Percorsi escursionistici del Meridione: itinerari invernali imperdibili

Esplora i tracciati invernali più belli del Meridione: itinerari a piedi tra Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna con consigli e tappe dettagliate.

La stagione fredda rappresenta un’opportunità straordinaria per esplorare le regioni meridionali italiane attraverso sentieri escursionistici che regalano momenti di autentica scoperta, lontano dalla calca turistica estiva. Scenari naturali mozzafiato, antichi villaggi e culture secolari caratterizzano questi tracciati dove il tempo scorre più lentamente e il contatto con l’ambiente diventa più intenso.

Che si tratti di una breve fuga di fine settimana o di una permanenza prolungata, percorrere a piedi il Sud Italia durante i mesi invernali significa beneficiare di un clima gradevole, di vedute limpide e di un’ospitalità genuina. Presentiamo una selezione dei tracciati più affascinanti da intraprendere tra l’autunno e l’inverno nelle terre del Mezzogiorno.

Il tracciato meridionale della Francigena

Un’avventura eccezionale di circa mille chilometri si snoda attraverso quattro territori: Lazio, Campania, Basilicata e Puglia. Questo itinerario storico-culturale può essere suddiviso in tratti in base al tempo a disposizione.

Le sezioni nell’area capitolina sono particolarmente suggestive. Dopo l’esplorazione delle catacombe dei primi cristiani, il tracciato si sviluppa lungo l’antica pavimentazione del Parco dell’Appia Antica e raggiunge Castel Gandolfo con la dimora papale. I laghi Albano e di Nemi arricchiscono il panorama.

L’itinerario continua e consente di arrivare al lago di Giulianello partendo da Velletri. Si attraversano estensioni di ulivi secolari fino a Cori. Da questo punto, una via panoramica offre ampie prospettive sulla pianura Pontina e sul litorale. Si passa per l’abbazia di Valvisciolo e il borgo medievale di Sermoneta.

Il tracciato di San Nilo

Cento chilometri suddivisi in otto sezioni uniscono le alture alla costa cilentana. L’itinerario ripercorre le orme del monaco che visse intorno all’anno Mille. Questo percorso offre un’autentica immersione nelle tradizioni dell’entroterra campano.

Chi ha cinque giorni disponibili può iniziare da Sapri e completare le prime quattro tappe fino a Caselle in Pittari. Il Parco nazionale del Cilento, del Vallo di Diano e degli Alburni rivela tutta la sua ricchezza naturalistica.

L’itinerario di Don Tonino Bello

Quattrocento chilometri in territorio pugliese collegano Molfetta ad Alessano. Il tracciato consente di scoprire i luoghi del vescovo salentino che consacrò la sua vita all’aiuto dei più deboli.

Il percorso ideale per approcciare questo cammino inizia da Lecce e termina ad Alessano, luogo natale di don Tonino. Lo splendore barocco di Lecce giustifica l’appellativo di Firenze del Sud. L’itinerario tocca i luoghi dell’infanzia e della formazione del religioso. Opere d’arte sacra di grande valore impreziosiscono il viaggio.

Il percorso Materano

Un’esperienza di sette giorni si articola tra Puglia e Basilicata lungo la Via Peuceta. Scenari unici si susseguono tra colline e insediamenti rupestri.

Chi dispone solo di tre giorni può vivere un’esperienza significativa di questo tracciato. Si inizia dal nucleo storico medievale di Altamura e si termina il cammino a Matera, la rinomata città dei Sassi, riconosciuta patrimonio dell’umanità.

Kalabria coast to coast: attraversamento da costa a costa

Un sentiero escursionistico di 55 chilometri propone una modalità originale per conoscere la Calabria autentica, distante dai consueti itinerari turistici. Questo tracciato naturalistico è percorribile in ogni stagione e consente di attraversare con calma il territorio calabrese.

Il cammino Kalabria coast to coast parte da Soverato, località della Costa degli Aranci che si affaccia sullo Ionio. Termina a Pizzo, caratteristico borgo arroccato su roccia tufacea che guarda le spiagge tirreniche della Costa degli Dei. L’itinerario attraversa le Preserre calabre nel loro segmento più breve. I paesaggi si alternano: estensioni di ulivi antichi, vigneti, campi di cereali e boschi rigogliosi.

Il tracciato si articola in tre macro-sezioni principali. La prima collega Soverato a Petrizzi in provincia di Catanzaro. Presenta una difficoltà media con salite e discese ripide, ma offre numerosi punti di interesse turistico. La seconda sezione porta a Monterosso Calabro, in provincia di Vibo Valentia. Si sviluppa prevalentemente tra campagne e scenari rurali. La terza e conclusiva sezione scende progressivamente verso la costa tirrenica fino alla meta finale.

Il percorso presenta saliscendi impegnativi su sentieri sterrati, ma i camminatori ricevono in cambio lo spettacolo dei paesaggi naturalistici. L’itinerario dispone di segnaletica verticale e mappatura GPS, risultato di un lavoro accurato con le amministrazioni locali. Si raccomanda di partire ben riforniti d’acqua, poiché in alcune sezioni le fonti idriche sono limitate.

