Opportunità unica per vivere un mese in rifugio alpino partecipando a uno studio medico sugli effetti della quota moderata. Compenso e ospitalità garantiti.
Circa duecento milioni di persone abitano stabilmente sopra i duemila metri di quota. Eppure, per anni, la comunità scientifica ha concentrato l’attenzione sulle quote elevate — i quattromila, i cinquemila metri — trascurando questa vastissima popolazione che vive a quote intermedie. Un’area grigia della ricerca medica che Eurac Research, istituto privato di Bolzano, ha deciso di illuminare. E per riuscirci, cerca persone disposte a trascorrere quattro settimane in quota.
Sono aperte le selezioni per la seconda edizione di MAHE — Moderate Altitude Healthy Exposure — prevista per l’estate 2026 al Rifugio Nino Corsi, situato in Val Martello all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio. Altitudine: 2.265 metri.
Un rifugio trasformato in centro di ricerca
Il concetto alla radice del progetto è lineare: vivere stabilmente tra i 2.000 e i 2.500 metri provoca cambiamenti nell’organismo. Ricerche pregresse condotte in Alto Adige indicano che la permanenza prolungata a queste quote potrebbe ridurre ipertensione e problematiche metaboliche. Ipotesi interessanti, ma che necessitano di conferme attraverso dati raccolti in modo rigoroso.
Nell’estate 2025, un primo gruppo di partecipanti ha vissuto quattro settimane al Rifugio Nino Corsi tra agosto e settembre, nell’ambito della fase iniziale del progetto MAHE. L’Istituto per la Medicina d’Emergenza in Montagna di Eurac Research, insieme all’Università di Zurigo, ha installato nella struttura attrezzature di monitoraggio avanzate: ecografi cardiovascolari trasportabili, sensori per la misurazione continua del glucosio, apparecchi per il CO-rebreathing — una tecnica che, mediante l’inalazione controllata di piccole quantità di monossido di carbonio, consente di determinare la massa emoglobinica e il volume ematico complessivo. I dati raccolti hanno riguardato funzionalità cardiache e respiratorie, attività del sistema nervoso autonomo simpatico, processi metabolici, qualità del riposo notturno, sensazione di fame e capacità di resistenza fisica.
Parallelamente, i volontari svolgevano lavoro da remoto, studiavano per gli esami universitari, improvvisavano partite di bocce utilizzando sassi trovati nei dintorni.
Requisiti per partecipare
Per l’edizione 2026, il percorso inizia a Silandro (BZ), a 720 metri di altitudine, dove ogni partecipante effettuerà le misurazioni iniziali per stabilire i valori di riferimento. Successivamente, trasferimento al rifugio per un soggiorno di quattro settimane ininterrotte.
La ricerca si rivolge a persone di età compresa tra 18 e 40 anni, in condizioni di salute ottimali e con indice di massa corporea regolare. I criteri di esclusione sono dettagliati: non possono candidarsi fumatori, soggetti ipertesi, persone con carenze di ferro accertate, chi soffre di disturbi alimentari o patologie croniche che richiedano terapie farmacologiche (ad eccezione della contraccezione ormonale). Esclusi anche chi segue regimi alimentari vegani o presenta allergie e intolleranze — elementi che altererebbero i risultati metabolici — e chi pratica attività sportiva intensa più di due volte alla settimana.
Un dettaglio importante: nelle quattro settimane che precedono l’avvio dello studio, i candidati non devono aver soggiornato oltre i 1.500 metri, affinché l’esposizione all’altitudine parta da condizioni di base uniformi.
Eurac garantisce vitto e alloggio per tutta la durata della ricerca e corrisponde un compenso forfettario di 400 euro lordi. Chi fosse interessato può scrivere a Birna Vardardottir all’indirizzo mahe@eurac.edu.
Il progetto riceve finanziamenti dal programma Joint Project del Fondo nazionale svizzero e della Provincia autonoma di Bolzano, con approvazione del Comitato etico dell’Ospedale di Bolzano.
Fonte: Eurac