiamo parlato di numerosi sistemi per contrastarle: dai consigli pratici su come proteggersi dalle punture, alla curiosa storia dei pesci rossi, preziosi alleati nella lotta contro le larve, fino ai rimedi omeopatici utilizzati da alcune persone per alleviare il fastidio delle punture.
Oggi la scienza guarda però a una soluzione ancora più interessante: sfruttare il comportamento naturale delle zanzare e il loro istinto di sopravvivenza. Una ricerca pubblicata alcuni anni fa sulla rivista scientifica Ecology Letters ha infatti aperto la strada a una nuova strategia basata sull’utilizzo degli odori rilasciati dai predatori naturali delle zanzare tigre.
Indice
Perché la zanzara tigre è così difficile da combattere
La zanzara tigre (Aedes albopictus) è originaria del Sud-Est asiatico, ma negli ultimi decenni si è diffusa rapidamente in Europa grazie all’intensificazione dei commerci internazionali e ai cambiamenti climatici.
A differenza della zanzara comune, è facilmente riconoscibile per il corpo nero attraversato da strisce bianche e per la caratteristica linea chiara che percorre il dorso.
Tra le sue peculiarità troviamo:
- È attiva prevalentemente durante il giorno.
- Punge soprattutto nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio.
- È estremamente adattabile agli ambienti urbani.
- Depone le uova anche in piccolissime raccolte d’acqua.
Questa capacità di sfruttare qualsiasi contenitore con acqua stagnante rende particolarmente difficile limitarne la proliferazione.
La ricerca che ha cambiato prospettiva
Una delle scoperte più interessanti nel campo dell’entomologia è arrivata dagli studiosi dell’Università di Haifa, in Israele, e della Rockefeller University negli Stati Uniti.
La ricerca, diretta da Alon Silberbush e dal professor Joel Cohen e pubblicata sulla rivista scientifica Ecology Letters, ha dimostrato che le femmine di zanzara tigre sono in grado di percepire la presenza dei loro predatori semplicemente attraverso alcune sostanze odorose rilasciate nell’ambiente.
Questo comportamento rappresenta un importante meccanismo evolutivo di difesa: scegliere un luogo sicuro per deporre le uova aumenta notevolmente la probabilità che le larve sopravvivano fino all’età adulta.
Il ruolo delle nottolette
Protagoniste dello studio sono state le cosiddette nottolette, insetti acquatici appartenenti all’ordine degli Emitteri, noti per essere predatori molto efficaci delle larve di zanzara.
Vivendo negli stessi piccoli specchi d’acqua utilizzati dalle zanzare per la deposizione delle uova, questi insetti rappresentano una seria minaccia per lo sviluppo delle nuove generazioni.
I ricercatori hanno osservato che, quando le femmine di zanzara percepiscono l’odore delle nottolette, evitano accuratamente di deporre le proprie uova in quell’acqua, preferendo cercare ambienti ritenuti più sicuri.
I feromoni che spaventano le zanzare
Lo studio ha permesso di identificare alcune sostanze chimiche responsabili di questo effetto deterrente.
In particolare sono stati individuati due idrocarburi:
- n-eneicosano;
- n-tricosano.
Questi composti vengono rilasciati naturalmente dai predatori acquatici e vengono percepiti dalle zanzare come un vero e proprio segnale di pericolo.
Dal punto di vista evolutivo si tratta di una strategia estremamente efficace: evitare un ambiente ricco di predatori aumenta notevolmente le probabilità di sopravvivenza delle larve.
Una possibile applicazione pratica
L’obiettivo degli studiosi era quello di trasferire questi composti in strumenti artificiali capaci di allontanare le zanzare senza ricorrere a pesticidi tradizionali.
Negli anni successivi questa linea di ricerca è stata approfondita insieme ad altri approcci innovativi, tra cui:
- trappole intelligenti per il monitoraggio delle popolazioni;
- repellenti biologici;
- controllo delle larve mediante batteri specifici;
- utilizzo di maschi sterili per ridurre la riproduzione.
Sebbene non esistano ancora prodotti commerciali diffusi basati esclusivamente su questi feromoni, la scoperta ha contribuito a sviluppare nuove strategie di controllo sempre più ecologiche.
I predatori naturali delle zanzare
Le nottolette non sono gli unici nemici delle zanzare. In natura esistono numerosi organismi che contribuiscono a mantenerne sotto controllo la popolazione.
Tra i principali troviamo:
- libellule;
- pipistrelli;
- rondini e balestrucci;
- ragni;
- anfibi;
- pesci che si nutrono di larve.
Favorire la biodiversità può quindi rappresentare una delle strategie più efficaci e sostenibili per limitare naturalmente la presenza delle zanzare.
Come prevenire la proliferazione delle zanzare tigre
Anche se la ricerca continua a fare passi avanti, la prevenzione rimane il metodo più efficace per ridurre la presenza delle zanzare.
Le autorità sanitarie raccomandano alcune semplici regole:
- eliminare tutti i ristagni d’acqua;
- svuotare regolarmente sottovasi e secchi;
- pulire le grondaie;
- coprire i contenitori destinati alla raccolta dell’acqua piovana;
- trattare i tombini con prodotti larvicidi autorizzati quando necessario.
Poiché la zanzara tigre è in grado di completare il proprio ciclo vitale anche in piccolissime quantità d’acqua, bastano pochi giorni di ristagno perché si sviluppino nuove larve.
Come proteggersi dalle punture
Per limitare il rischio di punture è utile adottare alcune precauzioni quotidiane:
- utilizzare repellenti cutanei seguendo le indicazioni riportate in etichetta;
- installare zanzariere alle finestre;
- indossare abiti chiari e leggeri nelle ore di maggiore attività delle zanzare;
- evitare profumi molto intensi che possono attirare alcuni insetti;
- utilizzare ventilatori negli ambienti esterni, poiché le zanzare volano con difficoltà in presenza di correnti d’aria.
Le nuove frontiere della ricerca
Negli ultimi anni la ricerca sulle zanzare ha conosciuto una forte accelerazione. Oltre allo studio dei feromoni dei predatori, vengono sperimentate tecnologie innovative come l’intelligenza artificiale per il monitoraggio delle popolazioni, sistemi di sorveglianza ambientale e programmi di controllo biologico sempre più mirati.
L’obiettivo è ridurre l’impiego di insetticidi chimici, limitando l’impatto sull’ambiente e sugli insetti utili, come api e farfalle.
La lotta alle zanzare del futuro sarà quindi sempre meno basata sull’eliminazione indiscriminata degli insetti e sempre più orientata alla gestione intelligente degli ecosistemi.
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La scoperta che le zanzare tigre evitano naturalmente gli ambienti in cui percepiscono l’odore dei propri predatori rappresenta un esempio di come la natura possa suggerire soluzioni innovative ai problemi dell’uomo.
Sebbene la ricerca sia ancora in evoluzione, questi studi hanno aperto la strada allo sviluppo di metodi di controllo più sostenibili e rispettosi dell’ambiente. Nel frattempo, eliminare i ristagni d’acqua, favorire la biodiversità e adottare semplici misure preventive rimangono le strategie più efficaci per limitare la presenza delle zanzare tigre e godersi l’estate con maggiore tranquillità.