Barcellona celebra il primato: la Sagrada Família raggiunge 172,5 metri e diventa l'edificio religioso più alto del pianeta grazie alla Torre di Gesù Cristo.
L’installazione del braccio finale della croce sulla Torre di Gesù Cristo segna un momento storico per la Sagrada Família. Il celebre edificio sacro di Barcellona ha toccato un’altezza di 172,5 metri, superando così la Cattedrale di Ulm in Germania, che fino ad oggi deteneva il primato mondiale con i suoi 161,5 metri.
L’altezza finale non rappresenta una scelta arbitraria da parte di Antoni Gaudí. Il visionario architetto catalano riteneva che nessuna opera umana dovesse superare le creazioni naturali, motivo per cui progettò la torre con un’altezza di poco inferiore a quella di Montjuïc, la collina che domina Barcellona con i suoi 173 metri. Appena mezzo metro di differenza, quasi un omaggio rispetto alla natura circostante.
Indice
Una croce tra arte e tecnologia

Basílica de la Sagrada Família/Facebook
La croce monumentale che domina la sommità raggiunge i 17 metri di altezza e si estende per 13,5 metri in larghezza. Il rivestimento esterno combina ceramica smaltata bianca e vetro, materiali scelti per riflettere la luce naturale nelle ore diurne, mentre dopo il tramonto un sofisticato impianto luminoso interno la rende visibile come un faro urbano. I bracci laterali, montati tra dicembre 2025 e gennaio 2026, hanno un peso di circa 12,8 tonnellate ciascuno e presentano una geometria complessa: la sezione si trasforma progressivamente da quadrata all’estremità a ottagonale nel punto di connessione centrale.
L’esperienza del visitatore
Nel braccio verticale superiore trova spazio l’installazione artistica Agnus Dei, realizzata dall’italiano Andrea Mastrovito. La torre è accessibile al pubblico attraverso un ascensore panoramico in vetro che porta fino a 140 metri di quota, mentre una scala elicoidale permette di proseguire verso la base della grande croce sommitale.
Oltre un secolo di sfide e resilienza
Il percorso per arrivare a questo risultato è stato tutt’altro che lineare. La Guerra Civile Spagnola portò alla distruzione dell’atelier di Gaudí da parte delle forze anarchiche, con la perdita di disegni originali e modelli tridimensionali. Ricostruire con precisione l’intenzione progettuale dell’architetto ha richiesto decenni di studi e ricostruzioni meticolose. Nonostante tutto, il cantiere ha continuato ad avanzare attraverso le generazioni.
Anche l’epoca contemporanea ha riservato difficoltà significative. L’emergenza sanitaria del 2020 ha bloccato i lavori colpendo la principale fonte di sostentamento: non ricevendo contributi statali, la basilica dipende esclusivamente dagli introiti dei biglietti. Con l’arresto del turismo globale, il progetto si è trovato in stallo economico. La ripresa è stata progressiva: nel 2024 sono stati registrati quasi 4,9 milioni di ingressi, con una quota significativa di visitatori nordamericani, circa uno su sette del totale.
Un tributo nel centenario
Il completamento della torre non è solo un successo architettonico, ma anche un omaggio temporale: il 2026 rappresenta il centesimo anniversario dalla scomparsa di Antoni Gaudí, e la Fondazione ha voluto far coincidere questo risultato con tale commemorazione. Con questa realizzazione si conclude anche la costruzione delle sei torri centrali del complesso. Rimane ancora da ultimare la Facciata della Gloria, l’ultimo grande elemento strutturale, oggetto di discussioni urbanistiche e con tempi di realizzazione che si protrarranno negli anni a venire.