Riapertura di Villa Carlotta a Tremezzina: parco botanico premiato, capolavori d'arte ottocentesca e fioriture mozzafiato di azalee e rododendri dal 20 marzo.
Indice
Tre secoli di storia in una residenza nobiliare
A partire dal 20 marzo, Villa Carlotta riapre le porte al pubblico. La magnifica residenza situata a Tremezzina, che si affaccia sulle rive del Lago di Como, torna accessibile dopo i consueti interventi di manutenzione e cura effettuati durante l’inverno, offrendo ai visitatori il suo aspetto più affascinante nella stagione primaverile. L’edificio venne fatto erigere nel 1690 dal marchese Giorgio II Clerici come testimonianza della grandezza del suo casato. Durante il XIX secolo la proprietà cambiò diversi proprietari — dal collezionista milanese Gian Battista Sommariva, che ne fece un importante polo culturale europeo, alla principessa Marianna di Orange-Nassau, che nel 1847 la regalò alla figlia Carlotta, dalla quale deriva l’attuale denominazione. Attualmente la gestione è affidata all’Ente Morale Villa Carlotta.
Capolavori scultorei e pittorici nelle sale storiche
Gli ambienti interni custodiscono preziose testimonianze artistiche, incluse sculture realizzate da Antonio Canova e il famoso dipinto di Francesco Hayez raffigurante l’ultimo abbraccio tra Romeo e Giulietta, insieme agli appartamenti privati della principessa Carlotta, conservati con l’arredo originale dell’epoca. Tuttavia, l’attrazione principale rimane il parco botanico: un’area verde insignita della Foglia d’Oro e inclusa nel prestigioso circuito dei Grandi Giardini Italiani.
Fioriture spettacolari che hanno reso celebre la residenza
Durante la stagione primaverile, il parco si trasforma in un tripudio cromatico. La raccolta di azalee rappresenta l’elemento più rinomato, quello che ha contribuito alla fama internazionale di Villa Carlotta: ogni anno queste piante offrono una fioritura straordinaria che tinge i sentieri del giardino di tonalità rosse, rosa e arancioni. Accanto a esse sbocciano i rododendri arborei, probabilmente piantati nei primi anni del Novecento su iniziativa del Duca George di Sassonia Meiningen, appassionato studioso di botanica e ultimo possessore privato della dimora. Con i loro fusti contorti dalla scorza rossastra e i fiori raggruppati in ampie infiorescenze, compongono uno degli scenari più suggestivi dell’intero complesso. Non mancano le camelie — eredità di una tendenza che conquistò l’Europa nella prima metà dell’Ottocento — e le ortensie, che colorano il giardino fino ai mesi autunnali.
Dalla geometria settecentesca alla suggestiva Valle delle Felci
Il parco si articola in settori dal carattere distintivo. Il giardino all’italiana, di origine settecentesca, esprime la filosofia illuminista in cui la razionalità governa gli elementi naturali: siepi modellate con rigore geometrico, vasche d’acqua, giochi idrici, aiuole di bosso e terrazze ornate da balaustre collegate mediante scalinate in pietra si dispongono lungo un asse centrale che parte dall’ingresso principale e raggiunge l’orologio sulla sommità dell’edificio. Ben diverso è il linguaggio del giardino romantico, concepito per suscitare meraviglia ed emozione: qui platani imponenti, sequoie, cedri e faggi secolari — molti dei quali introdotti proprio dal Duca George — compongono ambientazioni quasi scenografiche. La Valle delle Felci, ricavata da una depressione naturale anticamente denominata “valle dei rovi”, arricchisce l’esperienza con il mormorio di un corso d’acqua che scorre sul fondo e un’atmosfera incantata.
Pergolati di agrumi e collezioni botaniche particolari
Tra le attrazioni più fotografate figurano i pergolati di agrumi, collocati sulle terrazze di fronte alla residenza: già all’epoca dei Clerici la raccolta era così ricca da essere chiamata “Selva cedrina”. Nelle vicinanze, un giardino roccioso accoglie piante grasse — euforbìe, cactus, agavi e aloe — sistemate in nicchie scavate nella roccia, mentre sul versante orientale dell’edificio una piccola aiuola ospita specie tropicali come bromelie, palme Kentie, ficus e orchidee, insieme a piante utilitarie quali cannella, chiodo di garofano e patchouli. Sul limite occidentale del parco si trova infine la collezione delle erbe aromatiche, disposte su filari paralleli lungo un pendio vicino a una finta rovina romantica.
Informazioni pratiche per la stagione 2026
L’accesso è consentito quotidianamente dalle 10 alle 19 fino all’8 novembre 2026, con un biglietto dal costo di 17,50 euro a persona, che include sia il museo che il giardino. Nel corso della stagione sono previste iniziative come colazioni nel parco, percorsi musicali tra le residenze del lago e visite accompagnate dai giardinieri. Si raccomandano calzature comode per affrontare i numerosi percorsi in pendenza. Il parco è quasi totalmente accessibile a persone con disabilità, gli animali domestici sono ammessi al guinzaglio e sono disponibili caffetteria, negozio di libri e zona picnic.