Nord della Spagna in autunno: faggete dorate, funghi, camosci e isole selvagge. Scopri 4 mete uniche della Riserva Ecoturistica Spagna Verde.
Associare la Spagna a foreste di faggi tinte di rosso e oro, montagne abitate da camosci e grandi uccelli rapaci, isole selvagge sferzate dall’Atlantico non è immediato. Eppure nella parte settentrionale del Paese, tra Paesi Baschi, Cantabria, Asturie e Galizia, la stagione autunnale regala alcuni tra gli scenari naturali più affascinanti dell’intera penisola iberica.
È proprio in questi territori che prende forma la Riserva Ecoturistica della Spagna Verde, un network che mette in rete 25 zone protette e offre 118 attività pensate per far conoscere questi luoghi grazie a guide esperte, piccole realtà imprenditoriali e operatori del territorio. L’iniziativa, sostenuta dai fondi europei Next Generation EU e gestita dal Principato delle Asturie, mira inoltre a estendere la stagione turistica oltre i mesi estivi, puntando su periodi come l’autunno e la primavera.
Nel Parco Naturale di Gorbeia, ad esempio, è possibile andare a caccia di funghi insieme a un esperto micologo per poi analizzarli al microscopio dentro un laboratorio itinerante alimentato con energia solare. Ogni esemplare raccolto viene catalogato in un micoerbario consultabile dai ricercatori, riportando il nome di chi lo ha individuato. Un particolare apparentemente minore che racconta bene la filosofia del progetto: non limitarsi a visitare un territorio, ma impararne davvero la conoscenza.
Ecco quattro mete, una per ciascuna regione, da valutare per una vacanza autunnale, con le attività consigliate e tutte le informazioni pratiche per organizzarle.
Indice
Paesi baschi, Gorbeia: faggete, cascate e funghi

Parco Naturale di Gorbeia
Il Parco Naturale di Gorbeia si estende tra i territori di Araba e Bizkaia, risultando il più vasto area naturale protetta dei Paesi Baschi. Oltre il 70% della sua superficie è ricoperto da boschi, con estese faggete particolarmente ben preservate sul versante di Álava. Quelle di Sarria, Zárate, Izartza e Albertia meritano una visita prioritaria quando le foglie iniziano a cambiare colore.

Cascata di Gujuli
Fra le altre attrazioni del parco figurano la cascata di Gujuli, con un salto superiore ai cento metri, le formazioni rocciose carsiche di Itxina e l’imponente croce in metallo sulla cima, alta quasi 17 metri, eretta a fine Ottocento come emblema dell’alpinismo basco.
L’autunno rappresenta anche il momento ideale per la raccolta dei funghi, che germogliano nelle faggete umide, e per ascoltare il bramito dei cervi nelle aree più isolate del massiccio. Per chi desidera esplorare il parco andando oltre la semplice escursione, sono disponibili numerose proposte organizzate, dalle uscite micologiche al birdwatching.
Tra le più originali figura quella offerta da Micología para Todos: un’uscita accompagnata della durata di tre o quattro ore, durante la quale si impara a distinguere le specie commestibili, come il porcino, da quelle tossiche, come l’Amanita phalloides. L’esperienza è adatta anche ai nuclei familiari, si svolge con gruppi da 8 a 20 partecipanti, mentre date e calendari vanno definiti direttamente con l’organizzatore.
Chi preferisce vivere l’esperienza con calma maggiore può optare per il soggiorno dedicato ai funghi, realizzato in collaborazione con l’hotel La Casa del Patrón a Murgia. Il pacchetto si estende per almeno due giornate e include due uscite mattutine nei boschi oltre a due laboratori pomeridiani per studiare i funghi raccolti. Sono inclusi anche pasti con prodotti stagionali. La proposta è attiva sia in autunno che in primavera, per gruppi da 6 a 20 persone, con tariffe e dettagli da verificare al momento della prenotazione.
Gli appassionati di osservazione ornitologica possono invece rivolgersi a Equinoccio Natura, che conduce piccoli gruppi alla scoperta di picchi neri, ciuffolotti e grifoni tra faggete, querceti e la cascata di Gujuli. Anche in questo caso conviene mettersi direttamente in contatto con l’operatore per definire il percorso e verificare la disponibilità delle uscite.
Cantabria, Liébana: in funivia verso il Mirador del Cable

