Imposta di soggiorno 2026: rincari fino a 10€ a notte nelle principali città. Nuove tariffe, tributo olimpico e utilizzo delle risorse raccolte.
A partire dal 2026, i visitatori delle principali destinazioni italiane dovranno affrontare costi più elevati per l’imposta di soggiorno. Questo tributo, che grava su ciascuna notte di permanenza presso strutture alberghiere o appartamenti turistici, rappresenta una fonte di entrata fondamentale per le amministrazioni locali. Le risorse raccolte vengono destinate al potenziamento delle infrastrutture dedicate ai visitatori, alla gestione dei servizi collettivi e alla tutela del patrimonio culturale del territorio. Il nuovo anno introduce modifiche significative sia negli importi richiesti che nell’allocazione delle entrate.
Indice
I rincari in arrivo
La manovra finanziaria 2026 autorizza i comuni capoluogo ad incrementare l’imposta fino a 2 euro per ogni pernottamento. Milano ha anticipato questi adeguamenti già a novembre dello scorso anno: le strutture a 5 stelle applicano ora 10 euro a notte (rispetto ai precedenti 7 euro), quelle a 4 stelle hanno raggiunto lo stesso importo, mentre gli hotel a 3 stelle sono passati da 6,3 a 7,4 euro. Per le locazioni turistiche brevi tipo Airbnb, la tariffa è salita da 6,3 a 9,5 euro per notte.
Questo incremento nasce dall’esigenza di rafforzare i bilanci municipali e coprire le spese per i servizi rivolti ai visitatori. In determinate località, contribuirà anche al finanziamento di manifestazioni straordinarie come le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.
Il contributo olimpico temporaneo
I Giochi olimpici invernali 2026 portano con sé un’innovazione rilevante, che permette ai comuni lombardi e veneti ubicati entro 30 chilometri dalle location olimpiche di applicare un’imposta supplementare fino a 5 euro per pernottamento. Questo tributo straordinario serve a finanziare i lavori preparatori per la manifestazione sportiva e a modernizzare le infrastrutture delle aree interessate. Lo scopo è garantire un’accoglienza adeguata ai visitatori durante la competizione e lasciare alle città strutture turistiche rinnovate.
La destinazione delle entrate
La manovra finanziaria definisce criteri precisi per l’utilizzo delle risorse. Almeno il 70% delle somme incassate rimane alle amministrazioni comunali, che devono impiegarlo per servizi turistici, opere pubbliche o iniziative connesse al settore turistico. Il rimanente 30% viene trasferito allo Stato per programmi sociali: supporto al Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità e assistenza ai minori nelle comunità di accoglienza.
Stime di gettito
L’Osservatorio nazionale sull’imposta di soggiorno prevede che nel 2025 i comuni italiani abbiano incassato circa 1 miliardo e 186 milioni di euro, registrando un incremento del 15,8% rispetto all’anno precedente. Per il 2026, tenendo conto degli aumenti e dei nuovi tributi olimpici, le entrate potrebbero toccare 1 miliardo e 300 milioni di euro. Il 2026 rappresenterà dunque una svolta significativa per l’imposta di soggiorno, con ripercussioni dirette sui visitatori e sui conti delle amministrazioni locali.
Fonte: Senato.it