Trentino, il maniero tra i meleti da scoprire con gli indizi del conte

Castel Valer, antico maniero in Val di Non: a Natale si esplora seguendo gli indizi di una lettera ispirata all'ultimo conte Spaur.

Tra i frutteti che avvolgono il paese di Tassullo, in Val di Non, si erge una fortezza che per secoli ha ospitato un’unica casata nobiliare e che ancora oggi custodisce arredi, quadri, stanze e oggetti appartenuti ai suoi antichi residenti. Si tratta di Castel Valer, situato nel comune di Ville d’Anaunia, in Trentino, facilmente identificabile grazie alla sua maestosa torre a base ottagonale che svetta sul territorio circostante con i suoi circa 40 metri.

Il complesso, rimasto abitazione privata fino a pochi anni fa, è ora di proprietà della Provincia autonoma di Trento e può essere scoperto tramite tour guidati. Nel periodo delle festività natalizie, i nuclei familiari hanno inoltre l’opportunità di esplorarlo seguendo le tracce lasciate in una missiva immaginaria, scritta dall’ultimo conte al proprio nipote: un modo originale per conoscere le vicende del castello attraverso le storie di chi vi ha vissuto.

Una fortezza medievale immersa nei frutteti della Val di Non

Il cammino verso Castel Valer parte da Tassullo, da dove una camminata di circa un quarto d’ora porta fino alla collina su cui si erge il complesso. Il tragitto attraversa uno dei panorami rurali più tipici della Val di Non, con i meleti che circondano la fortezza e mutano colore a seconda del periodo dell’anno.

La collocazione del maniero aveva in origine uno scopo difensivo, permettendo di sorvegliare l’antica via che univa Cles, Tassullo, Nanno e Flavon. Il primo documento che ne attesta l’esistenza risale al 1191, anche se le radici del complesso potrebbero essere ancora più remote.

L’elemento che lo rende subito distinguibile è la torre ottagonale in pietra granitica, alta circa 40 metri e ritenuta la più elevata dell’intero Trentino. La sua forma particolare, piuttosto rara nell’edilizia militare delle zone alpine, rappresenta uno degli aspetti più affascinanti della struttura, cresciuta progressivamente attorno a questo elemento centrale.

Con il passare dei secoli presero forma due corpi principali: il Castel di sotto, più risalente e connesso alle funzioni militari originarie, e il Castel di sopra, risalente al Rinascimento, quando la fortificazione iniziò a trasformarsi in una dimora signorile.

La casata Spaur e il conte residente nel maniero fino al 2021

Buona parte delle vicende di Castel Valer si intreccia con la storia della famiglia Spaur, che ne detenne la proprietà per circa seicento anni, ampliando le costruzioni e modificandole in base alle necessità delle varie generazioni.

L’ultimo esponente della casata a vivere nel castello fu il conte Ulrico Spaur, venuto a mancare nel febbraio 2021. Fino a quel momento, Castel Valer aveva mantenuto un’atmosfera domestica, come dimostrano gli interni, dove sono tuttora visibili mobili d’epoca, ritratti, stufe storiche e oggetti personali della famiglia.

Attraversando le sale si possono ammirare gli studioli, la cucina in stile gotico, le stanze Madruzziane e l’ampio salone Ulrico: spazi che raccontano le abitudini quotidiane di una residenza aristocratica e il modo in cui si sono evolute nel corso del tempo.

Per un lungo periodo il maniero è rimasto inaccessibile ai visitatori, mentre le prime visite regolari risalgono al 2017, grazie a un’intesa tra la famiglia e l’Azienda per il Turismo Val di Non che ha reso possibile organizzare percorsi guidati.

Nel giugno 2023 la Provincia autonoma di Trento ha rilevato Castel Valer dagli eredi della famiglia Spaur, mediante un’operazione immobiliare dal valore complessivo di 15,6 milioni di euro, comprensiva di uno scambio di proprietà e di un conguaglio in denaro. Questa acquisizione ha permesso di destinare in modo permanente il complesso alla promozione del patrimonio culturale locale.

Dagli affreschi quattrocenteschi alla cucina gotica: gli ambienti da non perdere

Uno degli elementi più sorprendenti di Castel Valer è lo stato di conservazione dei suoi ambienti, capaci di raccontare epoche diverse senza mai perdere il legame con la storia di chi vi ha abitato.