Parco Nazionale dei Picos de Europa
La ZEC Liébana, situata nella zona sud-occidentale della Cantabria, rientra parzialmente nel Parco Nazionale dei Picos de Europa. Vanta un microclima particolare, più temperato, poiché la Cordigliera Cantabrica ferma le perturbazioni meridionali mentre i Picos intrappolano le nubi provenienti dal mare: ecco perché accanto a faggi e querce crescono anche lecci e sughere. I boschi e i settori montani più remoti ospitano pure l’orso bruno, tra le specie simbolo della fauna cantabrica. Durante l’autunno i boschi si colorano di sfumature dorate e rossastre, incorniciate dalle vette dei Picos de Europa.
Salire al Mirador del Cable
Per ammirare questo paesaggio dall’alto si può raggiungere Fuente Dé e prendere la funivia, operativa dal 1966, che supera 753 metri di dislivello portando in pochissimi minuti alla stazione superiore, posta a quota 1.823 metri. Lassù sorge il Mirador del Cable, un terrazzo panoramico affacciato sulle montagne e sulla valle di Liébana. Questo impianto permette di raggiungere l’alta quota senza dover affrontare una lunga camminata, ma prima della visita occorre verificare orari, biglietti e previsioni meteo, dato che vento e maltempo possono influenzarne il funzionamento.

Dalla stazione superiore partono passeggiate nei dintorni che permettono di osservare, con pazienza e magari un binocolo, la fauna alpina. L’area di Fuente Dé è tra le più ricche per specie come il picchio muraiolo, il fringuello alpino e il gracchio corallino. Nei cieli dei Picos si possono scorgere l’aquila reale e il gipeto, tornato grazie a un progetto di reintroduzione, mentre sui versanti calcarei vivono i camosci cantabrici. A chi vuole dedicarsi all’osservazione della fauna conviene affidarsi a una guida naturalistica, specialmente in autunno, quando in quota le condizioni atmosferiche possono mutare rapidamente.
Scendendo a valle, si può scoprire un altro volto della Liébana attraverso le sue produzioni tipiche. La distilleria Sierra del Oso organizza visite guidate di circa un’ora tra i vigneti, con i Picos come sfondo, e l’alambicco tradizionale dove nasce l’orujo, l’acquavite di vinaccia locale. La visita comprende anche una degustazione di prodotti del territorio ed è proposta tutto l’anno.
Chi invece desidera partecipare a un progetto legato alla salvaguardia ambientale può scoprire l’iniziativa MEILA dell’azienda agricola Pago de Tolina. L’obiettivo è recuperare la mela selvatica di Liébana, risorsa alimentare fondamentale per orsi, cervi e caprioli. Si tratta di un modo diverso di conoscere la montagna, scoprendo come la tutela di una specie vegetale possa influire positivamente sulla biodiversità dell’intero territorio. Per partecipare è bene verificare direttamente con l’azienda modalità, calendario e posti disponibili.
Asturie, Ponga: la foresta di Peloño e i borghi sulla gola

Parco Naturale e Riserva della Biosfera di Ponga
Il Parco Naturale e Riserva della Biosfera di Ponga, situato nelle Asturie orientali, è un territorio dallo sviluppo verticale, che va dai 300 metri del fondovalle fino a oltre 2.100 metri della Peña Ten, attraversato da gole spettacolari come quella di Los Beyos. I boschi ricoprono oltre un terzo del territorio, e la faggeta insieme al querceto di Peloño sono considerati tra i meglio conservati dell’intera regione asturiana. In autunno si tingono di colori intensi, mentre grandi rapaci come l’aquila reale e il gipeto sorvolano i valichi montani.
Per addentrarsi nella foresta di Peloño, un buon punto di partenza è il Mirador de Les Bedules, raggiungibile in auto e con vista sul massiccio del Tiatordos. Da qui si snoda il sentiero verso Arcenorio, che attraversa uno dei paesaggi boschivi più suggestivi delle Asturie. Il percorso permette di camminare tra faggi e querce secolari, ma la sua durata varia a seconda del tratto scelto: prima di partire è dunque opportuno selezionare un itinerario adatto alla propria preparazione fisica e verificare lo stato dei sentieri.
Il territorio di Ponga non è fatto soltanto di foreste. Nella parte opposta del comune, i villaggi di Casielles e Viboli si affacciano sulla vertiginosa Foz de los Andamios. Qui sopravvivono le abitazioni in pietra e legno, i tradizionali granai noti come hórreos beyuscos, riconoscibili per le assi disposte orizzontalmente, e la lavorazione del formaggio Beyos. Esplorare questi piccoli centri abitati consente anche di scoprire la storia delle comunità che per secoli hanno popolato un territorio impervio, caratterizzato da pendii scoscesi e collegamenti difficoltosi.

