Milano, nuova imposta di soggiorno: alberghi di lusso a 12 euro dal prossimo aprile

Milano riorganizza l'imposta di soggiorno da aprile: 12 euro per i cinque stelle, 4 euro per i due stelle. Tutte le tariffe aggiornate per ogni categoria.

A Milano l’imposta di soggiorno continua a subire modifiche. Dopo l’introduzione delle cosiddette tariffe “olimpiche” entrate in vigore il primo gennaio – di cui avevamo già parlato in questo articolo – l’amministrazione comunale ha dato il via libera alla deliberazione n. 144 del 12 febbraio 2026 che prevede un ulteriore aggiustamento delle tariffe, operativo dal 1° aprile 2026. Il riferimento legislativo è la Legge di Bilancio 2026, approvata a dicembre, che ha concesso ai Comuni la facoltà di aumentare l’imposta di ulteriori 2 euro rispetto ai livelli precedenti.

Le nuove tariffe per ogni categoria di struttura

L’amministrazione milanese ha deciso di non applicare l’incremento in maniera omogenea, ma di riorganizzare le tariffe per tipologia di alloggio. Il cambiamento più rilevante riguarda gli hotel a cinque stelle, che vedranno il contributo salire da 10 a 12 euro per notte, rappresentando il valore più elevato mai registrato nel capoluogo lombardo e superando, almeno temporaneamente, il limite di 10 euro applicato a Roma. Gli alberghi a quattro stelle mantengono la tariffa di 10 euro, mentre i tre stelle vengono standardizzati a 7 euro, con una leggera diminuzione rispetto ai 7,40 euro della fase olimpica. Il cambiamento più marcato in senso opposto coinvolge i due stelle, che passano a 4 euro, e le strutture a una stella, che rimangono a 3 euro. Restano invariate le tariffe per le strutture extra-alberghiere: 9,50 euro per bed&breakfast, affittacamere e locazioni brevi, 7 euro per le case per ferie, 3 euro per ostelli e campeggi.

Il contesto legislativo alla base delle modifiche

Per comprendere il motivo di questi due aggiustamenti ravvicinati, è necessario ripercorrere l’iter normativo. Il cosiddetto Decreto Anticipi (DL 156/2025) autorizzava i Comuni lombardi e veneti situati entro 30 chilometri dalle sedi olimpiche a incrementare l’imposta fino a 5 euro aggiuntivi per notte, in previsione dei Giochi invernali Milano-Cortina 2026. Le tariffe olimpiche di gennaio avevano quindi stabilito il massimo a 10 euro per le strutture di categoria superiore. La manovra finanziaria di fine dicembre ha poi innalzato ulteriormente il tetto di altri 2 euro: da qui la nuova delibera di aprile. Il 30% dell’aumento sui cinque stelle verrà trattenuto dallo Stato e destinato al Fondo nazionale per i minori, mentre la parte rimanente confluirà nelle casse comunali.

La posizione dell’amministrazione: intervento temporaneo in attesa di una revisione organica

La riorganizzazione viene presentata dall’amministrazione milanese come un intervento temporaneo, non come una revisione definitiva del sistema. Il ragionamento sottostante è che Milano si trovi in una condizione normativa penalizzante rispetto ad altre grandi città turistiche come Roma, Firenze e Venezia, che godono di maggiore flessibilità nella modulazione dell’imposta. Nel frattempo, in dieci anni il numero di visitatori nel capoluogo è raddoppiato, con costi crescenti in termini di servizi, pulizia, sicurezza, trasporti e gestione degli spazi pubblici. L’obiettivo dichiarato è rendere il sistema più equo e progressivo: alleggerire il carico sulle categorie economiche, aumentare il contributo da chi opta per il lusso. La riorganizzazione resta comunque provvisoria per il 2026 e, secondo l’amministrazione, non modificherà in modo sostanziale le previsioni di gettito complessivo.

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