Narni, borgo umbro dall'antico nome Narnia, ispirò C.S. Lewis: scopri cattedrali, sotterranei e ponti romani in un viaggio tra storia e fantasia.
Boschi rigogliosi sulle colline, curve sinuose tra oliveti secolari, il Nera che scorre placido nella vallata. Narni, gioiello umbro in provincia di Terni, si presenta così: compatta, arroccata, intrisa di storia medievale. Partendo dalla stazione di Narni Scalo e risalendo verso l’abitato antico, ogni tornante regala la percezione di attraversare una soglia temporale.

@RebeccaManzi/GreenMe
E questa sensazione ha radici profonde. L’antico nome della località era Narnia, un termine che risuona familiare agli amanti della letteratura fantastica. Fu proprio questa denominazione latina a ispirare C. S. Lewis nella creazione dell’universo immaginario de Le Cronache di Narnia. Un atlante latino consultato in gioventù divenne la scintilla per un mondo letterario straordinario: Narni racchiude tutta la magia che lo scrittore ha saputo trasferire nelle sue pagine.
Indice
Il duomo e l’anima antica del borgo
La nostra esplorazione prende avvio da Piazza Garibaldi, di fronte all’abside della Cattedrale di San Giovenale, edificata nel 1145. Di impronta romanica, arricchita nel XV secolo da un raffinato portico, conserva una cripta imponente con le spoglie del santo protettore. Gli spazi interni alternano decorazioni barocche, cappelle affrescate e testimonianze medievali. Merita particolare attenzione il Sacello di San Giovenale e Cassio, una struttura basilicale interna con mosaici antichi e un’atmosfera di profonda spiritualità.

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Proseguendo si raggiunge la Torre campanaria, attraverso gradinate che paiono intagliate nella pietra viva. L’intero abitato riflette questa caratteristica: arcate sovrapposte, passaggi angusti, vedute inaspettate sulla distesa verde. In Piazza dei Priori si concentra il fulcro amministrativo storico: Palazzo dei Priori, Palazzo del Podestà, la Loggia di probabile progettazione del Gattapone. Qui pulsava la vita istituzionale medievale, edificata sopra le vestigia dell’antico foro di epoca romana.

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Il mondo sotterraneo: misteri sotto la superficie
La sorpresa più straordinaria si cela nel sottosuolo. Narni Sotterranea rappresenta un labirinto ipogeo emerso casualmente nel 1979 grazie a un gruppo di speleologi. L’accesso è consentito esclusivamente con accompagnamento e permette di esplorare spazi che testimoniano secoli di stratificazioni: una chiesa duecentesca con affreschi, cisterne di età romana, passaggi celati.
Lo spazio più impressionante è la Stanza dei Tormenti, connessa al tribunale inquisitoriale. Sulle pareti di una cella angusta rimangono incisioni e simboli tracciati da un detenuto settecentesco. È un’immersione nella storia sommersa, lontana dalle immagini patinate, dove il borgo rivela il suo aspetto più enigmatico.
Architetture romane e bastioni pontifici
La cittadina non si esaurisce nell’epoca medievale. Appena fuori dal nucleo urbano si erge quanto rimane del Ponte di Augusto, realizzato nel 27 a.C. sulla Via Flaminia: un’arcata imponente circondata dal verde. Sulla vetta dell’abitato si staglia la Rocca Albornoziana, fortilizio trecentesco voluto per rafforzare l’autorità papale. Dalle sue mura lo sguardo spazia su colline infinite.
Nei paraggi, le acque cristalline delle Mole di Narni evocano scenari da pellicola cinematografica. Non sorprende che molti le colleghino alle atmosfere incantate rese celebri anche dalla trasposizione filmica Le Cronache di Narnia – Il leone, la strega e l’armadio.
Dal nome latino alla fantasia letteraria
Come accennato, l’autore della celebre saga fantasy non mise mai piede a Narni, ma ne scoprì l’esistenza studiando testi latini. “Narnia” lo affascinò per la sonorità evocativa, per quella risonanza ancestrale che unisce elementi naturali e mitologici. Da questa suggestione nacque un regno dove forze contrapposte si scontrano, dove la natura assume vita propria. Scoprire che quel nome appartiene a un centro umbro arricchisce la dimensione fantastica.
Camminare per queste vie significa muoversi su una linea di confine: concretezza e sogno si toccano. Tra edifici romanici e fortificazioni papali, tra vestigia romane e ambienti inquisitoriali sotterranei, Narni dimostra che lo stupore non necessita di artifici. Perché talvolta l’armadio si spalanca davvero. E porta dritto in Umbria.

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