Esperienza a Polignano a Mare: centro storico poetico, Lama Monachile e il Belvedere Modugno. Un borgo pugliese tra scogliere e melodie indimenticabili.
Esistono destinazioni che meritano una visita non soltanto per il loro fascino estetico, ma soprattutto per il patrimonio culturale che custodiscono e Polignano a Mare rientra perfettamente in questa categoria. Il nostro arrivo è avvenuto durante una torrida mattinata estiva, con l’Adriatico scintillante ai piedi delle scogliere candide e fin dal primo istante abbiamo compreso il motivo per cui questo luogo sia stato riconosciuto come la destinazione più ospitale del pianeta. Non si tratta esclusivamente di vedute mozzafiato: è piuttosto un’atmosfera particolare che ti avvolge non appena varchi le sue vie e infatti siamo tornati anche al calar del sole, quando il cuore antico si anima con una miscela di aromi inconfondibili.
Indice
Un centro antico tra rocce e onde
Varcare la soglia del nucleo storico rappresenta un momento speciale. Si oltrepassa l’antico Arco Marchesale, e improvvisamente ci si ritrova in un intrico di vicoletti lastricati, gradinate inaspettate, balconate che si protendono nel vuoto. Le abitazioni imbiancate a calce appaiono adagiate direttamente sugli scogli, quasi fossero state disposte con attenzione sul ciglio della falesia.

@RebeccaManzi/GreenMe
Procedendo senza un itinerario preciso, ci siamo fatti guidare dalle iscrizioni murali. Polignano è il borgo dei versi: strofe dipinte sugli usci, citazioni scolpite sui gradini, parole che emergono inaspettatamente tra una bottega artigiana e una gelateria. Un racconto corale che conferisce al centro un carattere vivace e affascinante. Ogni scorcio invita a sostare, decifrare, assaporare l’essenza del luogo.

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Lama Monachile, meraviglia della natura
Poi si presenta lei, la cartolina che tutti attendono ma che osservata dal vero stupisce comunque: Lama Monachile, l’insenatura racchiusa tra due imponenti pareti rocciose. Dall’altezza del Ponte Borbonico, a circa quindici metri sopra il livello dell’acqua, il panorama è ipnotico. In basso, la distesa di ciottoli; in alto, il profilo compatto dell’abitato.

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È impossibile resistere al richiamo del mare e scendere verso l’insenatura: si passa dalla visione aerea all’incontro ravvicinato con le onde. Qui si avverte la potenza degli elementi naturali che nei secoli hanno scolpito le falesie. Poco distante, lungo il litorale, si aprono oltre settanta cavità marine, generate dall’azione erosiva. Alcune sono accessibili via mare, altre si possono raggiungere nuotando quando le condizioni lo permettono. Tra queste emerge la rinomata Grotta Palazzese, oggi trasformata in un locale raffinato ricavato nella pietra, nascosto alla vista del borgo e affacciato direttamente sull’Adriatico.

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Memorie storiche, piazze e particolari indimenticabili
Polignano non è soltanto natura spettacolare. È anche memoria storica stratificata. Le sue radici affondano probabilmente nell’epoca ellenica, e durante il Medioevo divenne feudo sotto il dominio normanno. Attraversando Piazza Vittorio Emanuele II, la Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta e la Torre dell’Orologio, si respira un equilibrio tra essenzialità e personalità.
La chiesa, benedetta nel 1295, conserva opere d’arte rilevanti e le reliquie di San Vito, protettore della comunità. Le piazze, invece, rappresentano il fulcro della vita sociale: bambini che giocano, anziani seduti sulle panchine, tavolini all’aperto. Qui si comprende appieno il significato autentico di ospitalità.

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La terrazza dedicata a Domenico Modugno
Ma ci troviamo nei giorni del Festival di Sanremo e nessun artista incarna meglio la manifestazione di Domenico Modugno. Nato proprio in questa località nel 1928, Mimì – così lo chiamavano affettuosamente – è ancora una presenza tangibile. La sua scultura in bronzo, alta circa tre metri, domina il Belvedere Domenico Modugno con le braccia aperte verso l’orizzonte marino e, devo ammettere, poterla ammirare dal vivo era qualcosa che desideravo da sempre. Per me che sono appassionata di musica è stata un’esperienza profondamente emozionante e poco importa se per scattare una fotografia “insieme” a Modugno bisogna attendere il proprio turno: un ricordo fotografico vale l’attesa.

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Sostare di fronte a quella figura significa confrontarsi con un capitolo fondamentale della canzone italiana. Modugno è stato un pioniere, un interprete capace di esportare la melodia italiana nel mondo con Nel blu dipinto di blu, trionfando a Sanremo nel 1958 e rivoluzionando definitivamente il linguaggio della musica popolare. E osservando quel blu sconfinato sotto il belvedere, si comprende che certe composizioni non nascono casualmente. Per i più entusiasti, inoltre, suggerisco una passeggiata nel centro con lo sguardo rivolto verso l’alto per cantare seguendo le parole di Volare impresse sulle luminarie.

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Un’esperienza che rimane impressa
Polignano a Mare non è semplicemente una località da immortalare con lo smartphone. È un posto che ti penetra nell’animo gradualmente: nel fragore delle onde sotto le abitazioni, nelle frasi dipinte sui muri, nella voce immaginaria di Modugno che sembra ancora aleggiare nell’aria. In una sola giornata abbiamo attraversato scogliere, memorie, versi e melodie, ma la percezione è quella di aver vissuto qualcosa di più intenso. Una tappa breve, certamente, ma in grado di lasciare un’eco persistente come una melodia che continua a risuonare.