Valtellina segreta: quattro borghi alpini da esplorare

Alla scoperta di Morbegno, Chiuro, Tirano e Ponte in Valtellina: storia, arte e paesaggi tra vigneti e cime alpine.

Esiste un’Italia fatta di verticalità, intagliata nella pietra e ornata da filari di vigne che sembrano sfidare le leggi della fisica, dove la montagna diventa uno stile di vita piuttosto che un semplice paesaggio. Esplorare la Valtellina vuol dire immergersi in una rete di antichi borghi ricchi di dimore rinascimentali, straordinarie opere di ingegneria idraulica e sapori genuini frutto della sapienza contadina. Per cogliere l’essenza più autentica della provincia di Sondrio, abbiamo tracciato un percorso in quattro tappe alla scoperta di splendidi paesi che spaziano dal fondovalle fino alle cime alpine.

Morbegno: raffinatezza barocca nella bassa valle

Il nostro cammino parte da Morbegno, città posizionata con astuzia tra il Lario e le Orobie. Entrando nel centro storico attraverso vicolo Colombo, ci si imbatte in un ampio portale ad arco su cui campeggia la scritta “Deposito Birra Spluga”. Questo spazio, un tempo destinato allo stoccaggio dei fusti, ricorda lo storico birrificio nato in Valchiavenna nel 1820. Durante il dominio austriaco, i mastri birrai utilizzarono i crotti naturali per far maturare il malto, dando origine alla prima fabbrica italiana di birra a bassa fermentazione.

@RebeccaManzi/GreenMe

Proseguendo si arriva a Piazza San Pietro, uno spazio intimo e quasi celato che ospita il Municipio del paese. Gli uffici comunali trovano posto nella quattrocentesca dimora appartenuta alla famiglia Castelli di Sannazzaro, rimaneggiata nel Settecento con una facciata dalle tonalità pastello, decorazioni geometriche a bassorilievo e un elegante balconcino in ferro battuto.

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Il monumento più significativo del borgo resta comunque la Collegiata di San Giovanni Battista, la chiesa più vasta del paese e il principale esempio di architettura barocca in tutta la Valtellina. Edificata a partire dal 1680, presenta una maestosa facciata curva e concava, adornata da nove statue, colonne in pietra grigia e una balaustra superiore con orologio. All’interno si scopre una vera pinacoteca settecentesca lombarda, arricchita da trentasei dipinti ovali, un abside affrescato e la tela La Madonna col Bambino e San Filippo (1740) realizzata da Giambattista Pittoni. La chiesa conserva le reliquie del beato Andrea Grego da Peschiera, i resti di Santa Costanza e un reliquiario contenente la Sacra Spina.

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Chiuro: patria dei vini rossi pregiati e degli antichi condottieri

Proseguendo verso la Media Valtellina, sul versante retico, abbiamo raggiunto Chiuro, un paese dove la storia si fonde con la tradizione vitivinicola eroica. Le sue origini risalgono a epoche remotissime, come dimostrano le stele dell’Eneolitico rinvenute nella frazione di Castionetto. Il nucleo storico rappresenta un museo all’aperto: la Chiesa dei Santi Giacomo e Andrea incanta con gli stucchi realizzati da Agostino Silva, mentre il vicino Portico dei Disciplini conserva gli affreschi di Cipriano Valorsa.

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Chiuro rappresenta inoltre un notevole esempio di ingegneria tradizionale grazie alle Us’cére, un sistema di chiuse mobili studiato per deviare le acque piovane. Attualmente il borgo costituisce il cuore pulsante della produzione enologica valtellinese, festeggiata a settembre durante la manifestazione del Grappolo d’Oro, e offre un punto d’accesso privilegiato alla Via dei Terrazzamenti, il percorso ciclopedonale che si snoda tra i vigneti storici della valle.

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Tirano: nodo di confine e stazione del trenino rosso

Continuando verso oriente si giunge a Tirano, animata cittadina di frontiera situata a 441 metri sul livello del mare, punto d’incontro fra Italia e Svizzera. Qui il viaggio si colora di rosso: Tirano è infatti il punto di partenza del rinomato Trenino Rosso del Bernina, la linea ferroviaria panoramica riconosciuta dall’UNESCO che attraversa le Alpi fino a raggiungere St. Moritz. La stazione stessa costituisce un unicum architettonico, distinguendosi per il doppio scartamento e un raffinato edificio in stile Liberty.

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Tirano merita comunque una visita approfondita che va ben oltre l’attrazione ferroviaria. Nel centro cittadino sorge il Santuario della Madonna di Tirano, l’edificio sacro più rilevante di tutta la provincia, costruito in seguito all’apparizione mariana avvenuta nel 1504 al beato Mario Omodei. La piazza antistante la basilica accoglie il Museo Etnografico Tiranese, mentre poco più in alto rispetto al paese si nota l’antico xenodochio medievale di Santa Perpetua. Il centro storico è delimitato dai resti delle mura sforzesche con le tre porte d’accesso originali (Bormina, Milanese e Poschiavina) e si estende tra eleganti dimore-museo come Palazzo Salis e Palazzo d’Oro Lambertenghi.

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Ponte in Valtellina: cultura tra meleti e osservatori astronomici

Il nostro percorso si chiude a Ponte in Valtellina, arroccato lungo i pendii retici e circondato da distese di meleti. Citato già nel 918 con il nome di “Vico Ponte”, il borgo vanta un ricco passato scientifico e culturale: qui nacque l’astronomo Giuseppe Piazzi, celebre per la scoperta del pianeta nano Cerere, a cui è oggi intitolato il moderno Osservatorio Astronomico locale. Il centro storico è un gioiello fatto di pietra, cortili rustici e portali intagliati, che ogni primavera si anima grazie alla rassegna Ponte in Fiore.

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La Chiesa di San Maurizio sovrasta il paese e custodisce affreschi risalenti al XV secolo insieme a un’ancona firmata da Giacomo Del Maino, mentre la seicentesca Chiesa di Sant’Ignazio mostra le decorazioni barocche di Cesare Ligari. Poco fuori dal centro abitato, il Santuario della Madonna di Campagna custodisce un raro organo rinascimentale ancora perfettamente funzionante. Le tradizioni contadine trovano invece spazio nel Museo Etnografico della Civiltà Contadina, allestito all’interno delle vecchie prigioni. Prima di abbandonare il borgo, vale la pena passeggiare lungo la suggestiva via Sant’Ignazio per ammirare il Murunè, un gelso plurisecolare protetto come monumento naturale, testimonianza vivente del rapporto profondo tra gli abitanti e il proprio territorio.

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