villaggio nel parco di Ponga
Proprio a questo legame tra ambiente naturale e presenza umana è dedicato l’itinerario I paesaggi dell’abbandono, proposto da Geoface. Si tratta di un percorso guidato di turismo scientifico che attraversa la gola dei Beyos, Casielles, Viboli, Les Bedules e Sobrefoz, illustrando le cause naturali e storiche dello spopolamento. L’attività è pensata per gruppi da quattro a otto persone ed è disponibile in lingua spagnola e inglese. Durata e calendario non sono specificati nella scheda informativa, quindi vanno richiesti direttamente all’organizzatore prima di pianificare la visita.
Per gli amanti del birdwatching, Spain Birds propone anche un viaggio naturalistico della durata di quattro giorni e tre notti tra le foreste di Ponga e i Picos occidentali. Il programma include escursioni alla ricerca di rapaci e uccelli forestali, oltre a una visita al centro Las Montañas del Quebrantahuesos, accompagnati dai tecnici della Fondazione per la conservazione del gipeto. Si tratta di una proposta studiata per piccoli gruppi di appassionati, con pernottamento e accompagnamento naturalistico incluso. La scheda pubblicata si riferisce tuttavia a un’edizione passata: per partecipare è necessario richiedere direttamente a Spain Birds le nuove date disponibili.
Galizia, Isole Atlantiche: l’oceano fuori stagione

Parco Nazionale Marittimo-terrestre delle Isole Atlantiche della Galizia
Il Parco Nazionale Marittimo-terrestre delle Isole Atlantiche della Galizia mette insieme quattro arcipelaghi, Cíes, Ons, Sálvora e Cortegada, distribuiti tra le province di Pontevedra e A Coruña. Scogliere, spiagge di sabbia fine e fondali marini di notevole pregio ecologico accolgono colonie di gabbiani reali e marangoni dal ciuffo, insieme a una pianta endemica, la xesta de Ons. A Cortegada, nella ría di Arousa, si estende un bosco di allori tra i più vasti d’Europa.
In autunno la folla tipica dell’estate lascia il posto a un’atmosfera più tranquilla, la luce diventa particolarmente suggestiva per la fotografia e lungo la costa transitano numerosi uccelli marini in migrazione. Visitare le isole fuori stagione richiede però un minimo di organizzazione. A Cíes e Ons non è possibile semplicemente imbarcarsi su un traghetto come avviene d’estate: le visite turistiche in bassa stagione avvengono tramite gruppi organizzati con guida e compagnie autorizzate. Chi viaggia con un’imbarcazione privata deve invece attenersi a specifiche procedure autorizzative. Prima della partenza è quindi essenziale verificare le condizioni di accesso e gli orari delle partenze disponibili.

Parco Nazionale Marittimo-terrestre delle Isole Atlantiche della Galizia
Tra le esperienze offerte dalla Riserva Ecoturistica figura la spedizione scientifica alle Cíes organizzata da Bluscus a bordo di una goletta storica, costruita nel 1912 nei cantieri navali di Freixo. Il programma include una navigazione di otto ore, con sbarco sulla spiaggia di Rodas nelle prime ore del mattino, quando l’isola è pressoché deserta. Durante l’escursione si raccolgono dati oceanografici per un progetto di citizen science e, al rientro, si esplorano virtualmente i fondali del parco tramite visori per la realtà immersiva.
La proposta prevede due giorni e una notte per gruppi da otto a undici persone, con navigazione accompagnata da una guida esperta, attività scientifiche, esperienze in realtà virtuale, pranzo a bordo e pernottamento incluso. Le partenze si concentrano principalmente tra marzo e giugno e tra settembre e novembre, con date da concordare direttamente con l’organizzatore.

Parco Nazionale Marittimo-terrestre delle Isole Atlantiche della Galizia
Per chi è interessato soprattutto alla fauna marina, da Cambados salpa invece la Chasula di Intramar, protagonista di un’escursione dedicata all’osservazione di uccelli pelagici e mammiferi marini. Il programma prevede circa otto ore di navigazione dalla ría di Arousa fino a Sálvora e alle acque atlantiche, alla ricerca di specie come il gabbiano di Sabine, gli uccelli delle tempeste e diversi stercorari. Con un pizzico di fortuna possono apparire anche i delfini. Trattandosi di un’attività in mare aperto, occorre concordare la partenza con l’operatore e controllare le condizioni meteo-marine.
Tutte queste proposte, insieme ai pacchetti viaggio offerti dalle agenzie partner, sono consultabili sul sito della Riserva Ecoturistica della Spagna Verde. Grazie al visore cartografico si possono individuare le aree protette, i punti panoramici e le imprese che organizzano le attività, per poi approfondire ogni singola proposta e contattare direttamente gli operatori.
La filosofia alla base è quella dello slow travel, fatta di soggiorni più lunghi e di maggior tempo dedicato all’osservazione. Ma anche la possibilità di contribuire concretamente alla conoscenza e alla salvaguardia degli ambienti naturali, sostenendo chi abita e lavora in questi territori. In autunno, del resto, i veri protagonisti di questi luoghi non hanno fretta: il bramito dei cervi inizia quando decide lui, e il gipeto si mostra soltanto se ne ha voglia. Vista la loro indole, tanto vale adeguarsi ai loro ritmi.