Riaperte in Emilia le terme definite nel 1923 meraviglia mondiale

Rinascono le Terme Berzieri: capolavoro liberty di Galileo Chini con spa moderna, piscine panoramiche e decorazioni orientali uniche in Emilia.

A dicembre 2025, dopo un lungo periodo di abbandono e numerose aste fallite, lo storico edificio delle Terme Berzieri a Salsomaggiore Terme è tornato a nuova vita. Un investimento di quaranta milioni di euro — provenienti dal Ministero del Turismo e dalla Cassa depositi e prestiti — ha permesso il recupero integrale di una struttura che, all’inaugurazione del 1923 alla presenza di autorità fasciste e rappresentanti del governo, venne acclamata come “le terme più straordinarie al mondo”.

Origini storiche: l’influenza orientale di Galileo Chini

L’edificio rappresenta il culmine di una vicenda ricca e complessa, iniziata nel 1839 quando il medico Lorenzo Berzieri individuò le virtù terapeutiche delle acque salsobromoiodiche della zona. Il momento di massimo splendore artistico arrivò nei primi decenni del Novecento, quando la supervisione creativa venne affidata al maestro fiorentino Galileo Chini, pittore e scultore di fama.

Chini aveva vissuto tre anni a Bangkok, dal 1911 al 1914, e gli elementi decorativi, le ceramiche e le strutture orientali studiate in Thailandia trovarono nuova espressione nella facciata di questo gioiello emiliano. Leoni blu custodiscono l’accesso principale, capitelli decorati mostrano teste di ariete e gufo, mentre la scritta THERMAE domina in lettere maestose sopra una copertura rivestita di maioliche colorate.

L’architetto Ugo Giusti, subentrato dopo il ritiro di Giulio Bernardini, realizzò una fusione stilistica che combina liberty, Secessione viennese e art déco, con chiari riferimenti a Gustav Klimt nelle decorazioni dell’atrio a doppia altezza, completamente ricoperto di marmi pregiati, dorature, stucchi e pitture murali.

Un’impresa che coinvolse maestranze d’eccellenza

Ventitré milioni di lire del tempo, centinaia di operai specializzati tra muratori, marmisti e decoratori, i fabbri dell’officina Veronesi per le lavorazioni in ferro battuto, gli artigiani delle Fornaci Chini di Borgo San Lorenzo per i grès ceramici e i vetri — la cui realizzazione comportò l’aggiornamento totale degli stabilimenti —, oltre ai marmisti che impiegarono rossi veronesi, bianchi di botticino e Carrara, gialli senesi e travertini di Rapolano. Il pittore Giuseppe Moroni di Cremona aggiunse il grande trittico della controfacciata raffigurante la dea Igea circondata dalle ancelle, mentre Galileo Chini realizzò nel 1922 i due pannelli con Autunno e Primavera che ornano le pareti del piano superiore, affacciato tramite un loggiato e due bow-window sull’ingresso coperto da una vetrata nei toni del blu e verde.

Declino, tentativi di vendita e acquisizione pubblica

Dagli anni Novanta, con la cessazione del termalismo convenzionato e lo smantellamento graduale del meccanismo che garantiva l’accesso alle cure termali tramite il Servizio sanitario nazionale, Salsomaggiore ha vissuto un declino inesorabile: dalle 684 mila presenze turistiche del 2004 si è passati a sole 200 mila due decenni più tardi. La società proprietaria delle Terme Berzieri — rinominata nel 2008 “Terme di Salsomaggiore e di Tabiano SpA” — entrò in concordato preventivo nel 2015, per poi mettere in vendita tutti gli asset, compreso il palazzo, nel 2018. Il 29 giugno 2021, dopo ripetuti tentativi d’asta senza esito, la Cassa depositi e prestiti acquisì l’immobile affidandolo in gestione al gruppo privato Quadrio Curzio, che nel 2023 diede avvio ai lavori di riqualificazione poi conclusi dal gruppo QC Terme.

Rinascita e nuovo splendore

Il rinnovato QC Salsomaggiore — Spa of Wonders si estende su circa 9.000 metri quadrati tra l’edificio storico e l’ex centrale termica retrostante, trasformata dai lavori del 2025 in un’area dedicata al benessere acquatico, coronata da tre piscine panoramiche scoperte sulla copertura. Negli spazi interni convivono saune, biosaune, vasche sospese, terrazze su due livelli, zone massaggi e un bistrot, in perfetta armonia con gli affreschi di Chini, i marmi variopinti dello scalone monumentale e le vetrate decorate che diffondono luce sui pianerottoli, dove grandi specchi con cornici elaborate in stucco e metallo amplificano i riflessi.

Il palazzo delle Terme Berzieri non è mai stato soltanto un luogo di cura fisica: fin dall’inaugurazione del 1923 ha rappresentato il cuore pulsante di un territorio, il motivo principale per cui le persone decidevano di sostare, ritornare e condividere l’esperienza con altri. Ora che l’edificio ha recuperato la sua vocazione originaria, la sfida consiste nel far ripartire quella capacità attrattiva.

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