La Versailles lombarda a pochi km da Milano: dimora barocca con labirinto storico

Scopri Villa Arconati, dimora barocca con giardini alla francese e labirinto settecentesco a pochi chilometri da Milano: storia e info per visitarla.

Chi evoca Versailles pensa immediatamente alla Francia. Eppure esiste un luogo che regala la medesima magnificenza barocca senza dover attraversare confini: è sufficiente uscire dall’autostrada a Bollate, nella cintura nord del capoluogo lombardo.

Edificata tra Seicento e Settecento, questa residenza viene comunemente definita la “Versailles italiana in miniatura”, un appellativo che appare del tutto giustificato. Le sue 365 aperture dominano giardini formali all’italiana, caratterizzati da geometrie vegetali precise, giochi d’acqua, sculture e persino un dedalo settecentesco che compone uno scenario d’altri tempi. Gli ambienti interni mantengono lo stesso splendore: volte decorate, ornamenti dorati e lampadari maestosi trasportano i visitatori in un’atmosfera che invita a immaginare balli in costume d’epoca.

Dalle origini alla trasformazione in dimora d’arte

Le radici di questa proprietà affondano ben prima della sua attuale magnificenza. Fu Galeazzo Arconati — parente del cardinal Federico Borromeo, responsabile della Fabbrica del Duomo e grande amante dell’arte — ad acquisirla nel 1610, trasformando quella che era una modesta abitazione nobiliare in una residenza di straordinaria eleganza. A lui si deve l’introduzione dei teatri vegetali e delle fontane scenografiche nel parco, concepiti seguendo le intuizioni di Leonardo da Vinci, oltre all’arricchimento della collezione con opere scultoree, reperti romani antichi e il prezioso Codice Atlantico.

Le generazioni seguenti della famiglia contribuirono ciascuna al suo splendore. Giuseppe Antonio Arconati, che ne divenne proprietario nel 1718 dopo numerosi soggiorni tra Parigi e Vienna, rimase profondamente impressionato dalla residenza reale francese al punto da commissionare un sostanziale ampliamento dell’ala sud-occidentale, affidando la decorazione del salone principale ai rinomati fratelli Galliari. Tra i suoi ospiti illustri figura anche Carlo Goldoni. Quando la stirpe principale si estinse, la proprietà passò ai parenti Busca, che la preservarono fino al secolo scorso.

Gli spazi verdi: architetture vegetali e il dedalo recuperato

Il parco di questa residenza non rappresenta un semplice contorno ornamentale: costituisce uno spazio progettato con identica attenzione architettonica rispetto all’edificio principale, e per secoli è stato riconosciuto come uno degli esempi più notevoli di giardino formale francese in Italia. La sua fama era già consolidata nel Settecento, quando il pittore e incisore Marco Antonio Dal Re lo ritrasse in una raccolta di tavole divenute testimonianza storica essenziale.

Al suo interno si alternano viali ombrosi, superfici acquatiche, opere scultoree e tre teatri verdi — il Teatro di Diana, il Teatro di Andromeda e il Teatro di Ercole — ciascuno caratterizzato da una propria valenza simbolica e dotato di sistemi idraulici che attivavano spettacolari effetti acquatici. L’imponente Scalinata dei Draghi unisce il Teatro Grande al parterre settecentesco mediante una sequenza di cascate, mentre l’intero apparato delle fontane è governato dalla Torre delle Acque, un capolavoro di ingegneria idraulica che Galeazzo Arconati derivò dagli studi leonardeschi.

Tra gli elementi più suggestivi figura il labirinto settecentesco, scomparso nel corso del tempo e recentemente ricostruito basandosi proprio sulle incisioni di Dal Re del 1743. L’intervento, realizzato dallo studio Fosbury Architecture con il sostegno della Fondazione Augusto Rancilio, ha restituito il dedalo nella sua collocazione originaria e secondo il disegno storico. Completato in tre momenti successivi, si sviluppa oggi su quattro direttrici e cinque cerchi concentrici, con un tracciato che guida gradualmente verso il nucleo centrale — un recupero simbolico di uno degli elementi più caratteristici della tradizione dei giardini storici italiani.

Informazioni per la visita

Questa dimora storica a Castellazzo di Bollate rappresenta una delle residenze d’epoca meglio preservate nell’area metropolitana milanese. L’accesso al pubblico è garantito ogni domenica da fine marzo a metà dicembre, generalmente con orario 11-19, al costo di circa 11€ (sono previste tariffe agevolate in determinate circostanze).

La location accoglie inoltre manifestazioni di diversa natura: dal Villa Arconati Music Festival alle ricostruzioni storiche come balli ottocenteschi in abiti d’epoca, che trasformano gli spazi verdi in scenari ideali per un’esperienza autenticamente coinvolgente.

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