La via Normanna: collegamento Palermo-Messina

Un itinerario storico comprende 21 sezioni. Attraversa le cime delle Madonie, i boschi dei Nebrodi e i monti Peloritani. Collega il Tirreno allo Ionio fino allo Stretto, antica porta della Sicilia verso l’Oriente.

Con quattro giorni disponibili, il tracciato consigliato parte dal castello di Caccamo. Consente di apprezzare i borghi medievali delle Madonie: Montemaggiore Belsito, Caltavuturo, Polizzi Generosa e le Petralie. Arte gotica siciliana, architettura barocca e scenari naturali si alternano. Le chiese normanne meritano una visita approfondita.

Il percorso Fabaria

Trecento chilometri uniscono Agrigento all’Etna. Il tracciato si articola in molteplici itinerari tematici.

Una proposta di quattro giorni segue la Via dei Castelli da Agrigento a Niscemi. È la variante interna della Fabaria. Si cammina sulle antiche trazzere regie, un tempo percorse dai cavalieri del Tau. Questi cavalieri giunsero da Altopascio sulla Francigena toscana per proteggere i pellegrini.

Gli appassionati del barocco orientale siciliano possono organizzare un itinerario breve tra i borghi di Ragusa, Modica, Ispica e Noto. Questi centri furono ricostruiti dopo il devastante terremoto del 1693. Oggi rappresentano splendidi esempi di stile barocco unico.

La Magna Via Francigena

Centonovanta chilometri corrono lungo le strade percorse nei secoli da greci, romani, arabi e normanni. Collegano Palermo ad Agrigento.

In un weekend lungo di tre giorni si può iniziare da Sutera, inserito tra i Borghi più Belli d’Italia. Si attraversano zone boschive e distese di campi di grano per raggiungere Racalmuto, paese natale del grande Leonardo Sciascia. Si prosegue poi verso i centri minerari della valle del Platani, Comitini e Aragona. Un tempo qui si estraevano sale e zolfo. Il cammino si conclude con la magnifica cattedrale di Agrigento.

Il tracciato minerario di Santa Barbara

Per ammirare il fascino unico del Sulcis-Iglesiente-Guspinese, questo cammino minerario ad anello di 500 chilometri in Sardegna è davvero straordinario. Parte da Iglesias e si snoda lungo piste e sentieri battuti dai minatori nel corso di 8.000 anni di storia estrattiva, dal periodo neolitico fino al Novecento.

Per una prima esperienza, chi apprezza i paesaggi boschivi può dedicare un weekend lungo a scoprire una Sardegna meno conosciuta. Si arriva a Monti Mannu con i mezzi pubblici e si attraversano in tre sezioni le foreste più estese della regione. Si cammina sulle formazioni granitiche del Linas e dell’Oridda, solcate da spettacolari cascate, e sulle rocce calcaree del Fluminese. Qui si aprono magnifiche grotte come quella di Su Mannau. Il percorso conduce al Tempio di Antas e termina presso il borgo minerario di San Benedetto.

In Sardegna tracciati per tutti

Sinis

@SimonaFalasca/Greenme

Per vivere la Sardegna a piedi esistono tredici itinerari dedicati, adatti a escursioni di un giorno, weekend o veri percorsi a tappe. Tutti si sviluppano su sentieri accessibili.

Una proposta di tre giorni esplora la penisola del Sinis. La prima sezione, la più agevole, si sviluppa lungo il promontorio di Capo San Marco e serve come preparazione alle due sezioni successive, più impegnative. Si segue la costa del Sinis su sentieri e strade sterrate che costeggiano le falesie fino alle spiagge di is Arutas. Si continua poi dove il litorale diventa più alto e frastagliato, con le spettacolari scogliere di su Tingiosu.

Il tracciato torna al mare presso s’Arena Scoada e gli insediamenti di Putzu Idu e Porto Mandriola. Prosegue poi nuovamente nella macchia mediterranea e lungo piccole spiagge appartate. Aggira l’articolato promontorio di Capo Mannu.

Suggerimenti pratici per escursioni invernali

La stagione fredda nel Sud Italia offre condizioni ideali per il trekking: temperature gradevoli, minore affollamento e paesaggi che assumono tonalità particolari. È importante pianificare accuratamente il proprio itinerario. Si verificano le condizioni meteo e la disponibilità delle strutture ricettive. In alcuni borghi potrebbero avere orari ridotti.

L’equipaggiamento deve essere adeguato alle escursioni invernali. Particolare attenzione va data a calzature impermeabili e abbigliamento a strati. Molti di questi percorsi hanno guide dettagliate che forniscono informazioni sulle sezioni, le difficoltà e i servizi disponibili. Permettono di personalizzare il viaggio secondo il tempo a disposizione e le proprie capacità.

Camminare nel Sud Italia d’inverno significa scoprire un patrimonio di bellezza naturalistica, artistica e culturale in modo lento e sostenibile. Si vivono esperienze autentiche e si stabilisce un contatto profondo con territori ricchi di storia e tradizioni millenarie.

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