Viterbo svelata: nel borgo medievale dei Papi con terme gratis

Alla scoperta di Viterbo: il borgo medievale più vasto d'Europa tra palazzi papali, cattedrali e terme naturali gratuite nella Tuscia.

Ci sono luoghi in Italia in grado di catapultare chi viaggia in un’epoca completamente diversa, lontano dalle mete turistiche più battute. Nel corso della nostra ultima esplorazione della Tuscia siamo approdati a Viterbo, città che conserva gelosamente il nucleo storico medievale più esteso di tutto il continente europeo. Muovendosi tra le antiche mura costruite in tufo e peperino, si percepisce l’atmosfera di un borgo rimasto fermo nel tempo, che nel corso del Duecento divenne un vero e proprio tormento per Roma, tramutandosi in un porto sicuro per i papi in fuga dai tumulti della capitale.

@RebeccaManzi/GreenMe

Tra i vicoli di San Pellegrino e Pianoscarano

Il nostro percorso pedonale ha preso il via da Piazza San Carluccio, l’accesso naturale al pittoresco rione medievale di San Pellegrino. Addentrarsi qui equivale a smarrirsi in un intreccio di stradine di pietra grigia dove ogni edificio racconta vicende di casate nobiliari e quotidianità del XIII secolo. Abbiamo osservato le tipiche case a ponte, costruzioni sospese che uniscono i palazzi sovrastando i vicoli, e i celebri profferli viterbesi, le maestose scalinate esterne che portano ai portoni principali.

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Tra le mete assolutamente da non perdere c’è il Palazzo degli Alessandri, sopravvissuto quasi per miracolo alle vicende distruttive del passato, che custodisce un profferlo proprio nel suo interno. Attraversato il Ponte del Paradosso, ci siamo diretti verso Pianoscarano, un antico quartiere gemello di San Pellegrino, noto per la sua Fontana del Piano. Questo monumento fu teatro di un’aspra sommossa popolare quando un domestico di Papa Urbano V ebbe l’audacia di lavare un cane nelle acque destinate al consumo umano, scatenando l’ira degli abitanti e la conseguente vendetta pontificia.

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Il palazzo pontificio e la nascita curiosa del conclave

Arrivati in Piazza San Lorenzo, ci siamo ritrovati davanti all’imponente Palazzo dei Papi, costruito tra il 1255 e il 1266 per volere del Capitano del Popolo Raniero Gatti. La sua facciata è rinomata per la stupenda Loggia delle Benedizioni, un intreccio di sette archi gotici che domina la Valle di Faul.

Ma il vero gioiello storico si nasconde all’interno: la Sala del Conclave. È qui che, tra il 1268 e il 1271, ebbe luogo l’elezione papale più estenuante mai registrata, protrattasi per ben 1006 giorni. Esasperati dall’immobilismo dei cardinali, gli abitanti di Viterbo presero la decisione di rinchiuderli a chiave (cum clave, espressione da cui deriva il termine attuale), rimuovere il tetto della sala per esporli alle avversità climatiche e limitare il cibo a solo pane e acqua pur di spingerli a scegliere Gregorio X.

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La cattedrale di San Lorenzo e i tesori del colle sacro

A fianco del palazzo si erge la Cattedrale di San Lorenzo, un edificio che gioca con lo sguardo del visitatore: la facciata è nettamente rinascimentale (databile al 1570), mentre l’interno rivela una rigorosa e suggestiva architettura romanica a tre navate, arricchita da un pregevole pavimento cosmatesco. Alle spalle dell’abside principale, in parte isolato dopo i danni subiti durante i bombardamenti del secondo conflitto mondiale, abbiamo scoperto uno straordinario coro barocco decorato con affreschi.

All’interno della cattedrale riposa anche la salma di Papa Giovanni XXI, unico pontefice di origini portoghesi nella storia della Chiesa. Per arricchire ulteriormente la visita, il Museo del Colle del Duomo conserva reperti di epoca etrusca e opere pittoriche di grande valore, come la Madonna della Carbonara appartenente alla scuola bizantina e una Crocifissione la cui paternità è attribuita a Michelangelo.

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Il benessere degli antichi romani: la visita alle Piscine Carletti

Dopo l’immersione nell’arte, abbiamo scelto di concederci una pausa ristoratrice appena fuori le mura cittadine, tuffandoci nel vasto bacino idrotermale della Tuscia. La nostra preferenza è caduta sulle Piscine Carletti, una spettacolare zona termale interamente naturale e ad accesso libero. Ciò che rende speciale questo luogo è la sorgente termale che sgorga a una temperatura elevatissima, intorno ai 60°C.

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L’acqua, carica di sali minerali e oligoelementi preziosi, scorre senza sosta attraverso una successione di vasche collegate, raffreddandosi man mano fino a toccare i 30°C nelle pozze più lontane dalla sorgente. Questa struttura particolare ci ha regalato un autentico itinerario termale in stile romano, passando dal calore intenso tipico del calidarium fino al tepore gradevole del tepidarium. Grazie a un ricambio idrico costante, le Piscine Carletti conservano l’acqua limpida e calda anche durante i mesi invernali, regalando un’oasi di puro relax immersa nella natura del territorio viterbese.

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Viterbo lascia il segno: un viaggio fuori dal tempo

Salutare Viterbo significa portare con sé il profumo del peperino inumidito dalla pioggia, il vapore tiepido delle sorgenti termali che si perde nell’aria della Tuscia e l’eco di racconti medievali che sembrano appartenere al presente. Questa città non si limita a farsi ammirare da chi la visita, ma lo accoglie completamente, regalando un’esperienza autentica e ricca di sensazioni che fonde la grandezza della storia con la pace di una natura ancora selvaggia.

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