Voli, hotel e traghetti: ecco quanto sono aumentati i prezzi delle vacanze estive dal 2016 a oggi secondo l'analisi C.r.c.-Istat.
Nel 2016 gli italiani trascorrevano in media undici giornate di riposo estivo, per lo più concentrate nel mese di agosto. Oggi la situazione è profondamente cambiata: la sosta tipica dura appena tre o quattro notti, spalmate tra i mesi di giugno, luglio e settembre. A svelare le ragioni di questa trasformazione è uno studio condotto dal Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.), che ha confrontato i prezzi del settore turistico registrati un decennio fa con quelli attuali, basandosi sulle rilevazioni ufficiali dell’Istat.
Indice
Trasporti aerei: la corsa al rialzo più marcata
È il comparto dei trasporti a detenere il primato dei rincari, e in particolare il trasporto aereo. I collegamenti nazionali hanno visto un’impennata del 193,3%, il che equivale praticamente a un costo triplicato rispetto a dieci anni fa. Segue a ruota la tratta europea, con un incremento del 187,1%, mentre quella intercontinentale mostra una crescita più contenuta, pari al 67,7%: secondo il C.r.c., questo rallentamento sarebbe legato a una domanda indebolita a causa delle tensioni in Iran. Anche viaggiare via mare è diventato più oneroso: i traghetti registrano un aumento del 92,1%, quasi un raddoppio delle tariffe. Chi preferisce muoversi in automobile risparmia qualcosa, ma non di molto: il gasolio costa il 61% in più, la benzina il 28,5%, il noleggio auto è salito del 27,9% e i biglietti ferroviari del 27,6%. I pedaggi autostradali rappresentano invece l’aumento più contenuto tra tutte le voci di trasporto, fermandosi a un +10,3% che appare quasi trascurabile se paragonato al resto.
Alloggi e pacchetti turistici: il peso dell’ospitalità
Anche il settore alberghiero non è stato risparmiato: pernottare in hotel costa oggi il 68,8% in più rispetto a dieci anni fa, mentre i pacchetti all-inclusive registrano un +46,4%. Per chi cerca soluzioni più economiche, villaggi turistici e campeggi restano un’opzione valida, con un incremento contenuto al 22,1%: la formula che meglio ha resistito all’inflazione del comparto vacanze.
Prodotti alimentari: pomodori, frutta e gelati più cari
Neppure la spesa alimentare è rimasta immune dai rincari. I pomodori mostrano un balzo del 74%, l’insalata del 41,2%, la frutta fresca del 39,8%. Il gelato, immancabile compagno delle serate estive, costa il 36,2% in più, mentre una cena a base di pesce pesa oggi un terzo in più sul bilancio familiare (+33,7% per i prodotti ittici). Rincari significativi anche per l’acqua minerale (+33%) e le bibite analcoliche (+30,5%).
Le uniche note positive: birra e condizionatori
Due eccezioni spiccano in questo panorama di aumenti generalizzati, utili a chi cerca refrigerio dal caldo senza svenarsi: la birra è salita solo del 16,4% rispetto al 2016, mentre i condizionatori d’aria – prodotto che negli ultimi anni si sarebbe potuto immaginare tra i più richiesti – registrano l’incremento più contenuto dell’intera lista, appena il 15%.
Nuove abitudini di viaggio degli italiani
Il presidente del comitato scientifico del C.r.c., Furio Truzzi, commenta così i dati raccolti:
I pesanti rincari che si sono abbattuti negli ultimi anni sul comparto dei viaggi e del turismo hanno modificato profondamente le abitudini degli italiani, che adottano strategie di sopravvivenza per concedersi una villeggiatura senza svuotare i portafogli. Se nel 2016 la vacanza estiva aveva una durata media di 11 giorni ed era concentrata nel mese di agosto, oggi le famiglie fanno viaggi più corti, di 3 o 4 notti fuori casa, ma più frequenti e spalmati nei mesi di giugno, luglio e settembre, quando le tariffe sono più basse. Si prediligono poi sempre più mete vicine e facilmente raggiungibili, in modo da contenere i costi di trasporto: la percentuale di chi sceglie destinazioni estere per le proprie vacanze estive si è più che dimezzata, passando dal 25,5% del 2016 al 12% dello scorso anno.
Siamo di fronte a un vero e proprio ripensamento del concetto stesso di vacanza: al posto delle classiche tre settimane d’agosto, si preferiscono ora brevi fughe distribuite lungo tre mesi, magari verso una destinazione vicina raggiungibile in automobile piuttosto che con un volo intercontinentale. Una riorganizzazione dettata soprattutto dalle esigenze economiche, più che da un cambiamento nei gusti personali.
Il quadro completo degli aumenti
Ecco la classifica dettagliata dei rincari registrati nel decennio 2016-2026:
| Voce di spesa | Variazione |
| Voli nazionali | +193,3% |
| Voli europei | +187,1% |
| Traghetti | +92,1% |
| Pomodori | +74% |
| Alberghi e motel | +68,8% |
| Voli intercontinentali | +67,7% |
| Gasolio | +61% |
| Pacchetti vacanza | +46,4% |
| Insalata | +41,2% |
| Frutta fresca | +39,8% |
| Gelati | +36,2% |
| Pesci e prodotti ittici | +33,7% |
| Acque minerali | +33% |
| Bibite analcoliche | +30,5% |
| Benzina | +28,5% |
| Auto a noleggio | +27,9% |
| Treni | +27,6% |
| Villaggi vacanze, campeggi | +22,1% |
| Birra | +16,4% |
| Condizionatori d’aria | +15% |
| Pedaggi | +10,3% |
Fonte: elaborazioni C.r.c. su dati Istat.