Il tour guidato include i cortili interni, i giardini e alcune delle stanze più suggestive, tra cui la cappella di San Valerio, da cui deriva il nome del castello. Al suo interno è conservato un ciclo di affreschi risalenti al Quattrocento, opera dei fratelli Giovanni e Battista Baschenis, pittori appartenenti a una stirpe di artisti originari del Bergamasco.

Le opere raffigurano San Valerio insieme ad altri santi, come Sebastiano e Fabiano, testimoniando l’importanza che la fede religiosa rivestiva nella vita delle famiglie aristocratiche di quel periodo.

Degna di nota è anche la cucina gotica, uno degli spazi che consentono di immaginare la gestione quotidiana della residenza. Le sale signorili, dal canto loro, conservano mobili, dipinti e ornamenti che testimoniano il gusto delle varie generazioni, mentre il salone Ulrico e la Sala degli Stemmi erano riservati alla rappresentanza e ai momenti conviviali.

Anche l’architettura dell’insieme nasconde qualche curiosità. Le mura e gli edifici si sono sviluppati seguendo il profilo della torre ottagonale, creando un intreccio di cortili, passaggi e loggiati dove coesistono elementi medievali, gotici e rinascimentali.

Durante le feste natalizie il castello si scopre grazie alla lettera dell’ultimo conte

Per la stagione invernale 2026-2027, Castel Valer offre un’esperienza speciale pensata per le famiglie, che potranno conoscere il maniero seguendo una lettera immaginaria scritta dal conte Ulrico Spaur al nipote.

Il percorso è concepito come una piccola caccia al tesoro: muniti di un libretto, grandi e piccini attraversano gli ambienti seguendo gli indizi disseminati nel racconto, mentre le guide raccontano la storia del maniero e le vicende di chi vi ha abitato.

La lettera diventa quindi il filo conduttore dell’intera visita, durante la quale i partecipanti possono esplorare gli ambienti storici attraverso piccoli dettagli, curiosità e riferimenti alla vita quotidiana della famiglia Spaur.

A dicembre è previsto anche l’evento Babbo Natale a Castel Valer, in calendario nelle domeniche del 6, 13, 20 e 27 dicembre 2026, con turni alle 10 e alle 15.30.

I più piccoli avranno l’occasione di incontrare Babbo Natale davanti al grande camino del salone Ulrico, mentre il percorso si concluderà nella Sala degli Stemmi, dove verranno offerti biscotti e succo di mela caldo, una delle specialità più tipiche della valle.

Informazioni pratiche: orari e modalità di prenotazione

Castel Valer sorge a Tassullo, nel comune di Ville d’Anaunia, in provincia di Trento, ed è accessibile unicamente tramite visite guidate su prenotazione, secondo un calendario che cambia nel corso dell’anno.

Per le festività natalizie 2026-2027, le aperture sono previste dal 5 all’8 dicembre, dal 12 al 31 dicembre (con chiusura il giorno di Natale) e dal 2 al 6 gennaio. Gli orari solitamente proposti sono le 10 e le 15, con alcune eccezioni nei giorni festivi e in occasione degli eventi speciali. Domenica 3 gennaio, alle 10, è in programma una visita pensata appositamente per bambini, ragazzi e famiglie.

Chi si sposta in auto può lasciare il veicolo in Piazza Carlo Antonio Pilati, nel cuore di Tassullo, per poi proseguire a piedi lungo il tragitto panoramico che conduce al castello, percorribile in circa quindici minuti. Le persone con esigenze specifiche di mobilità possono contattare in anticipo l’Azienda per il Turismo Val di Non per verificare la possibilità di avvicinarsi all’ingresso in automobile.

Per prenotare una visita o avere informazioni sulle disponibilità aggiornate, è possibile contattare l’Azienda per il Turismo Val di Non al numero 0463 830133 oppure scrivere a info@visitvaldinon.it.

Il maniero può essere visitato anche negli altri periodi dell’anno, quando i meleti che lo circondano si colorano di fiori o si riempiono di frutti. La passeggiata da Tassullo, la torre ottagonale e gli ambienti perfettamente conservati permettono di scoprire un pezzo di storia del Trentino attraverso una dimora che, dopo essere appartenuta per secoli alla stessa famiglia, è oggi diventata patrimonio di tutti.

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